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mercoledì 1 maggio 2013

XX secolo - Howard Hawks (1934)

(Twentieth century)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Un arrogante e vanesio produttore di Broadway scopre e lancia una giovane attrice che presto diverrà sua compagna, il rapporto fra i due diverrà rapidamente burrascoso quando anche lei assumerà la tracotanza di lui. Si lasceranno e questo determinerà il declino del produttore. A distanza di tempo si incontreranno per caso su un treno dove ricominceranno a scontrarsi.

Screwball comedy di Hawks, solitamente maestro del genere. Se il film è complessivamente una commedia simpatica si può dire che i pregi finiscono li. Non ci sono guizzi geniali del regista, non c’è la rapidità o il divertimento immutato di altre sue commedie (“La signora del venerdì” ad esempio), l’ambiente teatrale sembra essere stato preso non solo come location, ma anche per una sceneggiatura più verbosa del solito e per una recitazione particolarmente calcata (anche per una screwball comedy). Direi che il film si lascia vedere con facilità e ci si gode soltanto al simpatia di primari e comprimari (personalmente sono rimasto colpito dalla parte di John Barrymore che io consideravo un compito gentiluomo, ma qui si mette pure ad imitare i cammelli di Babilonia).

martedì 19 aprile 2011

Pranzo alle otto - George Cukor (1933)

(Dinner at eight)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato. Commedia upper class dal cast all star, film corale ambientato nell'alta borghesia americana, con ex divi ormai sul declino, padri di famiglia malati, amori impossibili e quant'altro. Lo dico, è una sorta di "Grand Hotel", che però prova ad essere divertente.

Come il terribile film di Goulding però non ci riesce. Le piccole problematiche borghesi dei protagonisti non interessano, o risultano troppo stucchevoli oppure sono risolte in maniera risibile (su tutte la reazione della ragazza che apprende della morte dell'amato, sembra che le abbiano detto che le hanno rovinato il visone, ci rimane un po male, ma si riprende subito).
Come dicevo ci prova a divertire, ma non ci riesce quasi mai, di pregevole ci sono solo le scaramucce tra la Harlow e Beery; per il resto il film si trascina con lunghi dialoghi senza nerbo e senza interesse per un'ora e mezza di noia.

Bravo il cast, questo si, ma mi pare pure il minimo.

giovedì 16 settembre 2010

Grand Hotel - Edmund Goulding (1932)

(Id.)

Visto in DVD.

Grand Hotel è il prim film all-star prodotto, e come tale riassume tutti i difetti di questo genere.
Certo, mi fa piacere vedere 2/3 dei fratelli Barrymore assieme alla divina Garbo e con in più pure Joan Crawford... ma non se la sceneggiatura è fatta solo per dare loro le parti più congenialmente classiche e la regia (del mai abbastanza vituperato Goulding) rimane in disparte perchè se solo prova ad essere originale potrebbe distogliere l'attenzione del pubblico.
La trama è quella di varie vite che si incrociano e si uniscono in vario modo in un hotel della Berlino degli anni '20. La Garbo è una ballerina depressa che ritroverà la gioia di vivere nell'amore, J Barrymore è un conte squattrinato ma rico di fascino, L Brrymore un ingenuo buon uomo malato terminale che vuole spendere quanto guadagnato in una vita prima di morire, la Crawford è la stenografa del boss Wallace Beery che deve vincere le di lui avance mentre cerca di ottenere l'amore di L Barrymore... e così via...
Per carità la carica buonista viene stemperata nella tragedia finale a cui Goulding non sottrae il pubblico dalla lacrima facile per strappare un applauso in più.
Il film scorre (con alcune strizzatine d'occhio a doppi sensi), essenzialmente inutile, talvolta irritante, ed in qualche scena anche francamente noioso. Da vedere solo per gusto archeologico, sennò proprio non ne vale la pena.