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Visto qui.
Un uomo e una donna si preparano per uscire insieme, cenano e fanno sesso. Il tutto è ripreso con i personaggi sempre fermi e "mossi" con un movimento circolare che ne determina l'anamorfosi del corpo.
Dopo "Tango" ho cercato un altro corto di Rybczynski per vederne le differenze.
In un ambiente dalle atmosfere magrittiane, con deformità che rendono i protagonisti dei personaggi alla Francis Bacon (si veda l'immagine sotto), con citazioni di stampo classico e rimandi leonardeschi, la storia è di una semplicità imbarazzante, ma viene stravolta dalla tecnica di animazione.
Va detto, l'idea è splendida, ma il corto dure 27 minuti e a lungo annoia.
Affascinante comunque il gioco delle trasformazioni degli oggetti che si dimostra innovatore in gesti semplici come l'apertura delle porte e delle finestre o durante la cena.
Inutile dire che siamo davanti, di nuovo, a un corto di arte video; decisamente più bello (esteticamente) di "Tango", innovatore, ma meno interessante del precedente... che poi in ste cose l'opinione è totalmente soggettiva e senza alcun valore (pure di più che nei film normali).
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mercoledì 7 dicembre 2016
Tango - Zbigniew Rybczynski (1981)
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Macchina da presa fissa, inquadra una stanza in cui un bambino getta una palla dentro dalla finestra aperta ed entra per recuperarla; una volta uscito, il suo gesto si ripete sempre uguale; a uno a uno entrano una galleria di personaggi enorme, tutti che effettuano in loop un gesto, integrandosi alla perfezione e uscendo dalla stanza fino a riempirla completamente.
Film di animazione a tecnica di animazione mista (i singoli personaggi sono persone vere) vincitore di un incredibile Oscar nel 1983.
L'intento è chiaramente quello di creare una danza (un tango appunto, incalzato da una musica sostenuta) con un parossismo di personaggi che si agitano, si schivano, si evitano senza mai interagire davvero; solo nel finale avverrà un'interazione indiretta che sembrerà mettere fine a tutto.
Il corto è ovviamente d'intento artistico, nel senso di arte video, più che cinematografico in senso stretto, ma l'effetto finale funziona e il continuo aggiungersi di eventi (oltre al minutaggio contenuto) lo rendono tutt'altro che noioso.
Rybczynski è considerato uno dei maestri dell'animazione europea (prima) prestato (con successo) ai videoclip una volta emigrato negli USA. Questo corto è da sempre ritenuto il suo capolavoro.
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Macchina da presa fissa, inquadra una stanza in cui un bambino getta una palla dentro dalla finestra aperta ed entra per recuperarla; una volta uscito, il suo gesto si ripete sempre uguale; a uno a uno entrano una galleria di personaggi enorme, tutti che effettuano in loop un gesto, integrandosi alla perfezione e uscendo dalla stanza fino a riempirla completamente.
Film di animazione a tecnica di animazione mista (i singoli personaggi sono persone vere) vincitore di un incredibile Oscar nel 1983.
L'intento è chiaramente quello di creare una danza (un tango appunto, incalzato da una musica sostenuta) con un parossismo di personaggi che si agitano, si schivano, si evitano senza mai interagire davvero; solo nel finale avverrà un'interazione indiretta che sembrerà mettere fine a tutto.
Il corto è ovviamente d'intento artistico, nel senso di arte video, più che cinematografico in senso stretto, ma l'effetto finale funziona e il continuo aggiungersi di eventi (oltre al minutaggio contenuto) lo rendono tutt'altro che noioso.
Rybczynski è considerato uno dei maestri dell'animazione europea (prima) prestato (con successo) ai videoclip una volta emigrato negli USA. Questo corto è da sempre ritenuto il suo capolavoro.
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