(Id.)
Visto in Dvx.
Un musicista si trova per caso coinvolto in un omicidio; un pazzo con una maschera lo fotografa e comincia ad ossessionarlo. Il musicista cercherà di scoprire chi è e per quale motivo viene perseguitato.
Un film ricco di invenzioni visive e di trama, forse più dei precedenti; tuttavia non mi ha convinto.
Se i dettagli (il coltello durante l'omicidio della cugina/amante) e la soggettiva (dei personaggi, ma anche l'inquadratura dall'interno della chitarra dell'incipit) sono cose note, soprattutto per Argento; la rapida scomparsa dei bambini nel parco con un montaggio parallelo, così come i rallenty della pallottola (condotto con un ottimo gioco di montaggio) così come dell'incidente finale, sono due novità assolute. Nella trama poi compare l'indizio fondamentale (che da il titolo al film) con un'idea totalmente fantastica, inoltre c'è l'idea di un sogno rivelatore; si insomma viene introdotto il paranormale ed il fantascientifico in un film giallo, idea che (migliorata tantissimo) tornerà in Profondo rosso.
Per quanto mi riguarda però una certa lentezza nella trama e l'utilizzo di alcuni accorgimenti (come il già citato montaggio parallelo per far sparire le persone nel parco; o la notte improvvisa sempre nella stessa scena) rendono il film più indigesto, meno credibile (e considerando l'introduzione del surreale che già potrebbe sollevare critiche direi che non è stata un'idea geniale). Un finale che, per quanto sia lavorato bene, risulta frettoloso non aiuta molto. Inoltre Argento inserisce massicce dosi di ironia, talvolta divertente, ma più spesso straniante, se non proprio fuori luogo.
Da molti (tutti?) è considerato il miglior film di Argento prima di Profondo rosso e contestualizzato è effettivamente qualcosa di importante... personalmente, e visto alla luce di quanto fatto dopo, lo salvo più per la presenza di un inaspettato Bud Spencer che per altro.
PS: musiche incredibili di un incredibile Morricone.
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mercoledì 5 febbraio 2014
giovedì 1 marzo 2012
...Altrimenti ci arrabbiamo! - Marcello Fondato (1974)
(Id.)
Visto in tv.
Bud Spencer e Terence Hill sono due tra i più noti caratteristi del cinema italiano; abituati a ripetere lo stesso canovaccio fatto di pretesti per tirare pacche, con un misto tra forza bruta, astuzia ed ingenuità; finché i buoni non vincono. Questa in sostanza è la trama della loro filmografia e questa è, in parte a anche la storia di questo film.
Qui però le scazzottate sono piuttosto poche (giusto tre) e molto spazio è dedicato allo svolgimento di una trama un poco più spessa del solito (capiamoci, non è che la sceneggiatura di questo film l’abbia scritta Mankiewicz, la storia è quella della distruzione delle dune buggy e il tentativo di recuperarle) e a fianco dei soliti stilemi macchiettistici e da fumetto (gli effetti sonori nelle scene di pacche; i cattivi sempre riconoscibili e stilizzati, si veda ad esempio Paganini il killer professionista; i buoni sempre senza macchia e sempre vessati ecc…) qui si spinge l’acceleratore sul cartoonistico, con un antagonista che fa il male per il desiderio di essere cattivissimo affiancato da uno scienziato non meglio specificato (che con la sua “scienza psicologica” lo aiuta nelle scelte) che ovviamente è tedesco (quando grida “Nein” ha tutto il linguaggio del corpo dell’Hitler di Tarantino)... detto per inciso, il medico tedesco è il grande Donald “rincorro Mike Myers” Pleasence.
La storia complessivamente godibile, ben condotta dai due protagonisti (direi che qui Bud Spencer la fa da padrone nonostante l’inutilissima storiellina d’amore di Terence Hill) e regala almeno un paio di momenti epici: la sfida a salsicce (che in realtà sono wurstel) e birre e la fantastica scena del coro!
Inoltre il film spiegò agli italiano cos’è una dune buggy.
Visto in tv.
Bud Spencer e Terence Hill sono due tra i più noti caratteristi del cinema italiano; abituati a ripetere lo stesso canovaccio fatto di pretesti per tirare pacche, con un misto tra forza bruta, astuzia ed ingenuità; finché i buoni non vincono. Questa in sostanza è la trama della loro filmografia e questa è, in parte a anche la storia di questo film.Qui però le scazzottate sono piuttosto poche (giusto tre) e molto spazio è dedicato allo svolgimento di una trama un poco più spessa del solito (capiamoci, non è che la sceneggiatura di questo film l’abbia scritta Mankiewicz, la storia è quella della distruzione delle dune buggy e il tentativo di recuperarle) e a fianco dei soliti stilemi macchiettistici e da fumetto (gli effetti sonori nelle scene di pacche; i cattivi sempre riconoscibili e stilizzati, si veda ad esempio Paganini il killer professionista; i buoni sempre senza macchia e sempre vessati ecc…) qui si spinge l’acceleratore sul cartoonistico, con un antagonista che fa il male per il desiderio di essere cattivissimo affiancato da uno scienziato non meglio specificato (che con la sua “scienza psicologica” lo aiuta nelle scelte) che ovviamente è tedesco (quando grida “Nein” ha tutto il linguaggio del corpo dell’Hitler di Tarantino)... detto per inciso, il medico tedesco è il grande Donald “rincorro Mike Myers” Pleasence.
La storia complessivamente godibile, ben condotta dai due protagonisti (direi che qui Bud Spencer la fa da padrone nonostante l’inutilissima storiellina d’amore di Terence Hill) e regala almeno un paio di momenti epici: la sfida a salsicce (che in realtà sono wurstel) e birre e la fantastica scena del coro!
Inoltre il film spiegò agli italiano cos’è una dune buggy.
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