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lunedì 2 ottobre 2017

Himizu - Sion Sono (2011)

(Id.)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Mentre sullo sfondo arrivano le notizie di una Fukushima distrutta dallo tsunami, un ragazzo che affitta barche su un lago e vive con la madre disadattata viene insidiato da una compagna di classe innamorata di lui (e anche lei con grossi problemi di socialità). Il ragazzo sarà perseguitato anche dal padre alcolizzato sempre alla ricerca di soldi e uno yakuza a cui il padre (che si da alla macchia) deve 6 milioni di yen.

Da "Cold fish" in poi (o forse prima, ma mi manca qualche pezzo) lo stile di Sono è cambiato; dal baraccone kitsch precedente lo stile si è fatto più raffinato, le storie più lineari, meno assurde e, forse, più dure, la fotografia diventa parte fondamentale del racconto, curata, ma non carica e sempre uguale. Qui poi c'è u interesse particolare per le luci, splendide quelle in notturna (soprattutto quelle fluo o le candele di alcuni interni e le lampadine degli esterni). Personalmente preferisco questa seconda vita di Sono.
A questo si aggiunge la regia affascinante di cui è spesso capace; splendidi carrelli (frontali o laterali) piuttosto lunghi, semplici, ma ben realizzati e almeno un dolly da urlo (quello della scena dell'omicidio con la pietra) lineare, ma enorme.
Cast eccezionale.

Anche la tram aè in linea con quella di "Cold fish" con una famiglia allo sbando come parafrasi del Giappone (e anche il disastro di Fukushima diventa una continua metafora). La storia regge molto bene nella prima parte, ma da almeno metà in poi ci si rende conto che Sono soffre dello stesso problema di sempre, non sa quando fermarsi. Il film diventa lungo, pesante e dispersivo, sembra non sapere dove andare a parare (c'è anche la sottotrama dei 6 milioni di yen recuperati dall'ex manager che è uno splendido inserto alla Fritz Lang, ma che è totalmente inutile ai fini della storia). Peccato.

mercoledì 14 gennaio 2015

Cold fish - Sion Sono (2010)

(Tsumetai nettaigyo )

Visto in dvx, in lingua originale sottotitolato.

Un uomo è sposato con una casalinga disperata e sua figlia è una adolescentella stronza; pure lui non è un fiore, remissivo, grigio e ignavo non fa nulla per reagire alla routine mortale. Si, insomma, si odiano un pò tutti e nessuno si da una mossa. Lui è il proprietario di un piccolo negozio di pesci tropicali. Un giorno incontrano un ricco proprietario di negozio affine al suo, ne fanno l'ilare conoscenza perché il buon uomo non denuncia la figlia adolescente per taccheggio; anzi offre un lavoro alla ragazza, propone al padre di diventare socio, fa sesso sadomaso con la moglie. Ah si e poi uccide gente con il supporto (passivo perché è un ignavo) del padre, li scarnifica, li fa pezzi, brucia il bruciabile e getta ai pesci il resto. La situazione si fa sempre più infernale e complicata ed il povero padre inserito in questa spirale involontaria non riuscirà ad uscirne bene. Anzi, nessuno ne uscirà bene. A mala pena ne uscirà qualcuno.

Filmone distruttivo, amorale e cupissimo di un Sono in grande spolvero. Dirige con un piglio documentaristico fantastico la dissoluzione di una famiglia già morta nelle prime scene. Lo fa con l'introduzione di un personaggio splendido (nel senso che fa lo splendido), ironico in maniera idiota e grottesca, apprezzato per la sua espansività, ma che romperà ogni schema e con esso ogni rapporto familiare.
I temi in campo sono molti. Per primo direi l'assassino che alberga in ciascuno; se Lang si limitava a mostrare come un uomo semplice può trasformarsi in mostro in condizioni estreme, qui Sono mostra come tutti siano mostri e lo possano diventare in qualunque momento per qualunque ragione. Inoltre c'è un senso di violenza che stimola violenza, come una malattia infettiva. C'è una grande sensazione di moralità complessiva (si lo so, ho appena detto che è un filmone amorale, ma per le scene mostrate non per il significato), tutti qui soccombono alla violenza latente o diretta e tutti se lo meritano tantissimo, su tutti il protagonista immobile in tutto, passivo ad oltranza (splendida in questo senso la scena della scazzottata e poi del sesso entrambi fatti "passivamente)...
...poi cos'altro c'è... ah si, c'è un film violento e cattivo (psicologicamente prima ancora che fisicamente) che diventa splatter fin dalla prima mezzora, che è abbastanza mortifero da accontentare tutti e che ti dici più di così non può... ma poi arriva l'ultima mezzora, con una lotta in un corridoio insanguinato che te la raccomando e che ad un certo punto (ma ancora non è finito) ti mette una bella donna ad accarezzare con amore il torso squartato dell'amato, con una naturalezza che sembra una cosa ovvia.
E poi c'è il nichilismo. Un nichilismo distruttivo che farebbe impallidire quelli de "Il grande Lebowski"; il finale è uno dei meno accomodanti che ricordi da parecchio tempo a questa parte e, come viene ripetuto spesso durante il film, anche la terra è destinata a morire, fra solo 4 miliardi e 600 milioni di anni tutto sparirà.

PS: locandina, molto assennatamente, simile a questa