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venerdì 18 aprile 2014

L'eliminatore, Eraser - Chuck Russell (1996)

(Eraser)

Visto in tv.

Schwarzenegger è deputato alla protezione testimoni; ovviamente è il migliore nel ramo. Quando però viene incaricato di proteggere una ragazza (ovviamente gnocca) non sa che sta per cacciarsi in un guaio. Lei sta per far crollare un senatore che metterà alle sue calcagna chiunque, comprese le forze dell'ordine. Schwarzenegger ingaggerà un uno contro tutti devastante.

Ovviamente questo film non è granché. Non lo si può annoverare fra i (molti) capolavori del governator. Ma non per le solite critiche cretine contro i film action anni '80-'90, perché è ovvio che qui la storia sia una barzelletta e gli attori pochi inclini recitare; qui proprio manca la voglia... anzi diciamola tutta, c'è una tendenza alla brutta recitazione più spiccata del solito...
In ogni caso è la svogliatezza generale a non far mai ingranare, anche se sulla carta le idee (eccessive) per riuscire c'erano tutte. Di fatto, dopo il periodo delle commedie Schwarzenegger tornava all'action puro, ma come poterlo fare dopo tutta quella (auto)ironia e dopo le esagerazioni anni '80? Ovviamente schiacciando ancora sull'acceleratore. Il machismo anni '80 qui fa il salto di qualità, diventa supereroismo fumettistico; agli anni '90 non serve Superman, perché c'è già Schwarzenegger.
Secondo me l'idea, esagerata, poteva funzionare. Tuttavia la stanchezza di realizzazione (il film è nelle mani di Chuck "non ho idee" Russell) ammazza scene potenzialmente epiche, su tutte il volo dall'aereo senza paracadute, e azzecca diverse scene che convincono più per idiozia che per prova muscolare (sto parlando di Arnold vs alligatori; ovvio).
Il finale particolamente debole (parlo dello scontro finale) riesce a concludere un film riuscito meno che a metà. Rimane un buon intrattenimento televisivo quando non c'è nient'altro...

venerdì 18 marzo 2011

Nightmare III: i guerrieri del sogno - Chuck Russell (1987)

(A nightmare on Elm Street 3: dream warriors)

Visto in Dvx.

La Langenkamp torna in scena, appena tre anni dopo, e già è psicologa affermata. Comunque sia è qui per aiutare degli adolescentelli con problemi di sonno. Ovviamente sono le ultime vittime di Freddy figlie di genitori che ammazzarono il povero matto, e stavolta si trovano in un manicomio, perché tanto in asse non sembrano, ovviamente ci sono dottori buoni che li aiutano, ma più di tutto li capiscono e dottori cattivi… vabbe.

Il film è eccellente, realizzato bene (con diverse sequenze in passo uno realizzate malino e una sequenza in CGI realizzata da schifo; ma comunque apprezzabili entrambe), con nessuna caduta di stile, ma solo qualche pecca (l’assassinio alla tv, realizzato da dio, è un poco kitch, mentre quello col burattino umano è al limite della decenza, ma decisamente efficace; o ancora il mago, precursore di Harry Potter, che mette tanta tanta tristezza); ma soprattutto mille idee e mille innovazioni.

In primo luogo si da un passato a Freddy, che diventa figlio di una suora violentata da una miriade di matti. Poi si crea il personaggio come oggi lo conosciamo, ironico, divertente e strafottente. Infine vi è l’applicazione sociale dell’idea, il film, cioè, risponde alla domanda, cosa succederebbe se Freddy esistesse davvero? Ovvio, le vittime sarebbero chiuse in un ospedale psichiatrico fino a morirne ad una ad una.

Un film decente che non solo non sfigura con l’originale, ma anzi, ne è un degno seguito (e dire che da quanto mi ricordavo mi pare un’oscenità totale) che fa fare netti passi avanti all’intera saga… e anche stavolta ci mette la lingua bovina, che diventa ormai un must della serie.

PS: primi passi da urlo per la Arquette e per Laurence Fishburne (no dico, Morpheus nel regno di Krueger).

Forse vi ricorderete di me per scene come: su tutte il serpentone/Freddy che succhia la Arquette, idea magnifica, realizzazione a passo uno impeccabile e scena grandiosa. Poi si fanno ricordare con piacere gli artigli di Freddy che divengono siringhe e le bocche sulle braccia della tipa che cercano droga (pure un risvolto sociale!). Infine mi pregio di ricordare pure le faccette dei bimbi sul petto di Freddy, banale forse, ma efficace.