(Blonde Venus)
Visto in Dvx.
Una ex cantante di locali notturni tedesca sposa un giovane americano, vanno a vivere negli USA dove nascerà un figlio. lui si ammalerà (di una brutta malattia chiamata radiazioni), lo possono curare solo in Europa e la moglie torna a cantare dopo anni per poter pagare le spese al marito; lì conoscerà un facoltoso playboy che si innamorerà di lei, pagherà tutto quello che c'è da pagare e diventerà il suo amante. Lei lascerà il playboy quando il marito tornerà dall'Europa. purtroppo il marito non perdonerà il tradimento e la moglie sarà costretta a fuggire con il figlio per paura che le venga tolto.
Drammone dei buoni sentimenti con una Dietrich per la prima volta vittima e melodrammatica (ok, anche in "Marocco" ne usciva sconfitta, ma anche li era lei a condurre il gioco fino a un certo punto).
Buona le gestione delle scene di von Sternberg che conduce bene le scene, un uso magnifico delle ombre nelle scene in notturna e qualche accorgimento per rendere dinamica la ripetitività di scene simili (utilizza oggetti per velare la visione, come stoffe o palme).
Il vero tallone d'Achille è la sceneggiatura a salti eccessivi, alcune sequenze di dubbia utilità e una pressione sul melò di poco spessore che poteva essere evitato; si difende invece per l'onestà della vicenda e per gli espliciti riferimenti sessuali, crollando rovinosamente in un happy ending posticcio inaccettabile.
Ovviamente i veri motivi per vedere questo film sono due delle tre scene di canto della Dietrich, soprattutto "Hot voodoo" dove indossa un costume da gorilla e "I couldn't be annoyed" dove indossa un frac bianco (scena comunque inferiore a quella in frac nero in "Marocco").
Visualizzazione post con etichetta Josef von Sternberg. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Josef von Sternberg. Mostra tutti i post
lunedì 11 gennaio 2016
venerdì 25 marzo 2011
Shanghai Express - Josef von Sternberg (1932)
(Id.)
Visto in DVD.
Su un treno che da Pechino va a Shangai si danno appuntamento vari personaggi facenti parte dell’elite colonizzatrice della Cina, una galleria di personaggi medio borghesi piuttosto ipocriti e generalmente tutti apparenza e niente sostanza (come il generale francese che in realtà non è più nell’esercito, ma indossa ancora la divisa per non far sapere alla sorella dello smacco). Su questo treno però c’è pure la Dietrich, che incontrerà l’unico suo vero amore, peccato che gli anni siano passati e che lei nel frattempo si sia riciclata come entreneuse di classe (a tutti nota come Shangai Lili); ma l’amore non è scomparso, è solo vittima del distacco e dell’orgoglio. Quando il treno sarà assaltato dai ribelli cinesi, il capo dei guerriglieri sceglierà come ostaggio chiave proprio l’amato della Dietrich; e vuoi che Marlene, che a parole lo disprezza e basta, non sia disposta a tutto pur di liberarlo.
Drammone sentimentale come neanche “Marocco”, dal ritmo rilassato, ma non noioso, che passa via abbastanza innocuo e senza scossoni. La più importante innovazione di questo film è la trasformazione della Dietrich da donna carnale e sensuale com’era in precedenza (si veda soprattutto “L’angelo azzurro”) in algida rappresentazione della femminilità assoluta, tanto perfetta quanto irraggiungibile. Non a caso infatti in questo film alla protagonista non sono concessi numeri musicali o vestiti scosciati, ormai non è più una donna sexy, ora è la donna per definizione; come a dire, da star la Dietrich è diventata leggenda.
Visto in DVD.
Su un treno che da Pechino va a Shangai si danno appuntamento vari personaggi facenti parte dell’elite colonizzatrice della Cina, una galleria di personaggi medio borghesi piuttosto ipocriti e generalmente tutti apparenza e niente sostanza (come il generale francese che in realtà non è più nell’esercito, ma indossa ancora la divisa per non far sapere alla sorella dello smacco). Su questo treno però c’è pure la Dietrich, che incontrerà l’unico suo vero amore, peccato che gli anni siano passati e che lei nel frattempo si sia riciclata come entreneuse di classe (a tutti nota come Shangai Lili); ma l’amore non è scomparso, è solo vittima del distacco e dell’orgoglio. Quando il treno sarà assaltato dai ribelli cinesi, il capo dei guerriglieri sceglierà come ostaggio chiave proprio l’amato della Dietrich; e vuoi che Marlene, che a parole lo disprezza e basta, non sia disposta a tutto pur di liberarlo.Drammone sentimentale come neanche “Marocco”, dal ritmo rilassato, ma non noioso, che passa via abbastanza innocuo e senza scossoni. La più importante innovazione di questo film è la trasformazione della Dietrich da donna carnale e sensuale com’era in precedenza (si veda soprattutto “L’angelo azzurro”) in algida rappresentazione della femminilità assoluta, tanto perfetta quanto irraggiungibile. Non a caso infatti in questo film alla protagonista non sono concessi numeri musicali o vestiti scosciati, ormai non è più una donna sexy, ora è la donna per definizione; come a dire, da star la Dietrich è diventata leggenda.
