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lunedì 3 agosto 2020

Entr'acte - René Clair (1924)

(Id.)

Visto su Cineteca Milano.

Diciamocelo, l'ho guardato perché dietro la macchina da presa c'è René Clair, anche se non si nota.
Questo è un film manifesto del cinema dadaista che, in realtà, fu pensato come parte di un balletto; la parte qui messa alla fine del cannone che spara doveva essere l'apertura del balletto, mentre il resto del filmato doveva essere l'intermezzo (l'entr'acte appunto).

Le sequenze centrali sono un florilegio di scene surreali (l'uovo sulla fontana, la barca in sovraimpressione sui tetti di Parigi, ecc...) alcune con un'apparente senso simbolico (il funerale con le persone che corrono al ralenty, la ballerina che danza ripresa da sotto un pavimento in vetro).

Il filmato dura poco e non può annoiare, la colonna sonora che è presente nella versione della Cineteca di Milano è chiaramente recente, ma estremamente efficace e pertinente, a mio avviso ne aumenta l'interesse e il ritmo anziché far uscire lo spettatore dal mondo del cortometraggio.
Bisogna però ammettere che ci si trova davanti a un'opera d'arte visuale e non a un film vero e proprio, opera d'arte che era parte di un'opera più ampia e che richiama in alcuni punti (il balletto appunto), la visione non può che essere parziale e ricco di fraintendimenti.
Quello che però ho trovato particolarmente interessante è quanto reggano bene le sequenze completamente oniriche o antinarrative, mentre mi sono sembrate eccessivamente lunghe e ridondanti quelle che, anche se in maniera limitata, raccontano qualcosa di verosimile (il cacciatore e l'uovo, ma soprattutto il funerale); nonostante tutte le sequenze puntino particolarmente al ritmo pi che al contenuto.

lunedì 20 giugno 2016

Dieci piccoli indiani - René Clair (1945)

(And then there were none)

Visto in Dvx.

La storia di "Dieci piccoli indiani" della Christie credo sia nota, qui per un ripasso, ma meno se ne sa e meglio è.

Questa versione del romanzo della Christie si basa però sull'adattamento teatrale (fatta dall'autrice stessa) che è decisamente meno inquietante e più consolatorio.
Inoltre dietro la macchina da presa c'è René Clair che non riesce a non aggiungere molti tocchi leggeri. L'effetto finale quindi, pur riuscendo benissimo, sarà meno perturbante del libro originale.

Detto ciò il film è bellissimo. Una gallerie di facce prima ancora che di personaggi (per me spiccano la sempre gelida Anderson, il sempre buffo Auer e il sempre british Fitzgerald).

Clair poi è garanzia di intelligenza; crea costantemente inquadrature gustose (si pensi al ritrovamento del cadavere del maggiordomo o il gomitolo di lana che conduce a un altro cadavere) e gestisce il numero spropositato di personaggi (almeno all'inizio) con la dovuta ironia e grazia (bella l'idea dell'incipit di presentare i rapporti fra i personaggi sfruttando il vento; i personaggi poi si presenteranno letteralmente guardando direttamente in camera per maggior chiarezza). Tutto questo viene fatto senza dimenticare di essere in un giallo e se l'inquietudine si ottiene solo nel finale, è innegabile che la costruzione di un ambiente paranoico dove tutti sospettano di tutti è perfettamente riuscita quasi fin da subito. Viene anche mantenuto l'aroma di perversione di un deus ex machina che vuole portare la giustizia a ogni costo.

Il finale alternativo, come dicevo, è meno soddisfacente di quello originale, ma, per chi come me già conosceva il libro, ha l'indubbio vantaggio di lasciare il dubbio su come verrà conlcusa la complicata vicenda.
Il film ricevette il plauso della Chritstie stessa.


venerdì 13 agosto 2010

Il milione - René Clair (1931)

(Le million)

Visto in VHS.

Commedia degli equivoci in cui uno squattrinato bohémien vince un milione alla lotteria, purtroppo però il biglietto l'ha lasciasto nella tasca della giacca che è a casa dell'amata, la quale non trova di meglio da fare che regalare la giacca a un tizio che le piomba in casa...
Commediola anni '30 che sibasa sulle dinamiche e sulle gag del cinema muto e che si concede il sonoro solo per poter mettere scenette cantate. Non esattamente un musical, ma un film cantato.
Invecchiato malissimo, oggi non suscita nè ilarità, nè interesse per la parte musicale.
Notevole la carrellata iniziale sui tetti della città, realizzata, credo, interamente dentro un teatro di posa.

giovedì 3 giugno 2010

Accadde... domani - René Clair (1944)

(It happened tomorrow)

Visto in DVD.

Un giornalista viene in possesso, per 3 giorni di seguito del giornale del giorno dopo; farà carriera, rischierà la vita, vincerà soldi, ne perderà altrettanti, ma soprattutto troverà l'amore.
Commediola anni '40, invecchiata benissimo, che ancora intrattiene senza stancare in nessun momento, forte com'è di un'idea molto buono, variamente saccheggiata successivamente (al momento di vengono in mente solo il telefilm e un albo di Dylan Dog).
La buona sceneggiatura è supportata da una regia sostenuta che non permette alla ripetitività di annoiare ed il lieto fine, preannunciato fin dall'inizio che quindi toglie ogni dubbio sul fatto che il protagonista possa davvero morire, spiega fin da subito che cosa abbiamo davanti, per l'appunto una commedia sentimentale.