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giovedì 6 febbraio 2020

Il lato positivo. Silver Linings Playbook - David O. Russell (2012)

(Silver Linings Playbook)

Visto su Netflix.

Il caso cinematografico del suo anno è in realtà una commedia romantica che si inserisce nella nicchia dei film sulla seconda possibilità nella vita. Si concede una buona struttura, lievemente più da outsider della media (c'è dei mezzo la malattia mentale, che rappresenta sempre l'estremità del fuori dal coro positivo negli USA), ma di fatto non inventa nulla.
La sceneggiatura indugia molto sui topos della malattia mentale vista dagli americani con i protagonisti che sono più che altro dei dolci ingenui che non sanno mentire e sono, per tutto questo, vessati dalla vita. C'è umn piano di riscatto che è tra il folle e il velleitario e c'è ovviamente la riunificazione della famiglia nel finale.
Ecco se dovessi fermarmi qua darei l'impressione, sbagliata, che il film non mi sia piaciuto... invece...
Il film riesce a vincere e convincere grazie all'uso perfetto degli attori.
La vera capacità di Russell sembra proprio quella di tirare fuori il meglio da tutti arrivando addirittura a far recitare di nuovo Robert De Niro che era in stand by da anni (sul serio, questa è la sua miglior interpretazione del ventennio ed è un piacere vederlo in scena). Tira fuori da Cooper quello che serve per portare avanti la storia (faccia ingenua, occhi sgranati, sorriso semplice) e lavora di fino con la Lawrence che riesce a trasmettere al suo personaggio la frustrazione di un vissuto che prima di essere raccontato è mostrato.
Con questa capacità del cast la storia diventa tollerabile e anzi, si riesce a empatizzare con loro fino al prevedibile (ma accettabilissimo, date le premesse) finale.

PS: non ho neppure riconosciuto Chris Tucker in una particina secondaria e solo ora mi rendo conto che era "Rush hour" che non avevo sue notizie.

venerdì 31 gennaio 2014

American hustle, L'apparenza inganna - David O. Russell (2013)

(American hustle)

Visto al cinema.

Due truffatori, amanti; vengono beccati da un poliziotto che offre loro una via di fuga; saranno prosciolti se aiuteranno ad incastrare qualche pezzo grosso. Il piano sembra funzionare, pure troppo, nella rete cadono prima un sindaco, poi diversi senatori, infine pure qualche mafioso di livello... Tuttavia i rapporti fra le varie parti saranno molto complicati.

In primo luogo il trailer è ingannatore; questo non è un film di truffe, leggero e veloce come sembra; al netto del finale (completamente da commedia e che è affetto pure da un'eccessiva fretta) questo è a tutti gli effetti un dramma sceicspiriano sull'inganno e sul dubbio. Una serie di personaggi abbastanza ben delineati (quasi tutti hanno uno spessore qui dentro) si trovano a doversi relazionare fra di loro rimanendo sempre in bilico fra sentimenti spontanei ed il dubbio che chi si ha davanti stia ingannando.
Si insomma, mi aspettavo tutt'altra cosa, ma anche con questo cambio di registro (rispetto a quello che mi aspettavo) il film funziona bene.

In aggiunta c'è pure un insistito inserirsi di scene, idee o semplici dettagli scenici, che buttino improvvisamente il tono verso la farsa (su tutto i capelli dei protagonisti ed i vestiti sono un mezzo diretto per ironizzare mentre si parla seriamente).
In una parola Russell guarda contemporaneamente verso lo Scorsese della mafia d'inizio anni novanta e verso il Soderbergh dei vari Ocean; il problema è che Russell non ha l'energia e la forza di regia di uno Scorsese e neppure uno script abbastanza sbarazzino e piacione di un Soderbergh. Il film funziona, funziona nonostante i tentativi di imitazione del regista e, in certe occasioni, proprio grazie questo guardare altrove.
Un encomio a tutto il cast, un pool di attori che danno il meglio in ogni scena (soprattutto le protagoniste femminili).