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giovedì 23 dicembre 2010

Grissom gang, niente orchidee per miss Blandish - Robert Aldrich (1971)

(The Grissom gang)

Visto in DVD.

Una rapina fatta da 3 parvenue del crimine organizzato finisce male, ammazzano qualcuno e rapiscono la figlia di un ricco magnate… peccato che l’omonima gang del titolo (una banda rigidamente matriarcale, diretta con un certo acume da una poco posata signora oltre la mezza età) capisca quello che hanno fatto, li ammazzi a sua volta e rapisca la giovane per poter chiedere un riscatto e poi disfarsene. Tutto andrebbe benissimo se solo il figlio vagamente ritardato della capo banda se ne innamori… come nella migliore tradizione dei film di gangster ci saranno parecchie pallottole e visto che siamo nei 70’s anche parecchio sangue.

Impietoso gangster movie di Aldrich, che dirige sicuro un film violento (psiclogicamente prima, e fisicamente poi) e duro, che affondando le radici nel fortunato filone degli anni ’30 (anche se il rapporto con la madre e il rapporto della madre con la banda non può non ricordare “La furia umana”), se ne esce però con una considerazione non banale (all’epoca) del rapporto fra i rapitori e la rapita. Essendo un esperto della macchina da presa Aldrich riesce anche a imbastire i rapporti personali all’interno della banda, quelli delle persone al di fuori d’essa ma legate alla faccenda e pure ci mette le indagini della polizia.

Se non fosse stato per qualche periodo di stanca il film sarebbe perfetto, ma la sceneggiatura purtroppo non è del tutto azzeccata.

PS: torna ancora una volta Wesley Addy, il feticcio di Aldrich, che fa sempre tanta simpatia vedere sullo schermo.

domenica 26 settembre 2010

L'uccello dalle piume di cristallo - Dario Argento (1970)

(Id.)

Visto in DVD.

Ho visto prima “Profondo rosso” e quindi mi vien da dire che questo Uccello dalle piume di cristallo ne è la brutta copia… in realtà essendo il primo film di Argento, rappresenta l’archetipo della sua futura filmografia. I due film hanno un po’ tutto in comune: un artistoide straniero in italia assiste accidentalmente ad un omicidio, di cui vede un particolare determinante per svelare il volto dell’aggressore ma non riesce a metterlo a fuoco, comincia ad indagare per contro proprio rischiando di tirare le zampette e alla fine scopre tutto evviva evviva il colpo di scenona finale, soprattutto perché il cattivo di turno gli spiega bene le cose prima di morire orribilmente.

Alla fine pure questo film, affascina, avvince e convince, ma al contrario del suo successore ha meno fantasia nella messa in scena, meno libertà di regia… e poi si ha la continua sensazione che Argento depisti lo spettatore non per un programmatico spirito di demolitore della tradizione poliziesca, ma semplicemente perché deve allungare la minestra abbastanza per avere un tempo canonico… e una sensazione del genere è un peccato…

A favore di sto film ci sarebbe anche da ricordare che parla di un serial killer ante litteram…