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venerdì 17 aprile 2015

L'orribile verità - Leo McCarey (1937)

(The awful truth)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Una coppia sposata sospetta un tradimento, o meglio, ognuno sospetta l'altro di averlo tradito. Litigano e divorziano; entrambi cercheranno di rifarsi una vita. Lei conoscerà un uomo che però l'ex marito gli farà lasciare, sarà poi lui a conoscere una donna che sarà lasciata a causa dell'intervento dell'ex moglie. Ovvio che i due siano ancora innamorati.

Commediola dei sessi molto romantica e molto schematica. Si muove su un canovaccio ovvio fin dall'inizio che non devia di una virgola dal prevedibile. Cerca di utilizzare l'ironia per tenere viva l'attenzione però, pur avendo qualche bella battuta, non riesce minimamente a mettersi ad un livello simile a quello delle screwball comedy del periodo (a cui sembra voler fare l'occhiolino molto spesso).

Se la scelta degli attori è una buona notizia (c'è un Cary Grant che finalmente non mi irrita) e se alcune sequenze sono ben congegnate (il lungo finale con le camere comunicanti tutto sommato ha un pò di idee messe bene), tuttavia il film non mi convince affatto, banale come film romantico, piatto come commedia, McCarey (che non brilla mai per originalità) si limita a fare presenza.
So che da molti è considerato un pezzo fondamentale del cinema del periodo; personalmente mi sono fermato dopo i primi venti minuti e l'ho recuperato solo dopo alcuni mesi.

lunedì 12 gennaio 2015

Cupo tramonto - Leo McCarey (1937)

(Make way fot tomorrow)

Visto in Dvx.

Una coppia di anziani invita i 4 figli (in realtà sono 5, ma una non verrà causa la distanza, vive in California) per porgli un problema; hanno perso la causa per l'impossibilità di pagare il mutuo, hanno avuto 6 mesi di tempo, ma per non doverlo ammettere pubblicamente hanno aspettato fino agli ultimi giorni; ora c'è da decidere il da farsi. L'unica soluzione che riescono a escogitare i figli è dividere i genitori e farli vivere a casa di due di loro, mentre la terza (sposata con un riccastro) si preoccuperà di far posto a entrambi nella sua grande casa di li a tre mesi. malvolentieri i coniugi decidono di separarsi.
La convivenza forzata nelle due case porterà presto a motivi di attrito, ma mentre il padre non riuscirà ad adattarsi dentro casa e cercherà fuori la soluzione ai problemi (si cercherà un lavoro e intreccerà un'amicizia con uno scorbuto negoziante); la madre subirà senza opporsi, accettando di buon grado anche le soluzioni per lei più angoscianti.
Alla fine dei tre mesi di convivenza però la soluzione dei problemi sembra ancora lontana e si sceglie una soluzione più drastica.

Film sulla vecchiaia, che oggi sarebbe quasi di moda (anche se il piglio pessimista non sarebbe accettato), ma che all'epoca era una novità assoluta. La trama è ovvia, ma correttamente ovvia, sono i singoli episodi, i motivi degli attriti, le reazioni dei personaggi che, in diverse occasioni, mostrano più stupidità che altro (figlie di una scrittura superficiale o, come nella sequenza della visita del dottore, macchiettistica). La prima parte soffre molto di questi difetti; nella seconda invece il tono cambia, dalla farsa malinconica si passa al sentimentalismo puro e al melodramma. L'incontro tra i due coniugi dopo mesi di separazione è qualcosa di semplicissimo, di tenero e accomodante come neanche la Disney avrebbe potuto fare meglio, ma funziona perfettamente e, nell'ottica del finale, acquisisce un sapore amaro incredibile. La scena finale potrebbe essere la scena madre di ogni melodramma se i melodrammi avessero la decenza di mostrare i sentimenti in modo contenuto e personale.

PS: titolo originale amaramente ironico, titolo italiano angosciante.