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mercoledì 3 marzo 2021

Scalciando e strillando - Noah Baumbach (1995)

 (Kicking and screaming)

Visto su Netflix.


Un gruppo di amici si trova a riconsiderare le loro vite i loro rapporti e la loro idea di sé stessi arrivati al traguardo della laurea.

Un classico coming of age per neo adulti che non sanno che fare delle loro vite, al giro di boa fra adolescenza e doveri passano il tempo a frustrare le proprie aspettative e parlottare.

Essendo un'opera prima la sceneggiatura è pure troppo ben fatta, ma in maniera obiettiva è ben realizzata, ma fastidiosamente declamatoria; nessuno chiacchiera davvero tutti inveiscono contro il destino avverso che li fa uscire dalla comfort zone... 

Delicato, tranquillo, costruito bene... piuttosto insipido, inutile.

In Italia saremmo arrivati a qualcosa del genere qualche anno dopo con Muccino e un'altra età (ma si sa che da noi si diventa adulti dopo rispetto agli USA), ma negli Stati Uniti questo è un sottogeneri estremamente utilizzato (e rappresentante) del cinema indipendente anni '90; per fortuna abbandonato quasi del tutto. Anche quando realizzato bene, non è un genere che possa mancare.

giovedì 28 luglio 2011

Dietro la maschera - Peter Bogdanovich (1985)

(Mask)

Visto in DVD. Bogdanovich si dev’essere sniffato dello zucchero di canna non raffinato anziché la solita cocaina e partorisce il film più melenso e patetico della storia delle malattie rare. È comunque importante dire che nei confronti di questo film non potrò essere totalmente oggettivo, perché mi causò un trauma infantile quando, in giovane età (anni ’90) lo vidi in tv per la prima volta; inoltre fu citato con stile in una puntatona di X-files.

Cher (ah ah ah ah) è la madre (ah ah ah ah) che la da a tutti (niente di strano in questo) di una adolescentello con la leontiasi (Stoltz). Ovviamente ha grosse difficoltà nell’inserimento sociale e si trova completamente a suo agio solo nel gruppo di motociclisti della madre. Com’è come non è incontra Laura Dern in un camping per ciechi (ah ah ah ah), ci si mette insieme e poi muore.

Film prevedibile minuto per minuto che trova due idee buone in tutto. Nel fatto che comunque venga presentato il ragazzo è un outsider che trova la sua nicchia di sopravvivenza solo nel gruppo di outsiders della madre; e poi la bella scena in cui Stoltz spiega alla Dern cosa sono i colori (ricordo che lei è cieca; e dalla nasciata pure).

Complessivamente è un film banale, con una amdre coraggio poco credibile e una regia silenziosa come Dio nei film di Bergman.