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mercoledì 23 gennaio 2019

Choyonghan kajok - Kim Ji Woon (1998)

(Id. AKA The quiet family)

Visto in Dvx in lingua originale sottotitolato in inglese.

Una famiglia coreana rileva un lodge in montagna. Gli affari latitano e loro sembrano essere perseguitati dalla sfortuna, in un modo o in un altro i primi avventori muoiono dentro le camere dell'hotel. La famiglia si vede costretta ad occultare i cadaveri, ma troppi corpi in giardino e un pò di confusione con troppi clienti una notte e la situazione degenera.

Commedia nera molto grottesca e divertente di un Kim Ji Woon agli inizi. Pur essendo la sua opera prima, il regista si muove con grazia e competenza fra virtuosismi tecnici, gestisce benissmo gli spazi interni e, nonostante la ripetitività della vicenda, tiene sempre alto il tono generale; facendo da spalla a una scrittura dei personaggi molto divertente tiene l'attenzione dello spettatore senza problemi.
L'unico vero neo è il lungo finale; dopo una serie di scene di un cinismo incredibile (ma perfettamente in linea con il resto della vicenda), con la figlia che guarda la tv mentre un doppio incendio (per giocare con le aspettative dello spettatore), il film si smorza, non finisce, si sceglie un ending da serie televisiva o da commedia d'altri tempi e bassi intenti, si sceglie di non scegliere davvero e il film sembra allora aver girato un pò a vuoto. Niente di fondamentale, ma è un peccato una conclusione del genere.

Cast eccezionale, completamente in parte, dove spiccano un Song Kang Ho e un Choi Min Sik in versione cogliona, veri motori comici del film.

PS: remake giapponese di pochi anni dopo realizzato da Miike.

lunedì 18 aprile 2016

I saw the devil - Kim Ji Woon (2010)

(Ang-ma-reul bo-at-da)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Un serial killer che uccide e sevizia alcune donne, cattura ed elimina la figlia del capo della omicidi (nonché la futura moglie, incinta, di uno dei suoi sottoposti). Inizierà ad indagare, scoprirà chi è, ma l'assassino fuggirà, inizierà quindi una caccia al'uomo che porterà a più effetti collaterali di quanti ci si possa aspettare.

Film classicheggiante nel plot, ma atipico per l'andamento del mood e per la violenza esposta.
Il film ha un incipit cupo e distaccato, da thriller classico, con una calma surreale inquietante e poi l'esplosione di violenza. Da li parte un film su un maniaco che uccide le donne e le indagini di conseguenza; ma presto parte per la tangente e si trasforma in un revenge movie classico, realizzato come una lunga, estenuante, caccia. Nel finale si affianca anche allo scontro fra menti.
Ma il tutto condito con un'occhio per l'action classico.

Al di là dell'andamento della trama imprevedibile, il vero punto di forza di questo film sono la qualità delle immagini (la macchina bloccata nella neve all'inizio è bellissima), ma soprattutto la costruzione delle scene di azione, le colluttazioni sono realizzate con un cura e una fantasia encomiabili. Bella, ma confusa, quella nella serra, impeccabile invece quella nell'ambulatorio medico. Va anche sottolineato il doppio omicidio nel taxi, una scena tecnicamente fantastica; ben rappresentativa della regia molto dinamica.

Unico neo il minutaggio male utilizzato, per il resto, un'ottima sorpresa.