(Kaijûtô no kessen: Gojira no musuko)
Visto qui, doppiato in inglese.
Un gruppo di scienziati si trovano su un'isola del pacifico per alcuni esperimenti meteorologici; verranno raggiunti da un giornalista d'assalto, ma, sfortunatamente, anche da Godzilla, richiamato da una serie di onde prodotte da un uovo (spoiler: sarà il figlio di Godzilla). Più che con il lucertolone, gli umani, in questo caso, saranno messi a dura prova da una serie di mantidi religiose giganti e, nel finale da un altrettanto gigante ragno.
Per la seconda volta dietro la macchina da presa Fukuda riprende tutte le caratteristiche salienti del film precedente. Fotografia accesa, regia dinamica, un gusto spiccato per l'avventura e un tono leggero (che con le musichette pimpanti rischia talvolta di finire nella farsa).
L'effetto è piuttosto buono, ma, ci sono due ma. Il primo è l'ottima fattura degli altri kaiju, soprattutto le kamakuras, che rendono giustizia allo spirito disneyano che permea i film della serie diretti da Fukuda; il secondo però è il figlio di Godzilla (chiamato Minilla!)... e non ne ho un'opinione altrettanto positiva...
Minilla è l'idea più orribile dell'intera saga fino ad ora. Ridicolo e obiettivamente brutto, un pupazzo poco credibile dall'espressione cogliona che vorrebbe dare una componente più umana alla vicenda, ma riesce soltanto ad annacquarla. il suo contributo alla trama è il susseguirsi noioso della medesima dinamica ripetuto diverse volte: Minilla va in giro, viene molestato da un altro kaiju e chiama Godzilla in aiuto; ok voler motivare lo scontro fra kaiju, ma questa diluizione è deleteria.
Peccato per questa virata verso il ridicolo che affossa una coppia di film che avevano azzeccato finalmente il piglio scanzonato giusto per traghettare il franchise dall'horror puro al prodotto per famiglie.
PS: in realtà, all'epoca, fu u successo enorme (soprattutto fra i bambini) e il finale strappalacrime (che a me ha ricordato "Shining") commosse le platee.
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venerdì 6 luglio 2018
mercoledì 21 marzo 2018
Il ritorno di Godzilla - Jun Fukuda (1966)
(Gojira, Ebirâ, Mosura: Nankai no daiketto)
Visto qui, doppiato in inglese.
Un gruppo di uomini si ritrovano per fatalità (e per la cocciutaggine di uno di loro) al largo delle coste del Giappone con una barca a vela rubata, incapperanno in un mostro marino una tempesta e un'isola misteriosa. Sull'isola un gruppo di militare sta creando armi atomiche, nel mentre rapisce gli indigeni dell'isola di Mothra (un Mothra dall'aspetto migliorato) per produrre un liquido giallo che serve a tenere a bada Ebirah (il mostro marino dell'inizio, sostanzialmente un'aragosta gigante). Per colmo di fatalità sulla stessa isola starà riposando Godzilla. Uno scontro fra mostri, un'esplosione atomica e l'intervento di Mothra i zona Cesarini porteranno l'intera vicenda a un happy ending per i protagonisti e per gli indigeni, meno per i militari.
Al capitolo 7 della saga Honda, il regista originale, verrà messo (momentaneamente da parte), era già successo con la brevissima parentesi di "Il re dei mostri".
Con il cambio di regia il film assume un piglio completamente nuovo. Una fotografia dai colori più accesi (probabilmente aiutata da una tecnica migliore), un ritmo da commedia per famiglie (pur nell'assurdità della trama siamo distanti dai tentativi di portare Godzilla al solo pubblico minorenne, qui siamo più dalle parti della commedia disneyana anni '60) che giova alla fruizione, ma soprattutto un dinamismo tutto nuovo. Quello che di maggior valore porta Fukuda (la trama assurda, ma più godibile del solito non è, chiaramente, merito suo) è il moltiplicarsi dei punti di vista, un gioco più rapido nel montaggio e una macchina da presa che, finalmente, non si accontenta di rimanere immobile, ma si muove a dare dinamismo quando serve e ad aumentarlo in alcune sequenze di lotta (la panoramica circolare attorno a Godzilla nel mare).
Nell'insieme, quindi, pur con lo stravolgimento del tono, questo episodio del franchise risulta di gran lunga il più appagante dai tempi del primo film; niente horror, ma un'onesto film d'avventura vecchio stampo col tono giovanile (dell'epoca).
PS: per la prima volta in questo film, il nome di Godzilla viene posto prima di quello degli altri kaiju, un avanzamento di posizione.
Visto qui, doppiato in inglese.
Un gruppo di uomini si ritrovano per fatalità (e per la cocciutaggine di uno di loro) al largo delle coste del Giappone con una barca a vela rubata, incapperanno in un mostro marino una tempesta e un'isola misteriosa. Sull'isola un gruppo di militare sta creando armi atomiche, nel mentre rapisce gli indigeni dell'isola di Mothra (un Mothra dall'aspetto migliorato) per produrre un liquido giallo che serve a tenere a bada Ebirah (il mostro marino dell'inizio, sostanzialmente un'aragosta gigante). Per colmo di fatalità sulla stessa isola starà riposando Godzilla. Uno scontro fra mostri, un'esplosione atomica e l'intervento di Mothra i zona Cesarini porteranno l'intera vicenda a un happy ending per i protagonisti e per gli indigeni, meno per i militari.
Al capitolo 7 della saga Honda, il regista originale, verrà messo (momentaneamente da parte), era già successo con la brevissima parentesi di "Il re dei mostri".
Con il cambio di regia il film assume un piglio completamente nuovo. Una fotografia dai colori più accesi (probabilmente aiutata da una tecnica migliore), un ritmo da commedia per famiglie (pur nell'assurdità della trama siamo distanti dai tentativi di portare Godzilla al solo pubblico minorenne, qui siamo più dalle parti della commedia disneyana anni '60) che giova alla fruizione, ma soprattutto un dinamismo tutto nuovo. Quello che di maggior valore porta Fukuda (la trama assurda, ma più godibile del solito non è, chiaramente, merito suo) è il moltiplicarsi dei punti di vista, un gioco più rapido nel montaggio e una macchina da presa che, finalmente, non si accontenta di rimanere immobile, ma si muove a dare dinamismo quando serve e ad aumentarlo in alcune sequenze di lotta (la panoramica circolare attorno a Godzilla nel mare).
Nell'insieme, quindi, pur con lo stravolgimento del tono, questo episodio del franchise risulta di gran lunga il più appagante dai tempi del primo film; niente horror, ma un'onesto film d'avventura vecchio stampo col tono giovanile (dell'epoca).
PS: per la prima volta in questo film, il nome di Godzilla viene posto prima di quello degli altri kaiju, un avanzamento di posizione.
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