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lunedì 8 dicembre 2014

The hole - Joe Dante (2009)

(Id.)

Visto in tv.

Madre con figlio regazzino e figlio adolescente a carico si trasferiscono in una cittadina del menga; nello scantinato, i pargoli, trovano una botola con una voragine apparentemente senza fondo. Dopo averla aperta cominciano a a mostrarsi personaggi inquietanti; una bambina che piange sangue, un clown demoniaco, un uomo gigantesco che lascia impronte infangate...

Horror luminosissimo che si permette diversi momenti de paura in pieno sole (gesto di un coraggio incredibile), mandando a quel paese anni di luoghi comuni. La storia è piuttosto confusa e lo spiegone finale (pur nel suo fascino) eccessivo, come lo showdown estremo (anche se l'ambiente dello scontro finale è una perfetta riproposizione moderna dell'espressionismo tedesco).
La paura di questo film è qualcosa di molto superficiale che può facilmente non colpire affatto...
Tuttavia bisogna essere consapevoli di che cosa si sta guardando; questo è il graditissimo ritorno di Joe Dante all'horror per regazzini dagli anni '80! Certo, non è nemmeno paragonabile a "Gremlins"; tuttavia è una leggera deviazione alla norma anni '90 di fare horror solo per teenager ipersessuati. Anche qui il teenager è il vero protagonista e la tipa che gli sta dietro è decisamente... importante... ma si comincia a tornare ad una buona abitudine ormai perduta.
Non un film fenomenale, ma un buon segno.

PS: il film uscì originariamente in 3D, così a pelle direi utile solo per farti lanciare addosso gli oggetti in caduta libera nella botola.

mercoledì 26 dicembre 2012

Ai confini della realtà - Registi vari (1983)

(The twilight zone: the movie)

Visto in DVD.

Ispirandosi all'omonima serie quattro grandi registi decidono di rendergli omaggio in un film corale, una serie di episodi presi dal grande telefilm degli anni '50; unica eccezione il primo episodio diretto da Landis che è un'idea originale solamente ispirata alla serie televisiva.

Il primo episodio “Time out” diretto da John Landis è il motivo per cui ho visto solo ora l’intero film; anni fa mi fermai a questo spezzone e non riuscii ad andare oltre. La storia di un uomo razzista che salta indietro nel tempo e prende le vesti di un ebreo durante il nazismo, un nero cacciato dal KKK e un vietcong durante la guerra è sinceramente poco fantasiosa, poco interessante e tanto scontata. La regia di Landis si adatta alla nullità del progetto e ne viene fuori un cortometraggio oltremodo noioso.

Il secondo episodio, “Il gioco del bussolotto”  diretto da Spielberg parla di un ospizio in cui alcuni ospiti, nottetempo, divengono nuovamente bambini e potranno scegliere in quale realtà rimanere. Un cortometraggio di per se carino, diretto con il solito carisma e la solita empatia dal miglior regista che abbia anche un cuore in tutta Hollywood. Nel progetto complessivo però anche questo episodio stona, sembra un’aggiunta postuma che non dice niente di più a quanto già espresso dalla serie.

Il terzo episodio, “Prigionieri di Anthony”  è quello di Joe Dante e qui si che si ragione. Una donna accompagna a casa un bambino che è stato coinvolto in un incidente, entrerà a far parte del gioco di un mostro dai poteri enormi. Questo episodio è senza dubbio il migliore dell’intero progetto; la storia è la più aderente con lo spirito di un Rod Serling se avesse continuato a lavorare fino agli anni ’80. Ma ciò che vince è la realizzazione. C’è poco da fare, Dante rimane l’unico a saper gestire perfettamente un horror per ragazzi, un incubo in cui ci si diverte anche. La continua commistione fra cartoni animati e realtà rubata a quel mondo è perfetta in ogni momento, gli effetti speciali (animatronix) sono di livello incredibile. Infine tutte le componenti del racconto, l’ironia, l’inquietante, il cartoonistico e il film per regazzini, sono miscelate in maniera perfetta. Un film da recuperare anche da solo.

