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venerdì 15 maggio 2015

L'incidente - Joseph Losey (1967)

(Accident)

Visto in Dvx.

Un professore universitario, amico di uno studente, è attratto dalla sua fidanzata; ne verrà sedotto anche l'amico del professore (anche lui insegnante). Non si arriverà mai a nulla di che, ma le tensioni fra i tre si faranno sempre più evidenti. Dopo l'incidente automobilistico (che c'è a inizio film), la ragazza semplicemente se ne andrà.

Secondo film della coppia regista/sceneggiatore Losey/Pinter dopo lo strepitoso "Il servo". Anche in questo film è evidente l'interesse a fustigare la società inglese (andando a toccare il fiore all'occhiello, ma anche l'emblema borghese, delle università d'alto livello), ma rispetto al precedente c'è meno fantasia, meno guizzi, meno cattiveria.
Questo è un film tutto teso a mostrare (senza farlo mai troppo) il lento esplodere delle tensioni latenti (che tanto latenti non sono), arrivando anche a creare una situazione in cui lo scontro fisico venga realizzato con il beneplacito di tutti. Nella realtà della realizzazione però questo è un film dove la trama si dipana lentissima, pigramente rilassata; ci sono più persone sdraiata a prendere il sole qui che a Jesolo in agosto; gli attori si limitano a chiacchierare tutto il tempo, bevono come idrovore e giocano spesso a cricket.
Indubbiamente la regia ci prova a dare dinamismo, con continui movimenti di macchina, carrelli, zoom e un montaggio che gioca molto sui dettagli; tuttavia non basta a creare interesse e non annulla il difetto peggiore di questo genere di film a tesi (senza una idea solida alle spalle), che è il cazzeggio mentale.
Bella l'idea dell'incontro fra i due vecchi amanti in una lunga sequenza in cui i due attori recitano senza mai parlare, il dialogo è lasciato alle loro voci fuori campo.
Bravi gli attori (come sempre ottimo Bogarde), che però devono sopportare di recitare per tutto il tempo come fossero annoiati.

mercoledì 1 aprile 2015

Il servo - Joseph Losey (1963)

(The servant)

Visto in dvx.

Un giovane ricco inglese di ritorno dall'estero assume un cameriere che gestirà la casa in maniera totale e impeccabile; rapidamente inviso alla fidanzata del ricco che lo odierà per avere un'ascendente esagerato sul fidanzato inizieranno a odiarsi apertamente. Il cameriere farà entrare in casa anche la sorella come cameriera che sedurrà il padrone. Dopo aver scoperto come gestiscono la casa quando lui non c'è, il padrone li licenzierà entrambi, Quando il cameriere riuscirà a farsi riassumere la situazione sarà radicalmente diversa, i rapporti di forza saranno del tutto ribaltati.

Sceneggiato da Harold Pinter è un gioco al massacro psicologico di un uomo che ne distrugge completamente un altro con l'alcolismo e la dipendenza reciproca.
Losey, all'epoca esule in Inghilterra dopo i mccarthismo da vita a una regia lenta, ma in costante movimento, con una macchina da presa che segue in maniera continua i movimenti dei personaggi; essendo questo un dramma d'appartamento (pochissimi gli esterni e gli interni sono quasi tutti nella stessa casa) oltre ai movimenti cambia spesso posizione per inquadrare le stesse stanza, soprattutto dall'alto verso il basso, in 3 o 4 occasioni sfrutta le ombre e insiste sui primissimi piani nelle situazioni più rilevanti a livello emotivo. Utilizza anche i suoni, soprattutto una canzone, ma anche il rumore della goccia nel lavandino per la scena della seduzione.
Film magnifico per la gestione della lotta psicologica aiutata dalla regia e coronato con una recitazione all'altezza soprattutto da parte di Bogarde.

Molto bello anche il rapporto a due della seconda parta, certamente qualcosa in più di un amicizia.

Curiosa la scena del ristorante dove pezzi di conversazioni degli altri tavoli descrivono in maniera rapida, ma adeguata, le psicologie anche degli altri commensali, senza che ve ne sia bisogno o che vengano in seguito sfruttate.