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mercoledì 11 novembre 2020

Lola - Rainer Werner Fassbinder (1981)

 (Id.)

Visto su Mubi, in lingua originale sottotitolato.


Il nuovo assessore all'urbanistica è un uomo integerrimo, dovrà vedersela con una città prostrata ai piedi degli intrallazzatori locali (su tutti il proprietario del bordello). Non avrà grossi problemi a farsi ben volere, ma quando incontrerà la favorita del night club ne rimarrà folgorato, se ne innamorerà e tutta la sua integrità verrà meno.

Il film è la chiusura dell'ideale trilogia BRD di Fassbinder, la trilogia sulle donne della Germania post bellica dopo "Maria Braun" e "Veronica Voss".

Più che collegato direttamente a quei drammi intensi, qui siamo sulla scia del Fassbinder più solare. 

Il film ha un andamento quasi gioioso che si poggia quasi interamente sul personaggio interpretato da Mario Adorf; faccendiere sfacciato e volgare, ma abile e amante della vita che più che scontrarsi cerca di portare tutti a vedere il mondo come lo vede lui.

Il film gira troppo intorno alla relazione amorosa e poco sui cambiamenti che causa. Si appoggia sulle dinamiche classiche (innamoramento, ritrosia, relazione, trauma, reazione, ecc...) in maniera estesa, inframezzandole con Adorf mattatore che fa quello che vuole, approfondisce bene il protagonista, ma non lo sfrutta a dovere nella seconda parte; il finale rivelatore su molti punti è l'apice del film, ma non ci si arriva con gradualità.

Ecco il finale è forse il punto più alto che trasforma questa cavalcata morale in un film estremamente nichilista, un'inversione a U impressionante, che si allinea perfettamente all'idea che Fassbinder ha sparpagliato nei film precedenti, ma che, almeno per me, arriva quasi a sorpresa in un film come questo e con una leggerezza e un'ingenuità magnifiche.

Un film tra i più godibili fra quelli del regista tedesco, un Adorf fra i migliori che abbia mai visto, ma nel complesso il film riesce solo a metà.

giovedì 10 marzo 2011

The international - Tom Tykwer (2009)

(Id.)

Visto in DVD.

Un agente dell’Interpol scopre delle connessioni fra una banca e l’acquisto di missili… che cosa ne vorrà fare??? L’agente ci rimane ossessionato e, quasi, da solo comincia ad indagare in un turbinio di personaggi, fatti, collegamenti ed inseguimenti dalla Germania, all’Italia (Barbareschi interpreta Berlusconi!!!! Stupendo) dagli USA alla Turchia.

Uno stupendo action assolutamente originale, dove niente si svolge come lo spettatore se lo può aspettare. Neppure una scena di sparatoria (come quella stupenda realizzata nel Guggenheim) lascia nulla alla banalità. Tutto è attentamente studiato per non essere prevedibile.

Tykwer è assolutamente geometrico e algido nella messa in scena, mostrando un mondo distaccato e spietato in una maniera decisamente personale, come non capitava da tempo.

Eccezionale anche il lavoro fatto sulle locations. Si perché questo film è fatto di trama tanto quanto di architettura. Nessun luogo è fine a se stesso, ma trasmette lo spirito di quello che vi succede.

Un film eccellente ed originale come non si vedeva da tempo nel genere d’azione.