(Tystnaden)
Visto in DVD, in lingua originale sottotitolato in inglese.
Due sorelle sono i viaggio in un paese straniero dove parlano una lingua a loro sconosciuta; con loro il figlio di una delle due. Il film segue la permanenza del terzetto in un grande hotel, con la malattia di una delle donne, le avvenuture sessuali dell'altra e l'incuriosito peregrinare del ragazzino per l'enorme hotel.
Terzo capitolo della "Trilogia del silenzio di Dio" dopo l'angoscioso "Come in uno specchio" e il gelido "Luci d'inverno".
Come si può intuire dal titolo, un film silenzioso, parlato per lo più in una lingua incomprensibile, dalla trama praticamente inesistente che gira intorno al concetto di incomunicabilità, con l'uso continuo dell'allegoria dal significato sempre criptico (si, ok, l'assenza di Dio, ma nel dettaglio è difficilmente scandagliabile). Quello che ne risulta è un film che è cinema puro (come è stato spesso accusato di essere "Psycho"), una regia essenziale e perfetta (con diversi movimenti di macchina, ma soprattutto con giochi fatti sui piani dell'inquadratura), una fotografia estremamente nitida, un'architettura del film che fa spavento; e credo che sia proprio per questo "cinema puro" che il film riesce a costruire perfettamente il mood, trasmettendo il messaggio di fondo (il silenzio di Dio) in maniera anche più efficace che nei due capitoli precedenti (anche se "Luci d'inverno" era già molto efficace).
Silenzioso e algido, imperscrutabile quando diventa ciarliero, non è un film facile, ma è un film bellissimo.
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venerdì 14 aprile 2017
martedì 22 novembre 2011
La fontana della vergine - Ingmar Bergman (1960)
(Jungfrukällan)
Visto in DVD.
L’unica figlia di una coppia di possidenti della Svezia medievale viene violentata e uccisa mentre se ne va a portare dei ceri alla Madonna. I tre vagabondi responsabili del delitto cercano rifugio proprio nella casa dei genitori della ragazza e provano a vendere alla madre i vestiti rubati dal cadavere della figlia. La vendetta sarà terribile.
Che film enorme. La trama è di una semplicità e una banalità impressionanti, ma tutto quello che ci gira intorno lo rende titanico.
Bergman ci imbastisce una storia densa di significati metafisici, ragiona sulla ragione e sui sentimenti, ma soprattutto (come sempre nei suoi film) su Dio, anzi in questo caso sugli dei. Il rapporto principale in questo film è quello fra il paganesimo della cameriera e l’insistente religiosità cristiana della famiglia. Entrambe verranno messe alla prova, entrambi gli dei risponderanno alle chiamate, ognuno a modo suo.
Inoltre la fotografia del film è quella perfetta di Nykvist quando gioca con il bianco e nero e la regia si mette a posizionare la macchina da presa in posizioni sopraelevate e in primissimi piani come poche volte aveva fatto in precedenza. Le scene sono costruite con un’estetica maggiore rispetto agli altri film di Bergman… inoltre questo è l’ultimo film del regista svedese in cui Dio risponderà alla chiamata di Max von Sydow.
Visto in DVD.
L’unica figlia di una coppia di possidenti della Svezia medievale viene violentata e uccisa mentre se ne va a portare dei ceri alla Madonna. I tre vagabondi responsabili del delitto cercano rifugio proprio nella casa dei genitori della ragazza e provano a vendere alla madre i vestiti rubati dal cadavere della figlia. La vendetta sarà terribile.Che film enorme. La trama è di una semplicità e una banalità impressionanti, ma tutto quello che ci gira intorno lo rende titanico.
Bergman ci imbastisce una storia densa di significati metafisici, ragiona sulla ragione e sui sentimenti, ma soprattutto (come sempre nei suoi film) su Dio, anzi in questo caso sugli dei. Il rapporto principale in questo film è quello fra il paganesimo della cameriera e l’insistente religiosità cristiana della famiglia. Entrambe verranno messe alla prova, entrambi gli dei risponderanno alle chiamate, ognuno a modo suo.
Inoltre la fotografia del film è quella perfetta di Nykvist quando gioca con il bianco e nero e la regia si mette a posizionare la macchina da presa in posizioni sopraelevate e in primissimi piani come poche volte aveva fatto in precedenza. Le scene sono costruite con un’estetica maggiore rispetto agli altri film di Bergman… inoltre questo è l’ultimo film del regista svedese in cui Dio risponderà alla chiamata di Max von Sydow.
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