(Id.)
Visto al cinema.
La storia (vera) di Jordan Belfort da giovane di belle speranze a miliardario grazie ad un mix tra finanza creativa, dipendenza da sesso e consumo di droghe d'ogni tipo.
Scorsese in grande spolvero; torna alla sua regia epilettica; movimenti di macchina rapidi, montaggio serrato, inquadrature che vanno dai dettagli agli insiemi e colori chiassosi. Il film ha un andamento altalenante, con lunghe sequenze euforiche ed energiche come le droghe che vengono usate dai protagonisti e altre con una lentezza ed una calma da hangover o da effetto depressivo sul sistema nervoso. Una regia che mostra l'euforia e la frenesia di un mondo, di un sistema, di una personalità (quella del protagonista) e di una tossicodipendenza; Scorsese non si limita a mostrare le cose le spiega con lo stile del film. Il tutto inserito nella solita perfezione fotografica.
La parabola umana del protagonista poi è un classico di Scorsese (parte dal basso raggiunge il picco ipercinetico e poi ritorna ad uno stadio finale inferiore); non c'è qui colpa e redenzione, ma un personaggio mediamente capace, senza scrupoli morali e senza una razionalità forte in preda al caso, come il protagonista de i Bravi ragazzi (anche se li era più in preda ad un sistema che non al caso). Non ci sono giudizi morali ostentati né punizioni, semplicemente c'è l'esposizione voyeristica di un mondo che si denigra da solo, per il semplice comportamento che tiene e per l'imbruttimento che rimane l'unica costante.
Da sottolineare inoltre l'ironia surreale che pervade il film. Dato l'argomento Scorsese si permette una virata verso il demenziale come non mai; una serie di persone serissime che discutono di cose folli in maniera scientifica (se la discussione su perchè Hill ha sposato sua cugina è notevole, la palma d'oro, a mio avviso, la vince la conversazione sulle questioni legali circa la gara di lancio del nano!) o intere sequenze pervase da una follia che in mano ad altri sarebbe risultata patetica o offensiva (l'accostamento fra Braccio di ferro e la cocaina!).
Infine è una prova d'attori formidabile. Se il cast è stato scelto in maniera impeccabile, il lavoro di DiCaprio ha dell'incredibile; riesce da dio in una trasformazione senza precedenti, da compassato ragazzo di provincia in giacca e cravatta a un Raoul Duke ipersessuale.
Se si considera che tutto questo è contenuto in un film di 3 ore che sembra durarne la metà; beh, applausi.
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lunedì 27 gennaio 2014
giovedì 15 dicembre 2011
Stand by me, Ricordo di un'estate - Rob Reiner (1986)
(Stand by me)
Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
C’è stato un periodo, nei favolosi anni ’80, in cui i film per ragazzi erano dei film decenti, quantomeno, e talvolta veri e propri gioielli. Solitamente quei film erano realizzati/prodotti da Spielberg/Amblin. Ecco direi che da quell’elenco l’unico che non è passato dalla mente del regista di ET è proprio questo, Stand by me.
Se, per dire, prendiamo " I Goonies" come uno dei capisaldi di quel cinema (e dico "I Goonies" per questioni puramente soggettive), direi, quantomeno, che questo film è la versione seria e sentimentale de "I Goonies".
La storia è il viaggio, di due giorni, di un gruppo di 4 amici, alla ricerca del cadavere di un ragazzo. Il viaggio rappresenterà il classico elenco di piccole avventure (decisamente credibili in questo caso) e dei propri demoni che dovranno essere affrontati.
In se niente di nuovo, ma quello che entusiasma è il modo in cui il tutto è trattato. I ragazzi sono trattati come ragazzi, non sono dei geni incompresi, ne sono dei bambini che ragionano e vivono come adulti. Si insomma l’idea di base (bella, ma non entusiasmante) vince perché è trattata con una serietà invidiabile.
Odio dirlo, il film intrattiene e commuove con stile e senza mai scadere nell’eccesso o nell’inverosimile… e poi quel finale li, semplice e pulito, è il migliore e il più atroce commento sul tempo che è passato.
PS: mi pregio di sottolineare nel cast un giovane River Phoenix e un giovanissimo Ultraman.
Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
C’è stato un periodo, nei favolosi anni ’80, in cui i film per ragazzi erano dei film decenti, quantomeno, e talvolta veri e propri gioielli. Solitamente quei film erano realizzati/prodotti da Spielberg/Amblin. Ecco direi che da quell’elenco l’unico che non è passato dalla mente del regista di ET è proprio questo, Stand by me.Se, per dire, prendiamo " I Goonies" come uno dei capisaldi di quel cinema (e dico "I Goonies" per questioni puramente soggettive), direi, quantomeno, che questo film è la versione seria e sentimentale de "I Goonies".
La storia è il viaggio, di due giorni, di un gruppo di 4 amici, alla ricerca del cadavere di un ragazzo. Il viaggio rappresenterà il classico elenco di piccole avventure (decisamente credibili in questo caso) e dei propri demoni che dovranno essere affrontati.
In se niente di nuovo, ma quello che entusiasma è il modo in cui il tutto è trattato. I ragazzi sono trattati come ragazzi, non sono dei geni incompresi, ne sono dei bambini che ragionano e vivono come adulti. Si insomma l’idea di base (bella, ma non entusiasmante) vince perché è trattata con una serietà invidiabile.
Odio dirlo, il film intrattiene e commuove con stile e senza mai scadere nell’eccesso o nell’inverosimile… e poi quel finale li, semplice e pulito, è il migliore e il più atroce commento sul tempo che è passato.
PS: mi pregio di sottolineare nel cast un giovane River Phoenix e un giovanissimo Ultraman.
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venerdì 20 novembre 2009
Harry, ti presento Sally - Rob Reiner (1989)
(When Harry met Sally...)
Visto in DVD.
Per troppo tempo ho considerato questo film come una commedia d'amore, ora invece scopro che è una commedia sull'amore e sui rapporti di coppia.
Tutto in questo film trasuda Woody Allen; i rapporti di coppia appunto, i lunghi dialoghi brillanti, la devastante ironia dei personaggi, le chiaccherate catartiche dei protagonisti con gli amici, New York, il fallimento dei rapporti umani, il citazionismo/amore per il cinema del passato (in questo caso Casablanca)... Poi alla fine c'è l'happy end che Allen non avrebbe mai messo, ma va bene così, l'hanno fatto per il grande pubblico, hanno voluto spiegare Allen anche a chi lo odia per principio, e allora ci sto, mi sta bene, anche lo apprezzo pure.
Reiner poi è splendido, non ci tiene a fare molto altro se non incastrare i personaggi in un paesaggio scarno ma armonioso, fatto di luce e di colori delicati ed eleganti (splendide soprattutto le scene al parco in autunno).
Davvero un capolavoro della commedia leggera.
Crystal è perfetto, distacato quando deve esserlo e partecipe quando serve; Meg Ryan invece non mi è sembrata granchè, graziosa e svampita al punto giusto ma usa troppe moine per sopperire all'incapacità di recitare davvero.
Visto in DVD.
Per troppo tempo ho considerato questo film come una commedia d'amore, ora invece scopro che è una commedia sull'amore e sui rapporti di coppia.
Tutto in questo film trasuda Woody Allen; i rapporti di coppia appunto, i lunghi dialoghi brillanti, la devastante ironia dei personaggi, le chiaccherate catartiche dei protagonisti con gli amici, New York, il fallimento dei rapporti umani, il citazionismo/amore per il cinema del passato (in questo caso Casablanca)... Poi alla fine c'è l'happy end che Allen non avrebbe mai messo, ma va bene così, l'hanno fatto per il grande pubblico, hanno voluto spiegare Allen anche a chi lo odia per principio, e allora ci sto, mi sta bene, anche lo apprezzo pure.
Reiner poi è splendido, non ci tiene a fare molto altro se non incastrare i personaggi in un paesaggio scarno ma armonioso, fatto di luce e di colori delicati ed eleganti (splendide soprattutto le scene al parco in autunno).
Davvero un capolavoro della commedia leggera.
Crystal è perfetto, distacato quando deve esserlo e partecipe quando serve; Meg Ryan invece non mi è sembrata granchè, graziosa e svampita al punto giusto ma usa troppe moine per sopperire all'incapacità di recitare davvero.
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