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giovedì 1 dicembre 2011

Quando i mondi si scontrano - Rudolph Maté (1951)

(When worlds collide)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
Oh, un film di fantascienza anni ’50 con tutti i crismi. Uno scienziato buono che capisce tutto subito, avverte il mondo, ma viene scherzato come fosse l’ultimo dei geologi; un cattivo che però è parte integrante del progetto; il dubbio che via via si insinua sulla veridicità di ciò che sta accadendo; e poi astronavi che devono salvare l’umanità (almeno una parte) e l’atroce sacrificio dei buoni. Ecco questo è il film.

Poi se vogliamo andare nel dettaglio, un pianeta si scontrerà con la terra distruggendola, uno scienziato ha la pensata giusta, saltiamo sul pianeta che vince e ricostruiamo una civiltà tutta nuova e piena d’amore… ma non tutto riuscirà ad andare come previsto.
Cosa si può volere di più; un’apocalisse prevista che lentamente si avvicina e viaggi interstellari visti con l’ingenuità tutta particolare degli anni ’50. Se si aggiungono dei fondali fantastici del cantiere del razzo spaziale si è detto tutto. La presenza di Maté alla regia, più che un valore aggiunto è un dato di fatto.

lunedì 6 dicembre 2010

Due ore ancora - Rudolph Maté (1950)

(D.O.A.)

Visto in DVD.

Un innocuo contabile viene avvelenato con una sostanza ad azione lenta che lo ucciderà in qualche giorno. Data l’impossibilità di salvarsi comincia un’instancabile caccia all’uomo per riuscire quantomeno a capire chi e perché l’ha ucciso.

Il film è evidentemente fatto da un parvenue, un ex direttore della fotografia che però di regia non ne sa a pacchi, a fronte di un ottimo incipit, la storia, presentata i flashback, ci mette una vita ad ingranare, e passa più di mezzora di film prima dell’avvelenamento. Da quel momento è tutta una frenetica fuga alla scoperta di una storia intricata il giusto per essere un noir, anche se non molto credibile.

Come si diceva la regia non brilla mai in maniera particolare e ha anche qualche caduta, ma la storia, originalissima, regge fino alla fine, rendono questo film una delle più originali cacce all’uomo della storia del cinema.

PS: un encomio ai titolisti italiani, che per poter mantenere inalterata la sigla del titolo ne hanno però trasformato il senso da dead on arrival (il codice D.O.A. con questo significato è usato da polizia e ospedali in america quando arriva un cadavere) a due ora ancora, così da renderlo sensato e comunque inerente alla storia. Per una volta bravi.