(He who gets slapped)
Visto in Dvx.
Un ricercatore mantenuto da un mecenate riesce a giungere a un'importante scoperta. Il giorno in cui dovrebbe presentarla ufficialmente scopre che il mecenate gli ha rubato studi e proprietà intellettuale; poco dopo scoprirà che gli ha rubato pure la moglie. Pubblicamente umiliato (e schiaffeggiato) sparirà dalla circolazione e si riciclerà come clown. Lo spettacolo che produrrà per il circo sarà una variante buffa (?) di quanto accaduto e diventerà famoso come "quello che viene schiaffeggiato".
Ovviamente il suo ex mecenate tornerà, vorrà sposare una ragazza innamorata di un altro e lui, cercherà di fermarlo.
Cercando nella filmografia di Lon Chaney incappo in questo, poco conosciuto film. Di fatto è poco conosciuto da me, dato che si tratta del primo film americano di Sjöström, il primo film prodotto dalla neonata MGM e primo grande successo per la nuova compagnia di produzione.
Il film poi è magnifico. Se si riesce ad accettare il volo pindarico che porti un ricercatore umiliato a fare il clown, allora il film diventa una densissima tragedia senza alcuna speranza nonostante i molti buoni sentimenti messi in gioco.
La regia di Sjöström fa il bello e il cattivo tempo. Utilizza un enfatico, ma efficace, montaggio parallelo fra la compravendita della ragazza e l'idillio fra gli amanti, per poi sfruttare un nuovo montaggio parallelo nello showdown finale e lo spettacolo degli amanti; sfrutta le sovrapposizioni e la simbologia del cuore di pezza (scontata, ma ancora una volta, calzante); ma soprattutto costruisce benissimo le inquadrature (specie nella prima parte) e inframezza i capitoli del film con un clown che ride ossessivo facendo girare una palla, simbolo perfetto del mood del film e del destino malato e inarrestabile. La scena da ricordare però è Lon Chaney da solo sulla pista del circo con le luci che si spengono e la faccia bianchissima che sfocata dalla macchina da presa.
Lon Chaney è a credibile nel folle ricercatore, ma risulta perfetto nei panni del clown per i quali sembra essere nato (aveva effettivamente fatto il clown e il mimo in gioventù); una giovane Norma Shearer è adatta alla parte, ma senza picchi di bravura; sono invece rimasto stupito dalla performance di McDermott, perfetto, in parte e con una recitazione controllatissima.
Unico neo il finale, troppo lungo; ma è un difetto perdonabile.
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venerdì 5 gennaio 2018
mercoledì 9 novembre 2016
La divorziata - Robert Z. Leonard (1930)
(The divorcee)
Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
La felicità di una coppia viene infranta dal tradimento di lui. I due si parlano, sembrano chiarirsi, lui insiste sul fatto che in fin dei conti quel tradimento non abbia valore. Lei sconfortata, cede e lo tradisce a sua volta... stavolta però il marito non sembra più di così larghe vedute e chiede il divorzio. La donna si trascina cercando conforto in un vecchio amore, ma si farà da parte per non essere lei la causa della fine del matrimonio dell'amico. Happy end finale.
Una commedia romantica; addirittura stucchevole nella parte iniziale che si trasforma poi in un dramma (che in un altro decennio avremmo definito borghese) con spunti di melò piuttosto riusciti. Il finale positivo è, come spesso succede, fuori posto, ma dopotutto, in questo caso, sopportabile.
Quello che risulta più indigesto è piuttosto l'inizio, eccessivamente enfatico verso il lato rosa della vicenda, ma indubbiamente è necessario per creare un contrasto maggiore con l'agnizione della separazione.
Dietro la macchina da presa c'è Leonard, regista che conosco pochissimo, ma di cui penso molto male per quanto concerne il ritmo, ma penso molto bene circa la costruzione di immagini. Se il ritmo qui è adeguato, ma senza sprazzi, e la regia in generale sembra sottostare a questo profilo basso; qualche tocco molto positivo lo si può notare, su tutto la serie di amanti e di avvicinamenti mostrati solo attraverso le mani dei protagonisti.
Buono il cast con una Shearer sempre credibili e che rimane il vero motivo per cui guardare questo film (oltre al gusto di vedere un film sentimentale ancora libero dal codice Hays).
Purtroppo il limite di questo film è proprio la sua intenzione, Vuole essere un dramma intimo su un divorzio e tale rimane, solo la storia di un divorzio; poca empatia, poco allontanamento dal piccolo per poter diventare universale; godibile, ma rimane chiuso in sé stesso.
PS: innegabile non fare il paio fra questo film e il successivo "Donne"... il film di Cukor non è impeccabile, ma innegabilmente riesce molto di più a farsi empatico.
Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
La felicità di una coppia viene infranta dal tradimento di lui. I due si parlano, sembrano chiarirsi, lui insiste sul fatto che in fin dei conti quel tradimento non abbia valore. Lei sconfortata, cede e lo tradisce a sua volta... stavolta però il marito non sembra più di così larghe vedute e chiede il divorzio. La donna si trascina cercando conforto in un vecchio amore, ma si farà da parte per non essere lei la causa della fine del matrimonio dell'amico. Happy end finale.
Una commedia romantica; addirittura stucchevole nella parte iniziale che si trasforma poi in un dramma (che in un altro decennio avremmo definito borghese) con spunti di melò piuttosto riusciti. Il finale positivo è, come spesso succede, fuori posto, ma dopotutto, in questo caso, sopportabile.
Quello che risulta più indigesto è piuttosto l'inizio, eccessivamente enfatico verso il lato rosa della vicenda, ma indubbiamente è necessario per creare un contrasto maggiore con l'agnizione della separazione.
Dietro la macchina da presa c'è Leonard, regista che conosco pochissimo, ma di cui penso molto male per quanto concerne il ritmo, ma penso molto bene circa la costruzione di immagini. Se il ritmo qui è adeguato, ma senza sprazzi, e la regia in generale sembra sottostare a questo profilo basso; qualche tocco molto positivo lo si può notare, su tutto la serie di amanti e di avvicinamenti mostrati solo attraverso le mani dei protagonisti.
Buono il cast con una Shearer sempre credibili e che rimane il vero motivo per cui guardare questo film (oltre al gusto di vedere un film sentimentale ancora libero dal codice Hays).
Purtroppo il limite di questo film è proprio la sua intenzione, Vuole essere un dramma intimo su un divorzio e tale rimane, solo la storia di un divorzio; poca empatia, poco allontanamento dal piccolo per poter diventare universale; godibile, ma rimane chiuso in sé stesso.
PS: innegabile non fare il paio fra questo film e il successivo "Donne"... il film di Cukor non è impeccabile, ma innegabilmente riesce molto di più a farsi empatico.
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venerdì 15 aprile 2016
Donne - George Cukor (1939)
(The women)
Visto in Dvx.
Un gruppo di amiche passano da un matrimonio all'altro mentre Norma Shearer (la protagonista) pensa di avere un matrimonio ideale. Le sue amiche faranno di tutto per farle sapere dell'amante del marito. Il mondo le crollerà addosso, cercherà di superare il momento ignorandolo, ma poi capitolerà e chiederà anche lei il divorzio.
Film totalmente al femminile (letteralmente, gli uomini sono solo al telefono o fuori scena) sul modella della commedia upper class rapida e raffinata con pesanti inserti melodrammatici.
Il film, nella prima parte (quella prettamente comica), funziona bene, anche se con qualche tentativo comico di troppo (le due donne che, malignando, cadono nel cesto del negozio di profumi... davvero c'è bisogno dello slapstick?!); ma regge comunque bene.
Nella seconda, dove il dramma si fa strada invece si esagera in senso opposta, con talmente tanta agnizione da rendere stucchevoli molti momenti.
In definitiva risulta un po’ vecchio nei temi, ma molto ben scritto, dialogato da dio e recitato magnificamente. Cukor gestisce bene le attrici, anche se riesce a dare dignità solo a quelle che non si limitano a essere delle macchiette. Un po' troppo diluito nel minutaggio; migliore nella prima parte nel descrivere un mondo wasp in veste da commedia, meno efficace nella seconda, dove la commedia si stempera nel romantico e nel dramma.
Visto in Dvx.
Un gruppo di amiche passano da un matrimonio all'altro mentre Norma Shearer (la protagonista) pensa di avere un matrimonio ideale. Le sue amiche faranno di tutto per farle sapere dell'amante del marito. Il mondo le crollerà addosso, cercherà di superare il momento ignorandolo, ma poi capitolerà e chiederà anche lei il divorzio.
Film totalmente al femminile (letteralmente, gli uomini sono solo al telefono o fuori scena) sul modella della commedia upper class rapida e raffinata con pesanti inserti melodrammatici.
Il film, nella prima parte (quella prettamente comica), funziona bene, anche se con qualche tentativo comico di troppo (le due donne che, malignando, cadono nel cesto del negozio di profumi... davvero c'è bisogno dello slapstick?!); ma regge comunque bene.
Nella seconda, dove il dramma si fa strada invece si esagera in senso opposta, con talmente tanta agnizione da rendere stucchevoli molti momenti.
In definitiva risulta un po’ vecchio nei temi, ma molto ben scritto, dialogato da dio e recitato magnificamente. Cukor gestisce bene le attrici, anche se riesce a dare dignità solo a quelle che non si limitano a essere delle macchiette. Un po' troppo diluito nel minutaggio; migliore nella prima parte nel descrivere un mondo wasp in veste da commedia, meno efficace nella seconda, dove la commedia si stempera nel romantico e nel dramma.
C’è anche un (non fondamentale)
inserto a colori della sfilata di moda. Inutile ai fini del film, ma un'evidente prova di forza della produzione.
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