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lunedì 10 agosto 2015

Non rubare... se non è strettamente necessario - Ted Kotcheff (1977)

(Fun with Dick and Jane)

Visto in Dvx.

Un ingegnere che lavora per la NASA perde il lavoro; lui e la moglie (borghesi che ci tengono a vivere a un certo livello e a non mostrare il cambio di status) decidono di provare a trovare entrambi un nuovo lavoro. Dopo qualche tentativo infruttuoso si rendono conto che a rubare i soldi si fanno più facilmente; però bisogna esserne portati.

Non un film schiettamente comico, ma una commedia allegra con un livello sempre mantenuto.
I due protagonisti sono assolutamente in parte, si mettono in gioco e tengono botta con credibilità fino alla fine.

A parte questo quello che ho notato è che è un film avanti sui tempi. In primo luogo vi sono, per la prima volta sullo schermo, delle calze con le dita; c'è la battuta dell'eschimese che fa la pipì molto prima che ne "Il cliente"; la moglie fa la pipì di fronte al marito molto prima di "Eyes wide shut"; viene citato "2001: odissea nello spazio" durante la festa della compagnia aerospaziale molto prima di Tarantino.

Alla regia c'è un insospettabile Kotcheff che guida senza troppa enfasi (ma neanche troppa infamia) regalando qualche buon momento tutto suo (come la buona costruzione della scena dei soldi buttati per strada).

Infine, per chi come me l'ha conosciuta solo avanti con gli anni, si può notare che Jane Fonda è splendida e riesce a essere pure simpatica nello stesso momento.

PS: da questo film il remake con Jim Carrey e Tea Leoni.

sabato 5 febbraio 2011

Chi ha paura di Virginia Woolf? - Mike Nichols (1966)

(Who's afraid of Virginia Woolf?)

Visto in VHS.

Un professore universitario (Burton) sposato con la figlia del magnifico rettore (Taylor) sono una coppia cinica e disillusa in uno dei più intricati rapporti d’amore (poco) e odio (tanto) della storia del cinema; tutto sarebbe risolvibile nelle normali scaramucce domestiche, ma purtroppo due giovani appena trasferitisi vanno a trovarli. Inizia un devastante gioco al massacro reciproco, ampiamente condito di alcool (mai visto versare tanti bicchieri in un solo film!) che non risparmierà nessuno, anche perché a conti fatti nessuno è innocente e senza macchia.
Cinica e velenosissima opera prima di Nichols che si impegna con virtuosismi invisibili, inquadrature particolari, piccoli aggiustamenti di macchina, e alcuni dei suoi amati zoom, sempre al posto giusto (c’è una scena, quella nel dancing notturno, che mi ha ricordato violentemente lo stile di Corman). Non riesce a eliminare l’impianto teatrale del testo, ma almeno lo rende sopportabile quasi completamente.
Gli interpreti, inutile dirlo, sono eccellenti, misurati quando devono, eccessivi quando devono, perfetti con i loro ghigni disillusi e cattivi. L’intero film potrebbe essere riassunto con la prima inquadratura delle facce di Burton e della Taylor dopo i titoli di testa, entrambi sfatti, ma distrutto e affaticato lui, stizzita e rancorosa lei. Magnifici.
Però, ovviamente, il punto di forza di questo film è la sceneggiatura. Diciamolo subito, non è credibile, perché chiunque dopo due minuti in quella casa se ne sarebbe andato (e poi ci sono forse un paio di cadute di stile); ma i dialoghi sono perfetti, aggressivi anche quando vengono usati dei monosillabi, violenti anche nelle risate; giusto i monologhi sono un attimino verbosi, ma il ritmo non viene mai perso e il massacro procede con precisione chirurgica. Stupenda poi la costruzione di un mondo con un rapporto fra finzione e realtà assolutamente equilibrato in cui la credibilità dell’una è pari a quella dell’altra; una gabbia in cui i due vecchi leoni vogliono ostinatamente essere intrappolati, accettando le menzogne, anche evidenti, alla stregua di verità assodate.
Grande film; titanica opera prima.