Visualizzazione post con etichetta David Manners. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta David Manners. Mostra tutti i post

mercoledì 27 gennaio 2016

La donna del miracolo - Frank Capra (1931)

(The miracle woma)

Visto in  DVD, in lingua originale.

La figlia di un pastore protestante, alla morte del padre, si inalbera con quei sepolcri imbiancati dei suoi fedeli, inizia una furente invettiva che la fa notare da un furbo profittatore locale. L'uomo propone alla donna di mettere in piedi uno spettacolo religioso, dove lei potrà portare il verbo come vorrà (meglio se con alto tasso di spettacolarizzazione, come predicando da dentro una gabbia con alcuni leoni) mentre lui drenerà soldi ai fedeli in nome della donna...
Lei conoscerà un ex pilota ora cieco di cui si innamorerà, ma lo scoprire che è vincolata all'uomo che l'ha lanciata (lui la minaccerà di denunciarla dato che tutti i versamenti sono fatti a nome della donna) la costringerà a separarsi da lui.

Meno idealizzato e buonista dei soliti film di Capra, qui sembra invece voler contestare l'abitudine della religione a pagamento con un film, certamente in versione di commedia, ma senza buffonerie o scioglimenti epici (anzi, il finale è decisamente drammatico).
Certo si gingilla con il moralismo, specie nella parte iniziale (dove una potentissima Stanwyck denuncia l'ipocrisia dei fedeli, non senza luoghi comuni, ma che forza); dalla età in poi invece si rifugia in un sentimentalismo romantico che sarà l'unica forza positiva del film e che darà vita a scene passabili (personalmente il pupazzo da ventriloquo lo odio, anche se qui sarà stato usato per la prima volta), ad altre decisamente più pregnanti e significative (la sequenza in cui il cieco finge di aver riacquistato la vista è sentimentale al massimo, ma altrettanto commovente).

La regia è magnifica, con un ritmo di montaggio sostenuto che aiuta il fluire della vicenda e qualche inquadratura inconsueta (la visione perpendicolare sul terreno nella scena del tentato suicidio) e diversi movimenti di macchina da presa, per lo più carrelli (non molti, ma, specie nella prima aprte, sono molto scorsesiani).

Non è da annoverare tra i capolavori di Capra, ma è decisamente un buon film e uno dei suoi esperimenti con temi non del tutto capriani.

venerdì 5 febbraio 2010

La mummia - Karl Freund (1932)

(The mummy)

Visto in VHS, registrato dalla tv.

Questa dovrebbe essere la prima regia del titano della fotografia tedesca Karl Freund, e come accade di solito si rivela un mezzo fiasco.
Il film è quello che è, certamente all'epoca l'atmosfera egizia e gli sguardi in tralice di Karloff potevano provocare brividi lungo la schiena, ma oggigiorno non hanno più significato.
L'atmosfera è quella kitch di chi cerca di ricreare qualcosa che non ha mai visto comprando le cose più egizie che trova dal rigattiera; mentre Karloff in questo film ha certamente l'aplomb giusto per la parte, ma è il personaggio in se ad essere meschino, sempre impassibile e corrucciato anche nelle scene più emotive, oggettivamente la recitazione richiesta è molto poca e Boris non fa nulla più di quanto richiesto.
Che cosa rimane quindi? un film noiosetto che porta molto sentimentalismo in una storia oggi usurata (non è il fatto che Imhotep faccia tutto ciò per amore a colpire, quanto la scelta che farà la sua amata, piuttosto in controtendenza con l'emotività eslpicitata nel film e, seppure non risulti sorprendente, colpisce molto; cioè dai lei è un po bastarda) con qualche scelta di regia decisamente positiva (la scena in cui la mummia si risveglia è splendida, con un paio di panoramiche Freund mostra tutto senza far vedere niente).
Per quanto limitato il Dracula di Browning mi ha soddisfatto decisamente di più, inventando quantomena un clima originale (quello gotico, che ovviamente non poteva starci in questo film)... film che comunque aveva lo zampino di freund...

PS: splendido il trucco di Karloff, giustamente passato alla storia.

domenica 4 ottobre 2009

Dracula - Tod Browning (1931)

(Id.)

Visto in DVD Primo horror sovrannaturale della Universal e film di lancio di Bela Lugosi.
Sulla trama non commenterò, ovviamente, la regia è però oggettivamente brutta, o meglio, insignificante; qualche buona idea con un'ottima camera mobile viene lanciata ogni tanto, soprattutto all'inizio, ma pare che tutto il merito sia di Freund e non di Browning; si insomma la delusione è forte... però i meriti di questo film sono molti... è questo il film che più d'ogni altro codifica il genere gotico, qui compaiono le scalinate in pietra, i castelli, le ragnatele, le bare, i topi e gli scheletri, questo film farà da apripista a quello che può essere considerato l'horror cinematografico moderno, fatto d'ambienti e di ombre; e poi c'è Lugosi, semplicemtne l'uomo giusto, col vestito giusto e la parlata giusta. L'immagine classica del conte Dracula oggigiorno non è affatto quella tramandata da Stoker, ma quella creata da Lugosi, non un ottimo attore, ma semplicemnte l'uomo giusto.
Il cast in genere non è esattamente eccezionale, ma appare tutto in parte, ed il film, nonostante l'evidente età, diviene visibile anche oggigiorno e godibilissimo.