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venerdì 15 aprile 2016

Donne - George Cukor (1939)

(The women)

Visto in Dvx.

Un gruppo di amiche passano da un matrimonio all'altro mentre Norma Shearer (la protagonista) pensa di avere un matrimonio ideale. Le sue amiche faranno di tutto per farle sapere dell'amante del marito. Il mondo le crollerà addosso, cercherà di superare il momento ignorandolo, ma poi capitolerà e chiederà anche lei il divorzio.

Film totalmente al femminile (letteralmente, gli uomini sono solo al telefono o fuori scena) sul modella della commedia upper class rapida e raffinata con pesanti inserti melodrammatici.
Il film, nella prima parte (quella prettamente comica), funziona bene, anche se con qualche tentativo comico di troppo (le due donne che, malignando, cadono nel cesto del negozio di profumi... davvero c'è bisogno dello slapstick?!); ma regge comunque bene.
Nella seconda, dove il dramma si fa strada invece si esagera in senso opposta, con talmente tanta agnizione da rendere stucchevoli molti momenti.

In definitiva risulta un po’ vecchio nei temi, ma molto ben scritto, dialogato da dio e recitato magnificamente. Cukor gestisce bene le attrici, anche se riesce a dare dignità solo a quelle che non si limitano a essere delle macchiette. Un po' troppo diluito nel minutaggio; migliore nella prima parte nel descrivere un mondo wasp in veste da commedia, meno efficace nella seconda, dove la commedia si stempera nel romantico e nel dramma.

C’è anche un (non fondamentale) inserto a colori della sfilata di moda. Inutile ai fini del film, ma un'evidente prova di forza della produzione.

lunedì 7 febbraio 2011

Il grande dittatore - Charles Chaplin (1940)

(The great dictator)

Registrato dalla tv.

Un giovane barbiere ebreo rimasto vittima di un incidente durante la I guerra mondiale (incidente avvenuto mentre salvava la vita di un futuro gerarca), torna alla sua bottega ignaro che nel periodo del suo ricovero un dittatore antisemita sia salito al potere, Adenoid Hynkel. Questo è un egocentrico senza qualità, ma assomiglia terribilmente a quell’insignificante barbiere… la storia ricalca quella dell’annessione dell’Austria ad opera della Germania, e proprio durante quest’annessione (dell’Ostria da parte della Tomania) i due protagonisti verranno scambiati l’uno per l’altro…

Divertente commedia di Chaplin che a distanza di tempo ha perso poco del suo humor originale. Le trovate del regista sono ancora oggi magnifiche e si esaltano nel personaggio di Hynkel, ogni volta che entra in scena l’ironia è garantita, ogni momento è da manuale, dal discorso ai microfoni, all’incontro con l’alleato/concorrente Napaloni (l’equivalente di Mussolini); anche se la mia parte preferita è la rappresentazione di una sua giornata tipica, fatta di scatti d’umore e fretta continua.

Il film rappresenta però qualcosa in più; una presa in giro, ma anche un atto d’accusa contro Hitler, che allora era si un dittatore antisemita, ma ancora non si immaginava esattamente cosa stesse succedendo entro i confini tedeschi. I momenti d’amore fra il barbiere e la ragazza, per fortuna pochi, sono per lo più banali, ma servono a rafforzare il finale. Quando il barbiere, nelle vesti di Hynkel sarà invitato a fare un discorso per l’annessione dell’Ostria, Chaplin sfodererà una certa dose di banalità, ma anche una dose maggiore d’ispirazione, infervorandosi in un discorso che, in alcuni pezzi, rappresenta il miglior manifesto del pacifismo, unendosi al discorso personale del barbiere per la ragazza lontana, e alle immagini di quella ragazza che guarda il cielo, il film raggiunge un momento di poesia unico, per forza espressiva e per significato, amplificato dal momento storico in cui è avvenuto.

Bravo Chaplin; la più divertente parodia di un dittatore/politico mai realizzata ed una presa di posizione personale su una questione (all’epoca) ancora aperta.

mercoledì 18 agosto 2010

Tempi moderni - Charles Chaplin (1936)

(Modern times)

Visto in VHS, registrato dalla tv.

Arcinoto film comico di Chaplin che parla della condizione dell'uomo "moderno", schiacciato dalla modernità fine a se stessa e dallo sfruttamento.
Un film assolutamente grandioso, perchè nonostante l'età e le gag per lo più da cinema muto riesce comunque a divertire, incredibile come sia invecchiato poco mentre film di poco precedenti, come "Il milione" siano invece ormai passati.
Ma il film sorprende anche per molto altro; in primo luogo per come non sia un film a tema, ma un film comico che suggerisce molto semplicemente con le immagini, le stesse che usa per far ridere. E poi sorprende la commistione fra sonoro e mutismo; si sa dell'allergia di Chaplin per il suono, ma in questo film fa parlare alcuni personaggi, mentre per altri mette dei cartelli da film muto (!); e soprattutto per il suo personaggio si permetti qui di farlo parlare per la prima volta, con la famosa canzone fatta di parole inventate, che si trova comunque in chiusura.
Bellissimo film, assolutamente da vedere, poche le scene invecchiate male. Fra tutte quelle venute bene da ricordare la nota scena in catena di montaggio, tutta la sequenza finale al ristorante e la scena in cui Chaplin parteciape, involontariamente, agli scioperi.