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venerdì 26 maggio 2017

Chaharshanbe-soori - Asghar Farhadi (2006)

(Id. AKA Fireworks wednesday)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Una ragazzza che lavora per una ditta di pulizie viene ingaggiata per tre gorni di lavoro per aiutare una coppia appena trasferitasi. Quando arriverà si troverà nel bel mezzo di una crisi in cui la moglie sarà folle di gelosia per una pretesa relazione del marito con una vicina di casa. La ragazza sarà presa in mezzo, utilizzata d tutti per avere informazioni.

Il film precedente ad "About Elly" è già completamente in linea con la filmografia successiva di Farhadi; anche qui, infatti, la trama gira attorno a una verità da svelare, si basa su fatti di difficile interpretazione, nel suo svolgersi si avvale di continue bugie e omissioni. A differenza dei successivi film, qui lo spettatore verrà a sapere cosa è successo in realtà e anche la protagonista avrà i mezzi, per capire da che parte sta la ragione.
In ogni caso l'effetto non è meno efficace; ancora una volta gli eventi del mondo sembrano semplicemente insondabili e la realtà troppo complessa per poterla conoscere con sicurezza e obiettività.

Come nella trama anche la forma è in linea con quello che verrà, anche se in versione più grezza. Fotografia semplice, ritmo rilassato, macchina da presa mobile; quello che manca è la capacità di rendere un narrazione scorrevole e di mantenere l'interesse per tutta la durata del film come fossimo in un thriller; doti che verranno dopo, intanto ci si può godere un film intelligente anche se un pò goffo.

mercoledì 10 maggio 2017

Il passato - Asghar Farhadi (2013)

(Le passé)

Visto in DVD.

Un uomo torna dalla moglie (lui viene dall'Iran, lei abita a Parigi) per poter firmare le carte dle divorzio e permetterle di risposarsi. Tornando andrà ad abitare da lei per poter stare vicino alla figlia adolescente; li trova anche il figlio di primo letto del nuovo compagno che però, per prudenza, preferirà non stare nella stessa casa. I rapporti sono tesi per alcuni dettagli del passato della coppia, ma soprattutto per lo spettro della prima moglie del nuovo compagno che risulta ancora in coma dopo un tentato suicidio.

Questo film inizia dove finiva il precedente "Una separazione"; inizia con un divorzio, inizia con una serie di eventi già avvenuti che, pertanto, non saranno mostrati. Ma anche qui (anzi, qui soprattutto) Farhadi porta avanti la sua teoria dell'insondabilità della verità.
Anche in questo film tutti mentono, tutti omettono,  ma anche quando confessano ciò che sanno, e anche se sono stati i diretti interessati o gli esecutori di quanto confessato, sbagliano, danno supposizioni anziché fatti accertati o si scopre che sono stati a loro volta ingannati; ma anche quando, finalmente, tutte le carte sono in tavola le responsabilità non possono essere distribuite, moralmente tutti possono essere colpevoli, ma nessuno può essere accusato di aver schiacciato il grilletto. Per la struttura di base sembra un giallo, in cui ognuno apporta un pezzo di verità che cambia tutto ogni volta per poi giungere in un vicolo cieco.
A questo poi si deve aggiungere un'emotività maggiore rispetto alle opere precedenti; i sentimenti per lo più trattenuti (ma che talvolta esplodono) sono costanti e si gonfiano lentamente.


A livello estetico è magnifico, sontuoso, come sempre impeccabile nella regia e, come sempre, parte come un diesel, lentamente, per poi far dilatare le emozioni fino al parossismo, per poi chiudere con delicatezza.
Uno dei registi più coerenti di sempre, uno che porta avanti sempre e solo lo stesso concetto con una capacità e un gusto incredibili.

mercoledì 16 novembre 2016

About Elly - Asghar Farhadi (2009)

(Darbareye Elly)

Visto in Dvx.

Un gruppo di amici si prende qualche giorno di vacanza al mare, con le varie coppie (sposate!) si aggiunge un amico in cerca di una compagna e una ragazza, insegnante della figlia di una coppia e amica di amici. Durante la vacanza un incidente fa irrompere la tragedia, quando finalmente il dramma rientra si rendono conto la ragazza è scomparsa, è fuggita o è scomparsa nell'oceano? e l'uomo che continuava a chiamare chi è?

Film precedente al bellissimo e ambiguo "Una separazione" di cui sembra una emanazione.
Con il capolavoro successivo condivide la medesima messa in scena; una ambientazione "neorealista" (quanto è oramai abusato questo termine per descrivere il cinema mondo iraniano?); una fotografia verosimile, ma tirata a lucido; una macchina da presa a mano che però non lesina nella costruzione delle scene e nella gestione degli spazi (così come degli attori sulla scena).

