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lunedì 11 dicembre 2017

Uomini di domenica - Curt Siodmak, Robert Siodmak, Edgar G. Ulmer, Fred Zinnemann (1930)

(Menschen am Sonntag)

Visto in Dvx.

Una giornata di festa nella Berlino del 1930. Il film segue, soprattutto, una ragazza innamorata di un uomo che, però, le preferisce un'altra. Ma la storia è solo la scusa per mostrare una giornata di spensieratezza nella grande città.

Una storia impalpabile (una trama presente, ma delicatissima) di fatti normali, persone come tante e piccoli dettagli, dove i sentimenti in gioco sono fragili e banali come la gioia di una domenica mattina.

Un film incredibile sotto molti aspetti, il più scontato è il poker d'assi al lavoro in questa produzione, oltre ai registi (3 su 4 sono nomi di peso della regia USA dei due decenni successivi) alla sceneggiatura c'è pure un contributo di Billy Wilder, tutti alla loro prima esperienza (tranne Wilder alla seconda).
Questo film inoltre, è una sorta di neorealismo alla tedesca, con attori presi dalla strada e un uso della città (o del fuori città) molto debitore a "Berlino: sinfonia di una città" (più che a Vertov come ho letto in giro).

Il film però è sorprendente anche dal punto di vista tecnico.
Per essere un manipolo di parvenu la regia è grandiosa, con numerosissimi punti d'inquadratura che rendono succosa ogni sequenza e danno dinamismo e ritmo.
Onestamente trovo che questa sia una delle doti principali di un'opera prima, riuscire a non annoiare con la staticità, soprattutto in un progetto, come questo, fatto da numerosi primi e primissimi piani (densi e spesso bellissimi).
Come esempi bastino il dialogo al caffè o il riposo sul prato con l'uomo diviso fra le due donne e una delle due che si appoggia col volto sulla mano di lui.

Infine, è incredibile la capacità di questo film di trasmettere emozioni. C'è un'aria complessiva di ingenua gioia di vivere (ancora più caricabile di emotività se si considera che in un decennio tutto sarà spazzato via) che traspare da ogni scena, mentre i sentimenti dei protagonisti vengono perfettamente resi percepibili da un'espressione del viso, uno sguardo, un movimento o una posizione (l'inseguimento nel bosco o il riposo sul prato). Tutto riesce a essere espresso tramite dettagli impalpabili.

Un film incredibile di quasi assoluta perfezione.


mercoledì 20 ottobre 2010

The amazing trasparent man - Edgar G. Ulmer (1960)

(Id.)

Registrato dalla tv, in lingua originale sottotitolato.

La storia di un ladro fatto usciri di prigione da un militare folle che vuole fargli rubare delle componenti radioattive per un suo certo piano che comprende l'intero pianeta. Per rubare quanto detto lo rende trasparente grazie all'invenzione di un russo o giù di li che sta testando un certo raggio... Film nella scia dell'uomo invisibile con una povertà di mezzi che fa tenerezza, ma con molte idee (ed un'ingenuità che lo fa sembrare più vecchio di quel che è). Punta tutto sui personaggi e francamente i rapporti fra di loro sono quanto di meglio il film offra, con il loro asservirsi al militare pur odiandolo e cercando di fregarlo e quanto lui si circondi di persone sempre disposte a farlo fuori, che lui sfrutta per i propri scopi.
Per il resto il film non offre tantissimo, certi effetti speciali a basso costo che son carini da vedere, e una morale aleggiante per tutta l'esigua durata che si concretizza nel finale con lo scienziato che si rivolge direttamente agli spettatori (sig).
Non un buon film, ma un film che aveva potenzialità maggiori dei mezzi a disposizione e, per sfortuna o disimpegno, manca un po tutti gli obbiettivi. Comunque è gradevole da vedere.

martedì 19 ottobre 2010

Venere peccatrice - Edgar G. Ulmer (1946)

(The strange woman)

Registrato dalla tv, in lingua originale sottotitolato.

Una ragazza educanta ad arrangiarsi anche a spese degli altri diventa una donna bella e desiderata, riesce così a sposarsi con un anziano possidente ed a raggiungere uno status sociale alto che consolida con gesti di inaspettata generosità... ovviamente però non è felice e per potersi sposare con il suo figliastro (amato fin dall'infazia) causa la morte del marito... il nuovo amante però roso dai sensi di colpa sarà accantonato per uno dei suoi dipendenti (il mio amico di sempre George Sanders) e arriverà a suicidarsi...
Film nerissimo assolutamente ai limiti di ogni genere che molto si avvicina a "Lady Vendetta", senza però averne le medesime motivazioni. La protagonista del film è una dark lady assolutamente atipica, capace di slanci di generosità, che però spesso sono dovuti ai traumi infantili che lei ha subito e pertanto mai del tutto gratuiti. La stessa donna però passa sopra ad ogni uomo senza pensarci due volte fino ad autodistruggersi per amore (!).
Film a basso costo realizzato da dio, originale e ben condotto da un Ulmer onesto, e che permette di allargare i confini del noir oltre i soliti cliché del periodo. Una notevole sorpresa.

lunedì 18 ottobre 2010

Demaged lives - Edgar G. Ulmer (1933)

(Id.)

Regstrato dalla tv, in lingua originale sottotitolato.

Film progresso pagato dal sistema sanitario USA della durata di un'ora o forse meno. Si tratta del primo film di Ulmer (il signore della serie B prima che Dio inventasse Corman) che ci sia rimasto e sinceramente un po dispiace.
Il film è brutto; noioso e inutile come tutti i film di propaganda sanitaria; e come tutti pure involontariamente ridicolo. L'unico motivo per cui varrebbe la pena guardarlo è il colpo di scena a metà film...
Un ragazzotto che deve sposarsi una sera si fa un'altra tipa e dopo mezzora di film (e a matrimonio avvenuto) la donna con cui ha avuto l'avventura lo fa chiamare perchè deve dirgli una cosa importante (SPOILER), e mentre io mi dicevo, "dai vecchia, diglielo che sei incinta e facciamola finita", Ulmer (o il SSN USA) mi stupisce facendole dire che ha la sifilide, e che lei l'ha trasmessa a lui e lui a sua moglie!!! Si questo è un film sulla sifilide. Uno dei migliori colpi di scena della storia del cinema... Poi per il resto il film è inutile.

martedì 9 marzo 2010

Detour - Edgar George Ulmer (1945)

(Id.)

Visto in DVD.

Un autostoppista viene raccolto da un uomo piuttosto magnanimo nel dispensare soldi e informazioni su di se, ma piuttosto cagionevole di salute. Morirà infatti durante il viaggio, ma per un colpo di sfiga l'autostoppista potrebbe essere considerato colpevole di quella morte. Costretto dalle circonstanze ne ruba l'identità e continua il viaggio. Stupidamente darà un passaggio ad una donna, che presto darà vita ad uno dei personaggi più irritanti della storia del cinema, e l'autostoppista si troverà in una situzione peggiore della precedente. Il destino però non ha ancora finito di prenderlo per il culo.
Film noir anni '40, parecchio cinico e senza speranza che si appoggia ad un'idea semplicemente splendida. Peccato però che la sceneggiatura latiti. Il soggetto è buono, ma troppo esile per tirarci fuori un intero film; e infatti la durata è di un'oretta o poco più, con la storia tutta raccontata dal protagonista, in flashback, con dovizia di verbosità messe tanto per tirare qualche minuto in più. Un peccato; in un telefilm non avrebbe sfigurato, magari in "Ai confini della realtà".