Visualizzazione post con etichetta Stephen Chow. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Stephen Chow. Mostra tutti i post

venerdì 12 luglio 2019

Sam sei goon - Johnnie To (1992)

(Id. AKA Justice, my foot!)

Visto in aereo, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Medioevo cinese. Un avvocato abile nell'uso della lingua, nel paradosso e nella manipolazione ottiene un grande successo economico a scapito della vita privata. Lui e la moglie (esperta di arti marziali), infatti, non riescono ad avere figli (in realtà ne hanno molti, ma muoiono tutti ) a causa del "karma" negativo. Per porvi rimedio l'avvocato fa un solenne giuramento, forzato dalla moglie, di ritirarsi dall'attività; sarà proprio la moglie a convincerlo ad accettare un altro caso.

Divertente film comico, parodia dei film in costume che tocca il genere wuxia solo superficialmente e solo per inserire qualche scena di wire-fu.
Le parti più puramente action sono pochissime, molto brevi e mal inquadrate, utili solo a dare caratterizzazione al personaggio femminile.

Dietro la macchina da presa Johnnie To, il Takashi Miike cinese (per numero di film all'anno e varietà di generi, non per stile), confeziona un film godibilissimo, rapido ed efficace, con molti momenti poco credibili e buchi di trama (o pretestuosità) che vengono assorbite dal fluire svelto della vicenda.
La cornice storica è fondamentalmente inutile, così come le arti marziali, messi per questioni di censura o di marketing (non so), a distanza di un quarto di secolo, fanno solo colore.

Nei panni del protagonista maschile un giovane Stephen Chow incredibilmente uguale al cinquantenne che tutti noi conosciamo.

venerdì 24 dicembre 2010

The king of comedy - Stephen Chow, Lik-Chi Lee (1999)

(Hei kek ji wong)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Stephen Chow prima di esplodere ed avere un sacco di soldi per gli effetti speciale era già Stephen Chow.
In questo film del 1999, di stampo praticamente neorealista se paragonato alle sue recenti sparate, mette in campo tutto quello che ci sarà dopo; comicità efficace, gag slapstick (ci sono calci da cartone animato anche qui), personaggi semplici e quasi caricaturali, e poi il calssico intreccio dei buoni sopraffatti dai cattivi che però alla fine perdono (che qui è particolarmente strappalacrime, ma per fortuna non toglie niente al resto del film, o non troppo almeno).
Se il film nel complesso funziona con battute che fanno realmente scoppiare a ridere (la mia preferita è tutta la sequenza in cui Chow deve insegnare ad un nerd a chiedere il pizzo) è innegabile l'inadeguatezza dell'insieme in cui viene buttata troppa carne al fuoco, riuscendo soltanto a rendere tortuosa e assurda la trama (a cosa serve la storia dell'infiltrato nel finale?). Di positivo c'è però tutto un discorso dissacrante sul tipo di film (per buona parte questo è un film metacinematografico) d'azione hongkongesi con wire-fu e tripudi di colombe.

PS: cameo di Jackie Chan che personalmente intendo come passaggio di testimone. Ecco adesso ricomincio a piangere.