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lunedì 18 febbraio 2019

Accattone - Pier Paolo Pasolini (1961)

(Id.)

Visto in Dvx.

Accattone è un indolente che disprezza il lavoro e vive di espedienti con gli amici del quartiere e fa prostituire la propria compagna; quando questa viene arrestata lui ne cerca un'altra, la porta a fare la vita, ma, forse, si innamora. Proverà a lavorare, ma durerà una giornata.

Il primo film di Pasolini è un bignami di quanto avverrà subito dopo. Partendo dal neorealismo Pasolini si infila nei bassifondi dell'Italia dell'epoca, mostrando una Roma butterata, con edifici cadenti e un'umanità allo sbando, che vive e sopravvive. Il protagonista è un figlio di quell'ambiente, un protagonista passivo, né buono, né cattivo, vittima di sé stesso che fa del male a chi gli sta intorno.

Dal punto di vista tecnico ci sono già i rigidi movimenti di macchina dei film successivi e le passeggiate con carrelli di "Mamma Roma", qualche ingenuità di troppo nei continui primi/ssimi piani e un montaggio tagliato con l'accetta; entrambi figli del digiuno totale dell'autore per il mezzo cinematografico (possibile che l'impronta vera e propria l'abbia data Bertolucci, qui aiuto regista, che avrebbe esordito solo l'anno successivo).

Nel complesso il film è un dramma sociale che prende a piene mani dalla sensibilità di un ventennio prima, ma con l'occhio acuto e attualizzante del Pasolini scrittore. Assolutamente efficace, tuttavia non paragonabile al successivo "Mamma Roma", forse per la maggior esperienza del regista, forse per la presenza di un fiammeggiante Magnani.

lunedì 19 marzo 2018

Mamma Roma - Pier Paolo Pasolini (1962)

(Id.)

Visto in Dvx.

Una prostituta romana di mezza età torna a riprendersi il figlio 16enne dalla campagna. Lo aveva lasciato anni indietro per permettersi di mettere via soldi per avere una casa dignitosa. Il figlio però si unirà a una cattiva compagnia, scoprirà il sesso e sarà perseguitato dalla voglia di non fare niente quanto la madre sarà perseguitata dal suo ex protettore.

Al suo secondo film Pasolini tira fuori un melodrammone famigliare (ovviamente molto inserito nel contesto urbano delle periferie, a livello geografico e sociale), ancora non del tutto maturo (il montaggio ha diversi momenti piuttosto grezzi). Ma la potenza emotiva è semplicemente perfetta.
Ricco di primi piani e campi medi che servono entrambi a descrivere il paesaggio (il volto umano è, a sentir Kinski, uno dei possibili paesaggi), Pasolini si muove con continui carrelli che seguono o lavorano di soggettiva o si avvicinano, tutto perfettamente dosato per trarre il massimo dal lavoro del cast.
La trama è sicuramente scontata, ma altrettanto efficace, muovendosi con maestria nel descrivere un rapporto d'amore assoluto incastrato in un ambiente che ne determinerà il destino.
Gli attori presi dalla strada per lo più non convincono per recitazione, ma il casting non può che essere definito perfetto; i volti sono quelli giusti in ogni situazione e l'amimia di certi momenti viene completamente compensata. Inoltre c'è una Magnani da album dei ricordi; ormai credo sia stucchevole che in ogni film in cui recita si sottolinei quanto brava è, ma qui è davvero incredibile e entra di diritto fra le sue migliori interpretazioni (almeno fino al prossimo film che vedrò con le protagonista).
Il risultato è pazzesco; sfiora la perfezione e regala alcune scene enormi (nonostante il poco mostrato), come la passeggiata della Magnani sotto i lampioni che, nella sua semplicità, è da antologia.