(Id. AKA Carved, o The slit-mouthed woman)
Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
Una donna dalla bocca lacerata comincia a seminare il panico in una città del Giappone rapendo bambini sempre alla solita ora... Saranno una magrissima maestra e i suo attonito collega a mettersi a indagare.
Horror giapponese classico che vuol fare paure non nascondendo, ma mostrando la fonte della paura stessa. Purtroppo per riuscire a fare una buona pizza non basta essere italiano, sennò io starei facendo i soldi nella ristorazione; allo stesso mod per fare questo genere di horror particolarmente complicato non basta essere giapponesi, bisogna essere in grado di creare suspense.
Ovviamente il povero Shiraishi dimostra di avere più chance come pizzaiolo.
Tratto da una leggenda popolare (in cui si può battere la donna lanciandole contro della frutta.. immagino angurie).
Horror noiosissimo, con un mostro che sarebbe quasi credibile la primissima volta che lo vedi, ma poi si svacca diventando una figura immobile che riesce a rapire bambini e uccidere persone solo perché i suoi antagonisti rimangono immobili dallo shock. Carina l'idea di non poterlo eliminare perché si impossessa di donne con la tosse e una volta uccise muore solo il corpo ospite... però neppure questo fa abbastanza paura da solo... ci vogliono delle doti.
Se a questo si aggiunge una coppia d protagonisti risibile, un twist plot finale che sarbebe ragguardevole se non fosse condito con l'idiozia di un attore cane che pensa di trasmetter eil dolore rimanendo impassibile.
Perdibilissimo... nonostante il successo di pubblico in patria che ha portato ad almeno due seguiti.
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mercoledì 18 febbraio 2015
giovedì 14 ottobre 2010
Pulse - Kiyoshi Kurosawa (2001)
(Kairo)
Visto in DVD
A vedere questo film credo che più che i fantasmi, ad uccidere i giapponesi, sia la noia.
Il mondo dei fantasmi è pieno sbombo, quindi quelli in più se ne vengono a zonzo da noi, ma visto che son avidi vogliono sloggiarci dalle nostre belle casette, e come fare? Se c’ammazzano diventiamo fantasmi! Quindi furbescamente ci intrappolano nella solitudine eterna (!), che a livello visuale è una macchia sul muro nel punto in cui ci si suicida (mi ricorda un poco X-Files)… questo almeno è quanto mi pare d’aver capito, visto che ho avuti diversi momenti di crisi interiore in cui il mio ipotalamo mi gridava “DORMI COGLIONE”.
Ora io capisco tante cose. Capisco che la paura sia un fatto culturale e ciò che spaventa i giappo non spaventa noi (robe tipo; gente che si muove taaanto lentamente, gente che si toglie taaaanto lentamente un cappuccio, gente che fa sempre lo stesso movimento….); capisco che i fantasmi da noi son fuori moda mentre da loro son sempre sulla cresta dell’onda; capisco il tema della solitudine e dell’alienzione sempre al centro di una disturbata mente giapponese… però eravamo in 4 a vedere sto film, 2 si sono addormentati senza pudore entro la prima mezzora mentre gli altri 2 hanno combattuto un’eroica lotta contro Morfeo di cui non potremmo mai essere sicuri d’esserne usciti completamente vincitori…. Qualcosa vorrà pur dire…
Apprezzabile comunque che cerchi da rappresentare internet come strumento del demonio, inserendosi in un contesto in cui le connessione erano segnalate dall’inquietante suono del modem che si connette… con questi trucchetti da paleontologia della rete ha toccato il mio cuore su alcuni ricordi delle mie prime, selvagge, connessioni… ah, internet quando ancora era un mistero insondabile e potenzialmente pericoloso…
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