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lunedì 18 marzo 2013

Bad teacher, Una cattiva maestra - Jake Kasdan (2011)

(Id.)

Visto in DVD.

Un’insegnante delle medie ha un unico interesse nella vita; e non sono gli studenti. È determinata a sposare un uomo ricco. Dopo essere stata lasciata dal suo fidanzato mette gli occhi su un nuovo insegnante, buonista e reazionario che è però insidiato anche da un’altra insegnante, pazza e buonista. Inizierà una sfida intensa.

Un film che di fatto è una commedia romantica, ma politicamente scorretta. L’ambientazione alle medie offre molti spunti sul sesso, le droghe, i rapporti fra i due sessi, l’apparenza e la sostanza delle cose; e tutti questi spunti vengono toccati (chi più chi meno) con una poetica del “basta che funzioni”, niente buonismi consolatori dove se ti impegni riesci davvero o dove quello che conta è ciò che hai dentro; no, quello che vuoi devi ottenerlo lottando e puoi sempre fallire quindi non ti rimane che sperare che il tutto passi presto; mentre quello che conta non è essere in pace con se stessi, ma riuscire ad avere ciò che vuoi. Tutto questo, ovviamente si presta ad esagerazioni e gag comiche per lo più riuscite che, oggigiorno, solo un Apatow sarebbe stato disposto a fare.

Inoltre il finale è effettivamente un happy ending hollywoodiano, ma, tutto sommato, perfettamente in linea con il resto del film; non si vince facendo i buoni, ma adattandosi alle situazioni e strappandone il meglio; non c’è buonismo ne consolazione, ma la stessa filosofia del resto del film, che dimostra di poter raggiungere la felicità anche rimanendo al di fuori del convenzionale.
In una parola, dopo "Walk hard", Kasdan si conferma un maestro della comicità 2.0.

Brava Cameron Diaz, non pensavo, ma brava davvero. Un encomio pure a Timberlake che si presta ad una parte francamente imbarazzante (quella del sesso con i jeans è una sequenza ai limiti dell’accettazione).  

martedì 27 luglio 2010

Walk hard, la storia di Dewey Cox - Jake Kasdan (2007)

(Walk hard: the Dewey Cox story)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Un'epifania.
Quando ho cominciato a guardarlo non avevo bene in mente che cosa dovessi aspettarmi... un'epifania.
In primo luogo questo è un film comico prodotto da Apatow, quindi estremo, volgare, irriverente, tanto per spiegarci, solo con Apatow (e Baron Cohen al massimo) si può trovare un nudo maschile integrale in un film americano, e solo in Apatow uno come quello che c'è in questo film.
Poi questo è un falso biopic (e già qui c'è da fare i complimenti) su un cantante, famoso negli anni '50, perso con le droghe nei '60 e riciclato in tv nei '70. L'ascesa, la caduta e la morte di una stella (il tutto ricalcando il di poco precedente "Walk the line"). Con questa scusa il film si permette di prendere tutti per il culo, dal re, a Bob Dylan fino agli anni '70, poi con il ritiro dalle scene purtroppo non viene più mostrata l'evoluzione della musica negli anni '80 e '90... un vero peccato.
Il film viene diretto con stile inerente all'epoca, con tocchi autoriali quando ciò viene richiesto, dileggiando tutti gli stilemi del biopic o del film di musica, con una fotografia sempre curatissima... si insomma realizzato da dio.
Mai la comicità di grana grossa di Apatow era mai stata messa in una veste così ben realizzata e con un respiro così ampio.
Reilly mattatore assoluto, compone la sua cappella Sistina.
Sul serio, non vedo importanti difetti in questo film.

C'è bisongo di altro? e allora Eddie Vedder che fa se stesso, Jack White che intrpreta Elvis, Jack Black nei panni di Paul McCartney e, forse, Jason Schwartzman come Ringo Starr? questi bastano?!