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mercoledì 31 gennaio 2018

Schiava del male - Jacques Tourneur (1944)

(Experiment perilous)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Uno psichiatra rimane invischiato in un ambiguo dramma famigliare; mentre studia la follia della moglie ne rimane innamorato e presto, comincerà a dubitare su chi sia il folle, a meno che lui stesso non stia scivolando verso la pazzia.

Adattamento dell'ennesimo romanzo thrilling, costruito sulla falsariga dell'eterno "Rebecca"; uscito lo stesso anno di "Angoscia" (con cui condivide l'ambientazione storica), rimane a tutti gli effetti un film di serie B che sfrutta la scia di altri più quotati.
Alla regia l'ottimo (di solito) Tourneur fa di tutto con i soliti elementi; un'ambientazione quasi solo notturna, giochi di ombre e luce e una messa in scena della casa di famiglia barocca, misteriosa e soffocante come la psicologia dei suoi abitanti.
Al di là di questi tentativi ben congegnati, però, la tensione latita. Il film è costruito con fiacchi flashback che non danno ritmo alla vicenda; le ambiguità che la storia offre vengono rapidamente eliminate mostrando fin da subito il colpevole e, in aggiunta, la statica recitazione di Brent e Lukas (la Lamarr si salva con una recitazione sottomessa e sussurrata come il suo personaggio) che tende solo a rallentare un treno già fermo.

In definitiva un versione fiacca di un genere di moda trattata con stile da un Tourneur troppo sfiancato.

mercoledì 30 novembre 2016

Estasi - Gustav Machatý (1933)

(Ekstase)

Visto in Dvx, in lingua originale.

Una ragazza è sposata con un uomo più anziano di lei... e impotente. Fugge dal matrimonio sfortunato e ripara dal padre. Lì conosce un ingegnere (oddio... non so se è un ingegnere, ma la professione conta poco) di cui s'innamora e con cui ha una soddisfacente relazione. Il marito torna per riprenderla e li scopre con tutte le conseguenze del caso.

Di fatto un film muto. Ci sono alcuni dialoghi, ma di fatto il film si sviluppa senza bisogno di parole, ma con le immagini.

Questo film è qualcosa di grandioso, una regia pazzesca che non lesina dettagli nella costruzione delle scene; movimenti di macchina da presa incredibilmente moderni per quasi tutta la durata; inquadrature costruite su più piani; uso della luce in senso emotivo; soggettive; inquadrature con punti di vista costantemente diversi e un montaggio efficace nel legarle e molti dettagli; ma c'è anche una sequenza di avvicinamento alla finestra illuminata resa con una serie di inquadrature fisse in sequenza.
Da manuale del cinema alcune sequenze. L'incipit con l'impotenza sessuale mostrata con evidenti metafore e la frustrazione di lei palpabile dovuta ai continui contrattempi è fantastica; la sequenza del primo incontro notturno fra i due amanti o quella della morte sono entrambe un capolavoro. Uh, per non citare la sequenza finale in cui il montaggio serrato dà un ritmo incredibile e ci sono le inquadrature letteralmente attaccate agli oggetti. Vabbé direi di fermarmi qui perché rischio di citare l'intero film.

Ma questo è anche il film con la Lamarr nuda (anche se la Lamarr sostiene di essere stata ingannata; doveva essere ripresa con un campo lungo, ma il regista utilizzò un teleobiettivo e lei lo venne a sapere alla prima del film), il primo nudo integrale in un film non porno amatoriale; è il film del primo orgasmo (la cui espressione, sempre la Lamarr sostiene, sia stata ottenuta pungendola con uno spillone). Ma molto più di questi due eventi, questo è un film erotico per come gronda sesso in ogni sequenza; le allegorie sono continue, il desiderio della Lamarr è palese da metà film in poi. Ed è il film che rende iconografica la natura come mezzo per significare/scatenare il desiderio, dai fiori in primo piano alla Malick, agli insetti (che sono i veri specchi dei personaggi interpretando la libertà tarpata, l'imprigionamento del dolore, il sesso appunto e la decisione irrevocabile del finale), nonché i cavalli che sono tra le metafore più sfacciate del film.

martedì 19 ottobre 2010

Venere peccatrice - Edgar G. Ulmer (1946)

(The strange woman)

Registrato dalla tv, in lingua originale sottotitolato.

Una ragazza educanta ad arrangiarsi anche a spese degli altri diventa una donna bella e desiderata, riesce così a sposarsi con un anziano possidente ed a raggiungere uno status sociale alto che consolida con gesti di inaspettata generosità... ovviamente però non è felice e per potersi sposare con il suo figliastro (amato fin dall'infazia) causa la morte del marito... il nuovo amante però roso dai sensi di colpa sarà accantonato per uno dei suoi dipendenti (il mio amico di sempre George Sanders) e arriverà a suicidarsi...
Film nerissimo assolutamente ai limiti di ogni genere che molto si avvicina a "Lady Vendetta", senza però averne le medesime motivazioni. La protagonista del film è una dark lady assolutamente atipica, capace di slanci di generosità, che però spesso sono dovuti ai traumi infantili che lei ha subito e pertanto mai del tutto gratuiti. La stessa donna però passa sopra ad ogni uomo senza pensarci due volte fino ad autodistruggersi per amore (!).
Film a basso costo realizzato da dio, originale e ben condotto da un Ulmer onesto, e che permette di allargare i confini del noir oltre i soliti cliché del periodo. Una notevole sorpresa.