(Id.)
Visto in DVD.
Una madre di borgata della Roma dei primi anni '50 si lascia tentare da alcun provini per partecipare a una produzione di Blasetti. Porta la sua bimba che passa la prima selezione; da li entrerà in un vortice di ossessione e personaggi ambigui che cercheranno di favorirla o lucrarci o entrambe le cose.
Partiamo dalle cose fondamentali. Questo film è, prima di tutto, un monumento alla Magnani; recita con una naturalezza che fa sembrare la stessa cosa personaggio e attrice; si mangia ogni scena, tiene banco anche solo con il suo continuo bofonchiare sconclusionato. Forse il film dove l'ho notata e apprezzata di più (mi sa che devo riguardare "Roma città aperta").
Poi dietro alla Magnani c'è un ottimo film. Un film sentimentale, ma con ironia; per 3/4 è divertente, con la protagonista caciarona che si prodiga per far diventare qualcuno la figlia meno che decenne e, senza rendersene conto, si prosegue dentro a una storia di riscatto social attraverso (o per) la figlia (che già di per sé sarebbe da lacrime agli occhi) e che si conclude con un finale agrodolce che è compendio di tutte le attese, esagerato e adatto ad un melò, ma credibile e calzante.
Anche se per me la scena emotivamente più riuscita è il litigio finale fra moglie e marito che richiama tutto il palazzo.
Dietro la macchina da presa, Visconti, si muove con la consueta delicatezza, da vita a una storia dalla cadenza neorealista, ma con quel melodramma in più che fa piacere realizzandola con una fotografia impeccabile.
Visualizzazione post con etichetta Walter Chiari. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Walter Chiari. Mostra tutti i post
venerdì 5 maggio 2017
martedì 13 dicembre 2011
Sono strana gente - Michael Powell (1966)
(They're a weird mob)
Visto in Dvx, in lingua originale.
Un italiano vola in Australia ad incontrare il fratello che gli ha proposto di fare il giornalista per una rivista per la comunità di immigrati oriundi a Sydney. Una volta arrivato il fratello non si presenta e la rivista sembra essere stata chiusa. Rimasto solo in terra straniera, senza soldi per fare alcunché, trova lavoro come muratore e da li ricomincia costruirsi una nuova vita.
Curioso film tratto da un romanzo di un italiano, prodotto e realizzato dagli inglesi la cui trama cerca di raccontare gli australiani (sono loro la “strana gente” del titolo, non gli italiani) dal punto di vista di un immigrato. Curioso inoltre che alla regia ci sia Powell e come protagonista Walter Chiari. Non son, non c’ero, quindi magari l’ha fatto; ma io fossi stato in Chiari mi sarei bullato di questo film tutta la vita.
Detto ciò il film è una gradevole commediola che una certa venatura romantica che però non stanca mai e non prende mai il sopravvento. Carino e divertente il giusto si muove tra idee, comicità e trovate piuttosto vecchie (anche per l’epoca), su tutte i termini in australiano incomprensibili per un autoctono. Alcune sequenze sono ben riusciti (come la telefonata collettiva di Walter Chiari con il futuro datore di alvoro, in cui partecipano e aiutano tutti gli inservienti dell’hotel), niente giuzzi geniali, ma il film rimane godibile.
PS: nel finale si vede l’Opera House in costruzione.
PPS: l’ho visto in lingua originale, quindi non so come abbiano reso i giochi di parole in italiano…
Visto in Dvx, in lingua originale.
Un italiano vola in Australia ad incontrare il fratello che gli ha proposto di fare il giornalista per una rivista per la comunità di immigrati oriundi a Sydney. Una volta arrivato il fratello non si presenta e la rivista sembra essere stata chiusa. Rimasto solo in terra straniera, senza soldi per fare alcunché, trova lavoro come muratore e da li ricomincia costruirsi una nuova vita.Curioso film tratto da un romanzo di un italiano, prodotto e realizzato dagli inglesi la cui trama cerca di raccontare gli australiani (sono loro la “strana gente” del titolo, non gli italiani) dal punto di vista di un immigrato. Curioso inoltre che alla regia ci sia Powell e come protagonista Walter Chiari. Non son, non c’ero, quindi magari l’ha fatto; ma io fossi stato in Chiari mi sarei bullato di questo film tutta la vita.
Detto ciò il film è una gradevole commediola che una certa venatura romantica che però non stanca mai e non prende mai il sopravvento. Carino e divertente il giusto si muove tra idee, comicità e trovate piuttosto vecchie (anche per l’epoca), su tutte i termini in australiano incomprensibili per un autoctono. Alcune sequenze sono ben riusciti (come la telefonata collettiva di Walter Chiari con il futuro datore di alvoro, in cui partecipano e aiutano tutti gli inservienti dell’hotel), niente giuzzi geniali, ma il film rimane godibile.
PS: nel finale si vede l’Opera House in costruzione.
PPS: l’ho visto in lingua originale, quindi non so come abbiano reso i giochi di parole in italiano…
Etichette:
1966,
Commedia,
Film,
John Meillon,
Michael Powell,
Walter Chiari
Iscriviti a:
Post (Atom)
