(Heartbreak Ridge)
Visto in tv.
Un datato sergente sopravvissuto alla Corea e al Vietnam, ostile nei confronti dei più giovani superiori (perché sono tutta teoria e niente pratica) viene assegnato al comando di un plotone di perdenti in attesa di raggiungere l'età della pensione. Prenderà le cose molto sul serio, addestrerà meglio del previsto con metodi personali e, quando scoppierà il caso di Grenada, dimostrerà la bontà di quanto fatto sul campo di battaglia.
Film di guerra condotto da un Eastwood sempre roccioso, ma declinato verso la farsa in maniera molto godibile. Conduce una commedia canonica di vecchio contro nuovo (dove il vecchio è, ovviamente migliore), di riscatto del più debole, di successo guadagnato sudando e di violenza necessaria; in una parola, è un film molto americano. La parte di commedia non è impeccabile, ma funziona bene, intrattiene, diverte e regala una serie di quotes da fare invidia ad un noir di Chandler (il personaggio di Eastwood non dialoga, declama aforismi cazzuti).
Tutto sembra preordinato e prevedibile fino al finale, dove l'invasione di Grenada viene mostrata in un'ottica positiva e glorificante con una doppia valenza; da una parte dimostra tutti gli attributi (positivi) degli USA, dall'altra, in una botta di onestà, la presnta come un riscatto nei confronti della sconfitta in Vietnam.
Eastwood si sa, è un conservatore e un patriota, ma si sa anche che non è un idiota; primo realizza una farsa e poi una glorificazione che strizza l'occhio alle critiche; qualunque fosse il suo disegno originale il film riesce ad essere di un sottile fascismo contemporaneamente a un parodia di sé stesso. Non è un capolavoro, ma funziona perfettamente.
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lunedì 20 maggio 2019
lunedì 7 novembre 2016
La casa nera - Wes Craven (1991)
(The people under the stairs)
Visto in Dvx.
Un regazzino del ghetto viene convinto a rubare in una casa sigillata dall'esterno dove vive una coppia di ricchi pazzi; rimarrà bloccato li dentro e scoprirà di non essere l'unico ad avere difficoltà ad uscire.
Che poi gli si vuole bene a Craven, perché ha avuto un inizio carriera che ha creato uno standard e perché poi ha fatto cose da urlo reinventando di nuovo il genere e rendendolo anche intellettualmente pesante. Poi però ogni tanto da di matto e sputtana tutto. Qui ci sono troppi elementi tutti insieme, cannibalismo, mostri in cantina, genitori psicopatici, una casa-trappola, un pazzo vestito di latex e borchie che spara al soffitto, un bulldog come antagonista principale, porte e pareti fatte di polistirolo... tutto ciò diventa eccessivo quasi fin da subito e considerando che in diverse occasioni il tono è quasi da commedia (i due villain sono delle macchiette).
La cosa peggiore è che Craven sembra incerto sul timbro da dare, continua a cambiare, inizia con un horror classico, passa all'avventura (in salsa horror) per regazzini sul filone ben rappresentato da "I Goonies", poi passa al blando film di denuncia sociale e finisce con un film anticapitalista. Perché? Non li fonde mai insieme, li alterna soltanto riuscendo a rendere insoddisfatto chiunque abbia un'aspettativa seppur minima.
Non c'è mai un brivido vero, non c'è un briciolo di splatter (a chi interessa quell'aspetto), non c'è un'idea innovativa. Un film perdibile.
Visto in Dvx.
Un regazzino del ghetto viene convinto a rubare in una casa sigillata dall'esterno dove vive una coppia di ricchi pazzi; rimarrà bloccato li dentro e scoprirà di non essere l'unico ad avere difficoltà ad uscire.
Che poi gli si vuole bene a Craven, perché ha avuto un inizio carriera che ha creato uno standard e perché poi ha fatto cose da urlo reinventando di nuovo il genere e rendendolo anche intellettualmente pesante. Poi però ogni tanto da di matto e sputtana tutto. Qui ci sono troppi elementi tutti insieme, cannibalismo, mostri in cantina, genitori psicopatici, una casa-trappola, un pazzo vestito di latex e borchie che spara al soffitto, un bulldog come antagonista principale, porte e pareti fatte di polistirolo... tutto ciò diventa eccessivo quasi fin da subito e considerando che in diverse occasioni il tono è quasi da commedia (i due villain sono delle macchiette).
La cosa peggiore è che Craven sembra incerto sul timbro da dare, continua a cambiare, inizia con un horror classico, passa all'avventura (in salsa horror) per regazzini sul filone ben rappresentato da "I Goonies", poi passa al blando film di denuncia sociale e finisce con un film anticapitalista. Perché? Non li fonde mai insieme, li alterna soltanto riuscendo a rendere insoddisfatto chiunque abbia un'aspettativa seppur minima.
Non c'è mai un brivido vero, non c'è un briciolo di splatter (a chi interessa quell'aspetto), non c'è un'idea innovativa. Un film perdibile.
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