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mercoledì 7 novembre 2012

Young adult - Jason Reitman (2011)

(Id.)

Visto in DVD.


Diablo Cody è affascinata dall’adolescenza, da quello stato intermedio dove non si è mai davvero cattivi, al massimos considerati ed egoisti, talvolta spietati (o meglio, stronzi) per reagire a ciò che si ha intorno, ma fondamentalmente buoni. Reitman invece è più attratto dall’umanità di personaggi sgradevoli trattati con ironia perché è l’unico modo per umanizzarli del tutto, gli piace mostrare che anche loro perdono, ma anche perché loro vincono sempre (o quasi). Ecco questi due (Cody e Reitman) si erano già incontrati in “Juno” dove però il regista si era limitato alla (bellissima) messa in scena di una sceneggiatura senza portarla verso la sua direzione. Per questo film invece sembrano essersi parlati ed il personaggio che ne viene fuori è un adulto disprezzabile; una donna di (mezzo) successo, bella e ricca tanto quanto è stronza, che non riesce ad accontentarsi di ciò che ha e senza rendersi conto del male che può fare e farsi si rimette alla caccia del suo ex (ormai sposato e con un bimbo) solo per principio, disposta a passare sopra qualunque cosa pur di ottenere ciò che vuole.

Il film è davvero bello; l’incipit è completamente (e commoventemente) ‘90s e introduce al classico film di Reitman, con una fotografia ed una messa in scena sempre gelide oltre ogni dire, ma impeccabile… tanto l’umanità vien fuori dalla storia. Il personaggio creato stavolta è però il vero asso nella manica; è una reginetta della scuola mai cresciuta, fuori tempo massimo, ma senza alcuna capacità (o voglia) di capirlo e per questo viene continuamente ferita; si unisce ad un suo ex compagno di liceo che all’epoca venne ferito fisicamente e si porta dietro la sua infermità con la stessa quantità di odio che ha la protagonista. Le loro solitudini si incontrano solo per sostenersi, non per completarsi, perché la protagonista insisterà nel suo piano. Nel suo modo di comportarsi c’è più stupidità che cattiveria, la stessa che si ritroverà nei comportamenti della gente che la circonda, ma che, al contrario di lei, è scesa a patti con la propria vita.


Complessivamente il film è solido come i precedenti lavori di Reitman, ma non ha le lungaggini di “Tra le nuvole”, si avvale di un cast veramente bravo (la Theron è perfetta nella parte), rinuncia all’ironia diretta (ci sono poche battute) senza togliere il grottesco. Infine il vero colpo da maestro è il finale; se nei rpcedenti c’era, sostanzialmente un ritorno allo stato precedente con la consapevolezza di aver imparato qualcosa senza per questo averne avuto dei benefici (una sorta di antimorale); qui invece il film si fa spietato e dopo un ottimo dialogo finale ritorna anch’esso allo stato iniziale, ma con la consapevolezza che quella era la vera vittoria.

sabato 6 febbraio 2010

Tra le nuvole - Jason Reitman (2009)

(Up in the air)

Visto al cinema.

Più che una commedia agrodolce, come mi sarei aspettato, definirei questo film un dramma trattato con leggerezza.
Come al solito Reitman parla di personaggi normali che fanno lavori spregevoli, "necessari" per la società attuale, ma moralmente sbagliati. Anzi più che personaggi normali, direi personaggi adattatisi alla propria condizione ai limiti della moralità.
Il film tratta della vita di un tagliatore di teste per conto terzi, di come venga sconvolta dalla tecnologia e dai sentimenti (in poche parole, dal tempo che passa) e di come lui reagisce, li evita, li accetta e viene abbandonato. La storia è trattata in maniera rilassata (si legga lenta, ma abbastanza lieve da non pesare troppo), con qualche idea comica, o meglio ironica, e un andamento da film sentimentale/melò.
Il personaggio è ben realizzato, e ben recitato, e il film nel complesso funziona. La fotografia sempre al confine con lo sbiadito triste è adatta al racconto. Il finale è, a mio avviso, corretto, non consolatorio ne, forzatamente, negativo.
Buone, e ottime, alcune trovate di Reitman, dal montaggio dell'inizio, all'uso della camera a mano solo quando serve.
Peccato per il ritmo, al contrario dei film precedenti del regista, che semplicemente manca.