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venerdì 19 luglio 2019

Arma letale - Richard Donner (1987)

(Lethal weapon)

Visto in aereo.

Per quelle due persone che non la conoscono, ecco qui la sinossi del film.

Alla sua prima sceneggiatura, Shane Black, mette insieme un teatrino di personaggi e situazioni che diverranno una cifra stilistica personale prima ancora che un genere a sé. Rimestando nel noir (qui solo parziale), nella spy story e con alle spalle un dramma solido, Black imbastisce una storia che sembra solo un pretesto per far muovere con disinvoltura i suoi personaggi. Perché Black, prima che scrittore di storie scrive di persone, crea caratteri diversi, ma il più possibile sfaccettati o dettagliati (di solito uno è profondamente descritto, mentre l'altro è solo una spalla), in antitesi fra loro, li unisce per motivi bizzarri e li fa muovere insieme con una scorta infinita di ironia, creando, di fatto, il buddy movie moderno, quello che oggi è uno stilema classico.

Questo "Arma letale" ha i pregi e i difetti di essere il primo. Fa da apripista con una serie di invenzioni enormi, usate per la prima volta e, dunque, maggiormente efficaci, si porta dietro una dose costante di tragedia che nelle opere successive andrà sempre più scemando (e di conseguenza la parte da commedia ne risulta diminuita) riuscendo nel miracoloso intento di lasciare che i due generi così in antitesi si fomentino a vicenda anziché spegnersi.
Lo svantaggio è che ci si trova davanti a un film più grezzo, meno dettagliato e pulito, con un onesto lavoratore dietro la macchina da presa, Donner, che porta a casa il suo senza eccessive invenzioni.

Dal lato del cast si può apprezzare un Gibson totalmente in parte affiancato da un Glover efficace senza mai mangiarsi la scena, alle loro spalle una galleria di caratteristi invidiabili e divenuti a loro volta archetipi.


venerdì 25 marzo 2016

I Goonies - Richard Donner (1985)

(The Goonies)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

La storia credo che sia nota. Un gruppo di regazzini a cui stanno per demolire le case per farci un campo da golf per i ricconi trovano la mappa del tesoro di un pirata locale, immantinente si emttono a cercarlo, superando continui trabocchetti e venendo braccati da un gruppo di delinquenti locali.

Nel pieno dell'epoca d'oro della Amblin i film per regazzini con regazzini ormai erano un genere a sé che cercava solo nuove vie per svilupparsi; "I Goonies" si inserisce a pieno titolo in questa scia riuscendo a divenire (grazie ai passaggi televisivi) il rappresentante più noto del genere.
Se però lo si vuole considerare in maniera indipendente rispetto al mito che se ne è creato si nota che è non è scevro di difetti.
Il ritmo è piuttosto altalenante non riuscendo a mantenere attiva l'attenzione in maniera continua, molte sequenza risultano estremamente sciocche anche per un film dì'intrattenimento (le gag con Brolin in bicicletta sono antidiluviane) e i vari trabocchetti non sono degli enigmi complessi come nel migliore degli Indiana Jones, ma solo dei pretesti per rallentare la ricerca.

Però i pregi riescono tutt'ora a elevarlo. Di fatto i pregi sono quelli di ogni altro film della Amblin ben riuscito e si riassumo in uno solo: trattare i ragazzi come degli adulti e non come dei bambini ritardati. In quest'ottica si costruisce un film d'avventura vero e proprio, con pericoli reali e non all'acqua di rose; in quest'ottica il film d'avventura riesce a divenire un piccolo racconto di formazione senza diventare stucchevole; in quest'ottica si riescono a inserire riferimenti sentimentali e anche sensuali senza per questo virare in un irritante trama rosa o senza grevi riferimenti sessuale; in quest'ottica si riescono a ottenere sequenze ancora divertenti e politicamente scorrette come quelle dell'inizio con la statua rotta e con la traduzione in spagnolo.
A fronte di una regia non entusiasmante (fonte principale di questa mancanza di ritmo ammorbante) si riesce anche a godere di alcune sequenze intelligenti più che ben fatte come il lungo incipit dove, con un unico inseguimento d'auto, si presentano già tutti i personaggi principali.

Infine la caratteristica di questo film è di aver riportato al cinema il genere piratesco in uan versione amblianinamente riveduta e corretta, riuscendo ad appassionare all'idea migliaia di ragazzi distantissimi da quel "Capitan Blood" citato in tv.