Etichette:
1932,
Anna May Wong,
Dramma,
Film,
Josef von Sternberg,
Marlene Dietrich,
Romantico
giovedì 29 luglio 2010
Marocco - Josef von Sternberg (1930)
Drammone dell'amore di Sterneberg con la Dietrich in cornice esotica. Lei se ne va in Marocco abbandonando tutto non si sa perchè, lui (un giovanissimo Gary Cooper) è nella legione straniera non si sa perchè, ovviamente si innamoreranno, ovviamente non lo ammetteranno, si lasceranno, ma non smetteranno mai di pensare l'uno al'altra. Nel finale a sorpresa la Dietrich si sacrifica per lui, seguendolo; strano per una mangiauomini come lei.
Film noiosetto senza particolari punti di interesse, da tenere presente solo per la creazione di una nuova immagine iconografica della protagonista in smoking e tuba.
Film noiosetto senza particolari punti di interesse, da tenere presente solo per la creazione di una nuova immagine iconografica della protagonista in smoking e tuba.
Etichette:
1930,
Adolphe Menjou,
Dramma,
Film,
Gary Cooper,
Josef von Sternberg,
Marlene Dietrich,
Romantico
venerdì 11 giugno 2010
L'angelo azzurro - Josef von Sternberg (1930)
(Der blaue engel)
Visto in DVD.
Il secondo film sonoro di von Sternberg (e credo il primo di Jannings) è il dramma di un uomo che per amore (ma alla fin fine per la passione nei confronti di una ballarina di night... quindi si può pure definire fregola) si trova costretto a rinunciare a tutto (abbandonare la cattedra al liceo, abbandonare la città natale) e ad abbassarsi a farsi mantenere da lei (che poi non lo trovo così tragico) e a umiliarsi e farsi umiliare nei panni di un clown anche davanti ai suoi ex concittadine, davanti all'indifferenza di una glaciale Dietrich.
Di per se il film non è granchè, la trama non molto originale ha il difetto di essere troppo lenta ed inutile nella pate centrale, mostrando fatti di cui ci interessa poco e mostrandoli pure con poco appeal. Il personaggio del professore è certamente ben fatto, ma piuttosto semplice, mentre quello della ballerina è talmente risibile che rende evidente il fatto che la Dietrich ha avuto successo solo perchè mostrava le gambe....però, c'è sempre un però... anche due...
In primo luogo, Jannings è sempre lui; è sempre in parte, sempre adatto, sempre perfetto in ogni personaggio, e nel fare lo sconfitto aveva già mostrato le sue capacità ne "L'ultima risata", e qui bissa il successo.In secondo luogo Sternberg azzecca diverse sequenze. La scena della Dietrich che canta "Ich bin von Kopf bis Fuß auf Liebe eingestellt", pur senza alcuna velleità artistica, si fa ricordare. Inoltre l'incipit è spettacolare per come introduca il personaggio interpretato da Jannings (già molto noto come attore muto) con una sequenza iniziale dove non parla mai, vi sono solo poche parole da parte della donna delle pulizie, ma lui si limita a recitare. Inoltre il finalone, titanico e disperato è una pietra miliare, sospeso tra "L'ultima risata" e "Freaks" salva l'intero film dall'oblio.
PS: il film fu girato in due versione, una tedesca ed una inglese per il mercato internazionae... non so se fosse sempre la Ditriech a cantare anche in questa versione, ma, per chi la apprezza, è imperdibile setirla cantare "Falling in love again".
Visto in DVD.
Il secondo film sonoro di von Sternberg (e credo il primo di Jannings) è il dramma di un uomo che per amore (ma alla fin fine per la passione nei confronti di una ballarina di night... quindi si può pure definire fregola) si trova costretto a rinunciare a tutto (abbandonare la cattedra al liceo, abbandonare la città natale) e ad abbassarsi a farsi mantenere da lei (che poi non lo trovo così tragico) e a umiliarsi e farsi umiliare nei panni di un clown anche davanti ai suoi ex concittadine, davanti all'indifferenza di una glaciale Dietrich.
Di per se il film non è granchè, la trama non molto originale ha il difetto di essere troppo lenta ed inutile nella pate centrale, mostrando fatti di cui ci interessa poco e mostrandoli pure con poco appeal. Il personaggio del professore è certamente ben fatto, ma piuttosto semplice, mentre quello della ballerina è talmente risibile che rende evidente il fatto che la Dietrich ha avuto successo solo perchè mostrava le gambe....però, c'è sempre un però... anche due...
In primo luogo, Jannings è sempre lui; è sempre in parte, sempre adatto, sempre perfetto in ogni personaggio, e nel fare lo sconfitto aveva già mostrato le sue capacità ne "L'ultima risata", e qui bissa il successo.In secondo luogo Sternberg azzecca diverse sequenze. La scena della Dietrich che canta "Ich bin von Kopf bis Fuß auf Liebe eingestellt", pur senza alcuna velleità artistica, si fa ricordare. Inoltre l'incipit è spettacolare per come introduca il personaggio interpretato da Jannings (già molto noto come attore muto) con una sequenza iniziale dove non parla mai, vi sono solo poche parole da parte della donna delle pulizie, ma lui si limita a recitare. Inoltre il finalone, titanico e disperato è una pietra miliare, sospeso tra "L'ultima risata" e "Freaks" salva l'intero film dall'oblio.
PS: il film fu girato in due versione, una tedesca ed una inglese per il mercato internazionae... non so se fosse sempre la Ditriech a cantare anche in questa versione, ma, per chi la apprezza, è imperdibile setirla cantare "Falling in love again".
Etichette:
1930,
Dramma,
Emil Jannings,
Film,
Josef von Sternberg,
Marlene Dietrich
Iscriviti a:
Post (Atom)
