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mercoledì 5 settembre 2018

Tragedia a Santa Monica - André De Toth (1948)

(Pitfall)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Un dipendente di un azienda di assicurazioni ingaggia un detective privato per scoprire dove sono i soldi rubati da un carcerato, li scoprono nella casa della donna del detenuto. Il detective però si innamora della donna (non corrisposto), mentre l'assicuratore (ok, non è un assicuratore) se ne innamora ricambiato. Il detective comincerà un stalkeraggio di entrambi e un'accurata distruzione delle loro vite.

Noir originale (e molto sussurrato) per la trama comprensiva di una femme fatale involontaria e vittima innocente lei per prima, ma anche per come i protagonisti siano eroi in senso positivo, ma che si macchiano di un peccato (alla fine vengono puniti in quanto complici di un doppio tradimento che viene "espiato" del tutto dopo il perdono della moglie del protagonista). Interessante la figura psicotica di Burr e di come si muova con grazia e sulla distanza distruggendo tutto ciò che incontra (peccato per un eccesso di straniamento nella recitazione).
L'effetto finale però è deludente. Non tanto per il finale tanto consolatorio e tanto rapido da essere stato, sicuramente, la gioia di Hays, ma per la totale assenza di ritmo che affossa il film fin dalla seconda scena, che si dilunga troppo nel sentimentalismo per tentare il colpo al cuore, ma che ottiene solo un deragliare dell'attenzione dello spettatore.
Peccato, perché da un film di serie B ci si poteva aspettare più coraggio e con le premesse che c'erano l'effetto finale poteva essere potente.

sabato 7 maggio 2011

Orizzonte perduto - Frank Capra (1937)

(Lost horizon)

Visto in DVD.

Questo è il primo film su Shangri-la che vedo, non pensavo esistessero davvero… già perché questo film parla proprio di Shangri-la, una comunità paradisiaca e gandhiana che vive nascosta da qualche parte nell’Himalaya a fare la bella vita in attesa che il mondo si distrugga da solo per poterlo poi rifondare. Poi rapisce un po di gente, dapprima incattiviti col mondo, ma che poi si integrano, tranne qualcuno che proprio non ci sta, tenta la fuga…ecc…

Non è proprio originalissimo, eppure questa paradisiaca commedia di Capra è proprio come tutte le commedie di Capra, stucchevole nell’idea originale, ma trattata nel modo giusto riuscendo a renderlo godibile e non troppo ridicolo (il vecchio monaco fondatore è atroce lo ammetto). Detto in altre parole? Se qualunque altro regista l’avesse preso in mano, questo film sarebbe inguardabile ed invece non stanca. Per dirla tutta il film fece storcere il naso all’epoca per quel retrogusto amaro (l’attesa della fine del mondo civilizzato per poi ricrearlo in meglio) atipico nelle commedie ricche di sentimenti positivi del regista americano. Dovendo scegliere però meglio guardare altre opere di Capra.

Il film è stato ampiamente rimaneggiato nei decenni successivi alla sua uscita e solo un’imponente opera di restauro lo ha, oggigiorno, restituito alla sua integrità… anche se in realtà un totale di 7 minuti non è stato ritrovato, se non nel formato audio, e pertanto è stato reintegrato in quest’ultima versione, con foto di scena e fotogrammi fissi.

PS: è evidentissimo che Colman è stato scelto come fac-simile di Clark Gable.