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lunedì 29 aprile 2019

Enemy - Denis Villeneuve (2013)

(Id.)

Visto in Dvx.

Un uomo vede, in un film, una comparsa che è identica a lui. Ne diviene ossessionato, ne cerca il nome e cerca di trovarlo. I due si incontreranno e le loro vite si confonderanno.

Villeneuve è un regista solido. Uno che con l'uso degli spazi, una fotografia scarna, ma d'effetto e ritmi dilatati carichi di tensione riesce a rendere interessante qualunque argomento. Ma Villeneuve ha un problema, 9 volte su 10 ha sceneggiature zoppicanti, parziali o paracule. Di solito riesce nonostante il grave problema di scrittura. Purtroppo questo non è uno di quei casi.

Si perché la regia è la solita, con un'attenzione maggiore al creare tensione tra il thriller e il perturbante 800esco con un'efficacia invidiabile; il tutto dipinto con una fotografia dai colori terrei e gli inserti allucinanti dei ragni che aumentano il senso di straniamento. Si, insomma, Villeneuve lavora seriamente senza sfruttare il pilota automatico.
La sceneggiatura invece (presa da un libro di Saramago) sembra non sapre che fare con lo spunto iniziale. Parte da Dio con una situazione creadibile, ma che presto deraglia nel paradossale, accumula perturbamenti a ogni scena, ma si risolve tutta in uno scambio delle parti che vorrebbe essere più significativo di quanto non sia e che riesce ad essere più assurdo e ridicolo di quanto non dovrebbe.
A mio avviso, in questo caso, Villeneuve non porta a casa un buon film, ma almeno può vantarsi di aver intrattenuto con capacità per almeno metà del minutaggio

lunedì 27 giugno 2011

Source code - Duncan Jones (2011)

(Id.)

Visto al cinema.
Gyllenhaal è un militare assoldato in una missione particolare, per varie questioni non molto chiare, può essere mandato indietro nel tempo (nella mattinata) per rivivere gli ultimi otto minuti della vita di un uomo prima di un terrificante attentato. La sua missione è di scoprire chi è stato, visto che sta per colpire di nuovo… eppure lui rimane rinchiuso in una capsula e i suoi superiori sembrano reticenti…

Mr. Jones è divenuto, al suo secondo film, l’unico regista di vera fantascienza sul mercato. Questa volta è alle prese con un lavoro su commissione, già di per se affascinante e ben scritto (giusto il finale e l’eccesso di sentimentalismo sono un evidente sintomo di una produzione pesantemente presente), viene preso e trattato con tutta la serietà possibile… poi ci sono le sue capacità. No perché fare un film a indagine che comincia con un protagonista senza memoria, in cui la stessa scena si ripete continuamente quasi identica, e farlo senza annoiare, cambiando di continuo punti di vista e modi d’inquadrare ha del notevole. In mano qualcuno di meno competente sarebbe stato devastante. E poi ci sono da considerare pure la fisica quantistica e il calcolo iperbolico…