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mercoledì 21 marzo 2018

Il ritorno di Godzilla - Jun Fukuda (1966)

(Gojira, Ebirâ, Mosura: Nankai no daiketto)

Visto qui, doppiato in inglese.

Un gruppo di uomini si ritrovano per fatalità (e per la cocciutaggine di uno di loro) al largo delle coste del Giappone con una barca a vela rubata, incapperanno in un mostro marino una tempesta e un'isola misteriosa. Sull'isola un gruppo di militare sta creando armi atomiche, nel mentre rapisce gli indigeni dell'isola di Mothra (un Mothra dall'aspetto migliorato) per produrre un liquido giallo che serve a tenere a bada Ebirah (il mostro marino dell'inizio, sostanzialmente un'aragosta gigante). Per colmo di fatalità sulla stessa isola starà riposando Godzilla. Uno scontro fra mostri, un'esplosione atomica e l'intervento di Mothra i zona Cesarini porteranno l'intera vicenda a un happy ending per i protagonisti e per gli indigeni, meno per i militari.

Al capitolo 7 della saga Honda, il regista originale, verrà messo (momentaneamente da parte), era già successo con la brevissima parentesi di "Il re dei mostri".
Con il cambio di regia il film assume un piglio completamente nuovo. Una fotografia dai colori più accesi (probabilmente aiutata da una tecnica migliore), un ritmo da commedia per famiglie (pur nell'assurdità della trama siamo distanti dai tentativi di portare Godzilla al solo pubblico minorenne, qui siamo più dalle parti della commedia disneyana anni '60) che giova alla fruizione, ma soprattutto un dinamismo tutto nuovo. Quello che di maggior valore porta Fukuda (la trama assurda, ma più godibile del solito non è, chiaramente, merito suo) è il moltiplicarsi dei punti di vista, un gioco più rapido nel montaggio e una macchina da presa che, finalmente, non si accontenta di rimanere immobile, ma si muove a dare dinamismo quando serve e ad aumentarlo in alcune sequenze di lotta (la panoramica circolare attorno a Godzilla nel mare).
Nell'insieme, quindi, pur con lo stravolgimento del tono, questo episodio del franchise risulta di gran lunga il più appagante dai tempi del primo film; niente horror, ma un'onesto film d'avventura vecchio stampo col tono giovanile (dell'epoca).

PS: per la prima volta in questo film, il nome di Godzilla viene posto prima di quello degli altri kaiju, un avanzamento di posizione.

lunedì 18 dicembre 2017

L'invasione degli astromostri - Ishirô Honda (1965)

(Kaijû daisensô)

Visto qui, doppiato in inglese.

Un nuovo pianeta viene scoperto nel sistema solare, era scioccamente nascosto dietro Giove, per quello non l'avevamo mai notato. Un gruppo di astronauti partono all'esplorazione e scoprono una razza aliena antropomorfa molto avanzata, ma con un problema difficilmente risolvibile: Ghidorah. La razza aliena superevoluta ha una soluzione facile, chiedere alla terra, in prestito, Godzilla e Rodan per battere il mostro a tre teste. Il piano verrà messo in azione, ma l'inganno sarà dietro l'angolo.

Sesto capitolo della saga godzilliana fa seguito diretto dal film precedente, replicando lo scontro a 3 (anche se la era a 4) con Ghidorah.
Il film abbandona il tono cartonesco della trama, ma solo perché sposta completamente il baricentro del film; i protagonisti assoluti non sono più i kaiju. Per la prima volta un plot fantascientifico prende il posto del fantasy (o dell'horror iniziale) e diventa il vero fulcro del film, lo scontro tra mostri è un MacGuffin.
La trama sarà ovviamente tortuosa e piuttosto risibile con una risoluzione finale scioccherella (arma stupida contro un nemico molto più potente) che sembrerà ritornare in auge negli anni '90 grazie a Tim Burton.

Nonostante la sterzata fantascientifica il film rimane godibilissimo e al netto della secondarietà dei kaiju e del basso minutaggio a loro dedicato si fa notare per una scena di lotta particolarmente dinamica (quella sul pianeta X), un Ghidorah particolarmente ben costruito e mobile e una scenetta patetica di Godzilla che festeggia saltando.

Da sottolineare la coproduzione americana con la presenza della UPA (casa di produzione di film di animazione) che portò ufficialmente un attore americano in un film della serie dopo le aggiunte apocrife al primo film rimaneggiato con l'aggiunta posticcia di Burr.