Ovviamente però quello che fa la differenza è la trama e la gestione di ciò che succede. A fronte di una prima metà solare, non proprio commedia, ma uno spaccato di vite in una giornata felice, dal momento dell'incidente nell'oceano si scoprono le carte e quello che si vede è che la verità non esiste. In primo luogo non si riesce a capire che cosa sia successo; Elly se ne è andata come aveva paventato o è scomparsa al largo tentando di salvare il bambino? se ciò fosse dov'è finita la sua borsa? Anche qui dunque inizia a essere evidente che la verità non potrà comunque essere dimostrata. La verità instabile risulta meno programmatica che nel successivo; tuttavia qui si innesta presto un altro fattore; la menzogna e l'omissione. SE in "Una separazione" la verità è di per se irrintracciabile, qui si dimostra che tutti nascondono qualcosa, tutti mentono e tutti omettono; nessuno in malafede, tutti candidamente, ma ognuno si adopera attivamente per nascondere la verità proprio mentre la sta cercando.
Inoltre, dopo un'apertura solare, il film si chiude nella cupezza, perché una volta che si è esplicitata l'inaffidabilità delle persone, il dubbio altera le coppie e distrugge i rapporti sociali e nessuno ne è indenne.

lunedì 17 ottobre 2016

Una separazioni - Asghar Farhadi (2011)

(Jodaeiye Nader az Simin)

Visto in  tv.

Una coppia sposata chiede la separazione; la moglie ha ottenuto i permessi per andare all'estero (cosa non facile in Iran), ma il marito non vuole lasciare il paese (il padre, affetto da demenza rimarrebbe da solo). La donna vorrebbe solo forzare la mano al marito che però non cede e lei lascia la casa. L'uomo deve cercare qualcuno che tenga d'occhio il padre per poter andare al lavoro e trova una donna, fervente mussulmana, disposta. I rapporti con la "badante" non sono semplici, lei tentenna molto (non se la sente di lavare l'anziano per motivi religiosi) e a causa di alcuni mancamenti vorrebbe che il lavoro lo facesse il di lei marito (che non sa nulla della vicenda, visto che non accetterebbe che la moglie andasse a casa di un uomo separato). Durante l'ultimo giorno di lavoro della donna, lei deve assentarsi e lega l'anziano al letto; ritornato in anticipo il protagonista scoprirà la cosa e litigherà con la donna, spingendola fuori di casa. Riceverà una denuncia in quanto, a causa della spinta ricevuta la donna ha perso il bambino di cui era incinta.
In realtà neppure qui è finita la vicenda, ma spoilererei troppo.

Stile realistico senza sforare nell'autorialità alla Dardenne, con un occhio sempre alla qualità dell'immagine e, quando può, alla costruzione equilibrata dell'inquadratura (anche se è evidente che non è una priorità).
La trama articolata non inficia la scorrevolezza che rimane sempre alta e l'interesse è mantenuto attivo dai vari canoni che si sovrappongono. Ovviamente questo è un family drama con un'intensa emotività esposta, ma ha le peculiarità di un thriller (o di un poliziesco televisivo) per l'insistenza nel trovare la verità durante il processo (non è il processo in sé a essere centrale, ma la ricerca della verità su quanto successo da parte dei personaggi coinvolti) il tutto inserito in una ricostruzione della quotidianità iraniana interessantissimo (e maggiore che non nei capofila del neorealismo iraniano che hanno invece prodotto delle fiabe) e uno svolgimento complessivo che è intricato quanto un noir (ma voglio sottolineare che non è un poliziesco o un film di genere).

Ma quello che determina il salto di qualità dal bel film al capolavoro è l'obiettivo. Questo non vuole essere un film accomodante, anzi, vuole mostrare l'impossibilità di stabilire la verità. Tutto in questo film è in bilico, tutto è impossibile da dimostrare; le ricostruzioni dei fatti divergono, i personaggi ometto o mentono candidamente, anche quando si giunge allo scioglimento finale si arriva con il dubbio rimasto intatto (in quanto nessuno può essere sicuro di quanto affermato dagli altri); addirittura nell'ultima scena, dove deve essere presa una decisione da parte della figlia della coppia, la risposta a quella semplice domanda non ci viene rivelata (ma è altrettanto interessante l'episodio dei soldi rubati, dove il protagonista dice di sapere che non è stata la donna accusata ad averli presi, ma non arriveranno mai a esplicitare la soluzione).
Impossibile quindi arrivare a una soluzione; risulta quindi difficile parteggiare del tutto per qualcuno, anche perché in presenza del primo personaggio apparentemente negativo, nel finale si rivelerà essere la vittima di tutta la vicenda.
L'ambivalenza della trama riesce anche ad avere un (evidente) risvolto politico. Tutte le situazioni passibili di censura non possono essere tagliate perché il film non permette di capire se sono reali o meno (la mancanza di religiosità del protagonista, gli atti di violenza, ecc...). Quando invece sono esplicitati vengono apertamente avversati dagli altri personaggi senza che per questo vengano sminuiti; sono quindi messi a tacere con una contro tesi (e quindi sono accettabili per la censura) pur senza esserne indeboliti (basti il bellissimo incipit con i due coniugi che parlano in macchina da presa e la donna spiega che vuole andarsene dall'Iran per cercare una vita migliore, interrogata sulla questione dal giudice viene zittita con la fedeltà alla patria del suo stesso marito, ma la sua idea non cambia e le due tesi vengono solo rese esplicite, ma non sostenute da fatti o motivazioni, dunque tutte e due restano valide).

PS: in tutto questo non sono neanche riuscito a dire quanto sia appropriato il cast e quanto siano capaci i protagonisti e gran parte dei comprimari; una recitazione complessiva da applauso.