Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
Secondo capitolo della trilogia cominciata con Le sang d'un poète.Una rivisitazione in chiave moderna del mito di Orfeo, immesso in una città francese degli anni ’50. Orfeo diventa un poeta e da il destro a Cocteau per continuare il discorso iniziato in Le sang du poet sul ruolo dell’artista nella società, in questo caso come ponte fra i mondi… ma francamente questo è il meno. La storia è surreale nelle scene iniziali, poi si fa via via più razionale ed inerente al mito, di pari passo le invenzioni visive da rade si fanno sempre più fitte, con l’espressione massima nelle immagini dell’aldilà.
Ecco il punto del film è, come sempre in Cocteau, l’immagine. Cocteau amava gli effetti visivi (oggi diremmo effetti speciali) ed era un maestro nel realizzarli affinché stupissero, ma soprattutto, creassero un mood adatto al clima del film. Trucchi nelle prospettive, nei paesaggi che sono in realtà pavimenti inquadrati dall’alto, specchi che sono porte fatte d’acqua, il rewind nel far resuscitare le persone o nel mettere i guanti, le orchestrazioni perfette nelle scene in cui si inquadrano specchi che in realtà non esistono ecc… poche sono le idee realmente, ma in questo film vengono utilizzate in maniera maggiore che non ne La bella e la bestia e sono poste in un film con una trama, una storia, vera e propria (che mancava in Le sang du poet) che ne semplifica la fruizione e che ne giustifica l’utilizzo.
PS: quando il paesaggio fuori dall’auto viene mostrato come il negativo ella pellicola credo sia impossibile non pensare a Nosferatu.

In un paese della provincia francese (durante l’occupazione nazista, nota di costume che non viene mai mostrata nel film, ma di fatto è ambientato in contemporanea con l’epoca d’uscita), un anonimo comincia a spedire lettere in cui vengono messe a nudo le attività illecite, le piccole e grandi prevaricazioni e la vita privata più perversa (per l’epoca) di diversi personaggi illustri e gente comune della città. Tutte le lettere poi sembrano concentrarsi soprattutto nei confronti di un medico…
L’originale Uomo che sapeva troppo è molto simile al più noto
Bosnia 1992. Luka, ingegnere arrivato da Belgrado in un paesino di montagna con moglie soprano un po' nevrotica e figlio abile calciatore, vede la sua vita mutare rapidamente. Lui e' li' per costruire un tratto di linea ferroviaria ma la guerra scoppia, la moglie se ne va, il figlio viene fatto prigioniero e lui e' richiamato nell'esercito. Per di più, quando gli viene affidata una giovane prigioniera musulmana se ne innamora. (mymovies).
Rimando alla sempre quasi-affidabile
Un esperto di rapine a mano armata (
La vita di 3 amici che cercano di evitare di essere mandati in Vietnam, nel frattempo di gingillano tra i vari topoi di quegli anni, la guerra, i complotti governativi, il sesso, i film amatoriali, ecc…
C’è stato un periodo, nei favolosi anni ’80, in cui i film per ragazzi erano dei film decenti, quantomeno, e talvolta veri e propri gioielli. Solitamente quei film erano realizzati/prodotti da