L’ultimo episodio, “Terrore a alta quota”, quello di Miller, è ormai un punto di riferimento pop. È la storia del gremlin che distrugge l’ala dell’aereo durante un volo. Il film è assolutamente ben riuscito, anche questo abbastanza in linea con l'atmosfera di base di “Twilight zone” , solo resa in maniera più horror, con una tensione duratura, una realizzazione impeccabile (ancora una volta gli effetti speciali anni ’80 che vincono alla grande) e una regia all'altezza del compito. Un altro ottimo episodio.

A fare da incipit è un episodio diretto anch'esso da John Landis che introduce bene, calandosi lentamente nel clima, mentre cita apertamente la serie originale. 

venerdì 20 gennaio 2012

Matinee - Joe Dante (1993)

(Id.)

Visto in Dvx.
John Goodman è un Roger Corman, un regista di horror di serie B, più sperimentali che riusciti, che gira l’america nella speranza di invogliare la gente a venire a vedere le sue opere. Nel frattempo c’è la crisi di Cuba e nella cittadina in Florida dove Goodman ha una prima si scatena la paure del nucleare. Perfetto per il regista che deve presentare “Mant”, un film su un uomo trasformato in un ibrido uomo/formica a causa di una esplosione atomica. Qui si intersecano le vite di una manciata di regazzini appassionati di film horror.

Film carino di un Dante ancora proiettato verso il genere “per ragazzi”, e in questo film più che creare una horror-commedia, vuole solo far prendere confidenza i più giovani con i filmacci horror anni ’50-’60 (più un progetto nostalgia non completamente riuscito).

Le storie dei ragazzi sono però consuete e non adeguatamente trattate, i giovani protagonisti sembrano una scusa per aumentare il minutaggio e sono stereotipati all’inverosimile svilendo l’intero film. Quello che si salva è il personaggio di Goodman, il solito, cinico, imbonitore da fiera, più ingegnoso della media, che si da da fare per sfangarla anche stavolta. Tutte le parti dove compare l’ingombrante regista, sono sequenze ben riuscite, anche sono ben poca cosa per permettere di salvare l’intero film. Ovviamente Goodman è perfetto a dare corpo al suo personaggio.

PS: l’idea di utilizzare l’elettricità nei momenti di tensione di un film per dare un “colpo” fisico nel momento dello spavento fu davvero utilizzata in quei gloriosi anni della serie B.
PPS: qui sotto il poster di "Mant".

lunedì 13 dicembre 2010

La seconda guerra civile americana - Joe Dante (1997)

(The second civil war)

Visto in VHS.

Il governatore dell'Idaho stanco dei continui arrivi di bambini profughi dal Pakistan decide di chiudere le frontiere; questo ovviamente scatena le ire del governo centrale che gli impone di fare dietrofront, purtroppo pare che il governatore sia più intenzionato a sedurre nuovamente una giornalista piuttosto che interessarsi a questioni politiche, e ciò causerà seri problemi e... beh lo dice il titolo, la seconda guerra civile americana. Il tutto viene filtrato attraverso l'onnipresente occhio di una rete televisiva.
Commedia brillante di Dante (ah ah ah) che spara a zero su tutti; sulla tv ovviamente con le solite invettive; ma anche contro la stupidità o l'inaffidabilità dei governi; contro la fame di fama delle ong; ma soprattutto contro le enormi contraddizioni interne agli stati uniti (il momento migliore sono le reazioni dei vari stati alla dichiarazione di secessione dell'Idaho). Certamente non è priva di previdibili ingenuità o esagerazioni, tuttavia il quadro che ne esce è una rappresentazione ironica e calzante del patchwork culturale degli USA (completi di vizi consolodita e mitologie passate). Dalla sua poi Dante decide di non avere un punto di riferimento unico, ma di sfruttare un cast corale per un racconto ampio, utilizzando in maniera corretta quasi tutti i personaggi. Il cast poi è un tripudio di comprimare che qui finalmente vengono valorizzati (su tutti fa piacere vedere il buon James Earl Jones utilizzato come faccia pulita della tv e come voce narrante del film) con in più un paio di camei gustosissimi (Coburn come consigliere del presidente, ma soprattutto l'amato Corman come il tizio preoccupato per gli inserzionisti stranieri).
Il film ci prova, a volte sbava, ma il risultato finale vince e convince (e diverte).

PS: toh, imdb mi sussurra nell'orecchio che questo è un film per la tv... pensa te cosa riescono a fare in america mentre noi produciamo nonno libero.