mercoledì 4 maggio 2016
Changeling - Peter Medak (1980)
Visto in Dvx.
Appena trasferitosi in una casa sperduta e inquietante nella sperduta e inquietante città di Seattle, George C. Scott viene insidiato da oscure presenza, musiche fanciullesche, sedute spiritiche e stanze nascoste non faranno altro che infittire il mistero,; vuoi vedere che l'anziano politico è coinvolto? (i politici sono sempre coinvolti).
Film horror d'atmosfera ben realizzato... e basta. La casa è realmente ben costruita, la storia (troppo arzigogolata per la verità) sembra precorrere i tempi anticipando "The ring" e, perché no, pure un poco "The grudge". Il campionario horrorifico è piuttosto usuale e sembra prendere il gioco dei suoni da "Gli invasati", seppur con meno capacità a cui viene aggiunta la seduta spiritica e una venatura di giallo su un vecchio caso di omicidio da riaprire.
Non inventa nulla, non dice nulla di nuovo, cerca di mettere il già visto (ma forse per l'epoca ancora non era un immaginario usurato) in un contesto di perfezione formale. Niente da eccepire, ma quello che manca è l'inquietudine e più ancora il ritmo.
Che un film horror non inquieti è piuttosto grave, ma che annoi a morte, lo è decisamente di più. i begli interni della casa o uno Scott piuttosto convinto della parte non possono nulla contro la stasi.
Unico guizzo di ritmo, idee e realizzazione è il fiammeggiante finale. Ma pochi minuti riusciti non salvano ore di nulla.
PS: l'anziano politico è interpretato da un anzianissimo Melvyn Douglas.
sabato 1 gennaio 2011
Anatomia di un omicidio - Otto Preminger (1959)
Visto in DVD.
Un omicidio, causato dalla voglia di vendetta di un marito cui hanno violentato la moglie è il motivo per questo lungo legal movie. Qui però, come già in “Tempesta su Washington” l’istituzione non è vista dal punto di vista idilliaco ufficiale, ma è presentata come un sistema sostenuto da rigide formalità di facciata che devono essere aggirate e prese in giro per poter avere la meglio; il processo si sviluppa come un duello di lingue molto simile ad un battibecco infantile.
L’occhio clinico e spietato di Preminger anatomizza in primo luogo il sistema giudiziario ed in secondo luogo le personalità dei personaggi principali, il tutto senza mai un giudizio, l’intera vicenda rimane in un’assoluta ambiguità e sta allo spettatore decidere a chi credere (una scelta che dimostra una precisa filosofia di vita, ma anche un assoluto rispetto negli spettatori del film). Ancora una volta il regista sfida la censura trattando di un tema adulto (la violenza sessuale) senza giri di parole, in maniera diretta e reiterata, e pure con un poco di sarcasmo (la scena in cui vengono nominate per la prima volte le mutandine durante il processo ad esempio).
Qui le gesta della macchina da presa sono meno enfatizzata che ne “L’uomo dal braccio d’oro”, ma le capacità di regia di Preminger sono indubbie nella gestione di un film di avvocati di 2 ore e mezza senza neppure un momento di stanca.
Anche in questo caso bellissime le musiche, adatte al mood del film, firmate da Duke Ellington (che compare in una comparsata, suonando il piano assieme a James Stewart).
PS: Preminger deve avere un feticismo tutto particolare nel far bere alcoolici ai cani…
martedì 27 ottobre 2009
Lo spaccone - Robert Rossen (1961)
Visto in DVD.
Una parabola sul gioco, e sulla voglia di arrivare, sulla fame di fama con un grande Paul Newman. Per quanto mi riguada il film è tutto qui.Rossen non spicca per inventiva, ma non gli si può recriminare molto, fa il suo lavoro e lo fa bene. La fotografia è adattissima, mette in scena le ombre prima che le luci di ogni stanza inquadrata... ma il film per quanto mi riguarda sfugge. La sceneggiature vuol dire tutto, vuol fare tutto, ma si dilunga, languisce, si bea del suo essere così disperata e così intelligente e se il film non risulta freddo è solo grazie alla bravura degli interpreti.
Un film con ottimi spunti, ma noioso che tende solo a ripetere se stesso per due ore, in continuazione.
