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sabato 2 gennaio 2010

Human nature - Michel Gondry (2001)

(Id.)

Visto in VHS.

Il primo film di Gondry è un film senza qualità.
La storia è pretenziosa e completamente fallimentare; cerca di parlare di cose troppo grosse e complesse (l'eterna lotta fra ragione ed istinto confrontando diverse tipologie umane) rimanende comunque nell'ambito dell'ironico, del grottesco e del surreale... con queste premesse il fallimento è facilmente pronosticabile, ciò che più mi ha stupito è che a sbagliare in questo caso è stato Charlie Kaufman (!!!) il geniale sceneggiatore di "Essere John Malkovich" o "Se mi lasci ti cancello".
Gondry poi non esalta, mostra un gusto estetico piuttosto banale che cerca di ovviare al già visto con colori violenti. Non crea nulla, non inventa, ripete solo espedienti scenografici da videoclip e nulla di più. In diverse occasioni mi è sembrato di scorgere echi di "Right here, right now" del collega Jonze, e tutta l'estetica dei boschi è identica alle pubblicità della vigorsol... ma forse adesso esagero.
Pur essendo pronto ad una delusione non mi sarei mai aspettato nulla di così inutile; hanno voluto strafare e sono stati puniti.

giovedì 5 novembre 2009

Se mi lasci ti cancello - Michel Gondry (2004)

(Eternal sunshine of the spotless mind)

Visto in DVD

Uno dei più bei film dell'ultimo decennio. Un film sull'amore tout court che non si limita alla visione hollywoodiana della passione ma racconta una storia nel suo svolgersi dalla fine all'inizio, in una sorta di "Memento" che rende chiaro prima il perchè non sia funzionata e solo dopo il perchè sia cominciata. Il tutto con salti avanti e indietro nel tempo che si possono capire del tutto solo alla fine nel magnifico colpo di scena (che per una volta non è fine a se stesso ma è utilissimo ai fini del significato del film).
La regia di Gondry poi è magnifica, praticamente ogni scena ha qualche aggiunta, qualche modifica, ogni scena significa qualcosa, e il regista dirige tutto magnificamente con l'aiuto di effetti speciali, più spesso artigianali che non digitali. Alcune inquadrature, per costruzione dell'immagine, sono già da galleria d'arte. Splendida anche la fotografia che rende perfettamente il mood generale.
Infine un encomio agli attori, sia ai protagonisti Carrey e Winslet mai visti in queste vesti ma bravi come sempre (sembrano quasi essersi scambiati i ruoli), sia ai comprimari, quasi tutti in parte, quasi perfetti.
Non voglio commentare troppo sul titolo italiano... in poche occasioni ci si era ridotti così in basso...