(The big house)
Vist in Dvx, in lingua originale sototitolato in inglese.
Un uomo viene condannato per omicidio colposo, finirà in cella con una coppia di carcerati di lunga data, esperti nella gestione del penitenziario. Nonostante gli attriti, la fuga di uno dei due li riavvicinerà come cognati e una rivolta all'interno del carcera farà da deus ex machina.
Primo film sulla vita di carcere degno i questo nome, essenziale nella trama, ma già con tutti quelli che in futuro saranno gli archetipi di genere (lo scontro con il duro, il tentativo di fuga, la rivolta, il rigido direttore della prigione). Interessante anche che, a fronte di una trama lineare, il protagonista del film cambi circa a metà, passando dal ragazzo dell'inizio, al compagno di cella innamorato della seconda parte.
Al di là del switch di metà (che credo fosse dovuto al tentativo di dare dinamismo alla vicenda più che a un progetto alla Hitchcock), il film risulta ben realizzato con un ritmo di minima ben tenuto e una serie di personaggi che, pur non essendo ben caratterizzati, prendono posto sulla scena polarizzando l'attenzione. Ovvio che il migliore in questo senso sia il personaggio di Beery; personaggio che avrebbe dovuto essere interpretato da Chaney morto in quello stesso anno; Beery sopperisce egregiamente per presenza scenica, ma latita in capacità attoriali, rimanendo un buon caratterista (nomination all'oscar esagerata).
Ottimo anche l'utilizzo degli spazi, tutti costruiti in maniera regolare e spoglia con un ricercato gigantismo degli interni per sminuire le figure umane.
PS: sceneggiatura lineare, ma che vinse un Oscar, realizzata da Frances Marion che vinse il suo secondo premio solo due anni dopo con una storia di pugilato, esondando quindi per due volte in territori all'epoca "maschili".
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venerdì 1 settembre 2017
lunedì 26 marzo 2012
La regina Cristina - Rouben Mamoulian (1933)
(Queen Christina)
Visto in DVD, in lingua originale sottotitolato in inglese.
La regina Christina di Svezia viene posta sul trono già in tenera età. È una donna maschile, che si veste da uomo e si muove fra la gente in borghese, è un regnante illuminato ecc… però non ha mai trovato l’amore. In una notte di neve incontrerà una delegazione spagnola e farà amicizia (amicizia virile dato che è vestita da uomo…) con il rappresentante del re. Amore e intrighi di palazzo faranno il resto.
Film romantico classico, ma dalla messa in scena piuttosto moderna. Mamoulian smette tutti gli eccessi de “Il Dr. Jekyll” e si limita ad alcuni ampi zoom in avanti o indietro fatto con lunghi carrelli che mostrano un’ampia scenografia.
La Garbo completamente in parte non m’è sembrata così divina, ma d’altra parte il tempo passa, magari all’epoca, e comunque mi risulta poco credibile prenderla per un uomo solo perché ha addosso dei pantaloni e un capello… e comunque in questo film la Garbo ride, ben prima di “Ninotchka”.
Film carino, assolutamente godibile nonostante il tempo passato; tenendo presente che è una storia d’amore.
Visto in DVD, in lingua originale sottotitolato in inglese.
La regina Christina di Svezia viene posta sul trono già in tenera età. È una donna maschile, che si veste da uomo e si muove fra la gente in borghese, è un regnante illuminato ecc… però non ha mai trovato l’amore. In una notte di neve incontrerà una delegazione spagnola e farà amicizia (amicizia virile dato che è vestita da uomo…) con il rappresentante del re. Amore e intrighi di palazzo faranno il resto.Film romantico classico, ma dalla messa in scena piuttosto moderna. Mamoulian smette tutti gli eccessi de “Il Dr. Jekyll” e si limita ad alcuni ampi zoom in avanti o indietro fatto con lunghi carrelli che mostrano un’ampia scenografia.
La Garbo completamente in parte non m’è sembrata così divina, ma d’altra parte il tempo passa, magari all’epoca, e comunque mi risulta poco credibile prenderla per un uomo solo perché ha addosso dei pantaloni e un capello… e comunque in questo film la Garbo ride, ben prima di “Ninotchka”.
Film carino, assolutamente godibile nonostante il tempo passato; tenendo presente che è una storia d’amore.
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giovedì 16 settembre 2010
Grand Hotel - Edmund Goulding (1932)
(Id.)
Visto in DVD.
Grand Hotel è il prim film all-star prodotto, e come tale riassume tutti i difetti di questo genere.
Certo, mi fa piacere vedere 2/3 dei fratelli Barrymore assieme alla divina Garbo e con in più pure Joan Crawford... ma non se la sceneggiatura è fatta solo per dare loro le parti più congenialmente classiche e la regia (del mai abbastanza vituperato Goulding) rimane in disparte perchè se solo prova ad essere originale potrebbe distogliere l'attenzione del pubblico.
La trama è quella di varie vite che si incrociano e si uniscono in vario modo in un hotel della Berlino degli anni '20. La Garbo è una ballerina depressa che ritroverà la gioia di vivere nell'amore, J Barrymore è un conte squattrinato ma rico di fascino, L Brrymore un ingenuo buon uomo malato terminale che vuole spendere quanto guadagnato in una vita prima di morire, la Crawford è la stenografa del boss Wallace Beery che deve vincere le di lui avance mentre cerca di ottenere l'amore di L Barrymore... e così via...
Per carità la carica buonista viene stemperata nella tragedia finale a cui Goulding non sottrae il pubblico dalla lacrima facile per strappare un applauso in più.
Il film scorre (con alcune strizzatine d'occhio a doppi sensi), essenzialmente inutile, talvolta irritante, ed in qualche scena anche francamente noioso. Da vedere solo per gusto archeologico, sennò proprio non ne vale la pena.
Visto in DVD.
Grand Hotel è il prim film all-star prodotto, e come tale riassume tutti i difetti di questo genere.
Certo, mi fa piacere vedere 2/3 dei fratelli Barrymore assieme alla divina Garbo e con in più pure Joan Crawford... ma non se la sceneggiatura è fatta solo per dare loro le parti più congenialmente classiche e la regia (del mai abbastanza vituperato Goulding) rimane in disparte perchè se solo prova ad essere originale potrebbe distogliere l'attenzione del pubblico.
La trama è quella di varie vite che si incrociano e si uniscono in vario modo in un hotel della Berlino degli anni '20. La Garbo è una ballerina depressa che ritroverà la gioia di vivere nell'amore, J Barrymore è un conte squattrinato ma rico di fascino, L Brrymore un ingenuo buon uomo malato terminale che vuole spendere quanto guadagnato in una vita prima di morire, la Crawford è la stenografa del boss Wallace Beery che deve vincere le di lui avance mentre cerca di ottenere l'amore di L Barrymore... e così via...
Per carità la carica buonista viene stemperata nella tragedia finale a cui Goulding non sottrae il pubblico dalla lacrima facile per strappare un applauso in più.
Il film scorre (con alcune strizzatine d'occhio a doppi sensi), essenzialmente inutile, talvolta irritante, ed in qualche scena anche francamente noioso. Da vedere solo per gusto archeologico, sennò proprio non ne vale la pena.
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