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martedì 4 ottobre 2011

Oltre il giardino - Hal Ashby (1979)

(Being there)

Visto in DVD. Sellers è un giardiniere con parecchi deficit mentali (Dostoevskij l’avrebbe definito un “semplice”), teledipendente che non è mai uscito dal giardino di una villa; morto il proprietario dovrà lasciare il nido, e verrà investito da una ricca limousine, verrà accolto dalla ricca famiglia di investitori e conquisterà il mondo della finanza e della politica con la sua semplicità e aforismi tratti dal giardinaggio…

Terrificante film deficiente fino all’osso e due volte più irritante, poco credibile fin da subito con un personaggio principale che è più indisponente di Forrest Gump (almeno Forrest Gump aveva una psicologia questo invece guarda solo la tv e si permette qualche macchietta di ironia anni ’50); una trama buonista in maniera idiota ed uno sviluppo sempre più stupido.

Film convenzionale e lungo (2 ore di banalità e Sellers che fa il ritardato sono troppo) che vorrebbe fare emozione e commozione, ma lo fa nel modo peggiore possibile. Unico punto positivo è la sequenza finale cristologica oggettivamente bella e ben posizionata, se il film fosse stato migliore avrebbe potuto essere una sequenza cult.

venerdì 18 febbraio 2011

Invito a cena con delitto - Robert Moore (1976)

(Murder by death)

Visto in DVD, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Un misterioso individuo (Truman Capote, lo scrittore, che assomiglia curiosamente ad un Malgioglio senza ciuffo) invita per un weekend i 5 migliori investigatori del mondo, ben presto si riveleranno i veri intenti, metterli in gara per vedere chi di loro sia il migliore.

Film all star che prende in giro i gialli classici, i 5 protagonisti infatti sono le evidenti caricature di Poirot, Miss Marple, Nick e Nora Charles della serie “L’uomo ombra", Charlie Chan e un misto fra Sam Spade e Philip Marlow.

Come dicevo un film all star in cui risaltano in particolar modo David Niven, splendido Nick Charles invecchiato, e Peter Falk nei panni di un perfetto Marlowe dalla dubbia identità sessuale.

Il film si prende la libertà di citare i libri d’origine, quanto i film (stupenda la conclusione proprio di Falk che cita “Acque del sud”), ne sfotte i meccanismi e le dinamiche tipiche, e tutto per prendersi una rivincita su quel genere (come si vedrà nel finale).

Un film realmente avvinazzato, condotto senza decisione da Robert Moore (e chi è?), e dal meccanismo abbastanza farraginoso (lo sceneggiatore si costringe a far reagire a turno tutti e 5 ai medesimi fatti, e la cosa diventa sempre più forzata e surreale), ma d’altra parte si tratta solo di un divertissement e come tale va preso, e come tale, diverte.

PS: il film è zeppo di giochi di parole (alcuni cretini) che vengono o completamente persi o resi 2 volte più cretini nella versione italiana.