Visualizzazione post con etichetta Robert Zigler Leonard. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Robert Zigler Leonard. Mostra tutti i post

lunedì 16 ottobre 2017

Il paradiso delle fanciulle - Robert Z. Leonard (1936)

(The Great Ziegfeld)

Visto in DVD, in lingua originale sottotitolato in inglese.

La vita di Florenz Ziegfield che da imbonitore da fiera riesce a scalare il successo fino a diventare un produttore di Broadway con 4 film in cartellone; purtroppo il suo genio produttivo, viene rallentato da un disperato amore per le donne (tutte) e per un'incredibile capacità nel perdere soldi (tutti).

Tre ore di film su uno sconosciuto (da noi) produttore teatrale e non annoiarsi?! Evidentemente c'è qualcuno che ci sa fare in questo film.
DI fatto il film risulta essere una strepitosa commedia, estremamente gustosa e molto holywoodiana (nel senso buono del termine) per tuta la prima parte; con una carrellata di personaggi, sicuramente stereotipati, ma raccontati bessimo; anche grazie a uno dei casting migliori di sempre. Nella seconda parte il film indubbiamente perde dei colpi; qui il romance e il melò (e anche un po di dramma) pretendono più spazio, a scapito del ritmo.
Complessivamente il film viene gestito come un'opera di Broadway; con una ouverture, un interludio e una exit music; e in aggiunta una serie di spettacoli teatrali titanici, mostrati in toto, che danno perfettamente il senso delle opere di Ziegfield, riuscendo anche a risultare le sequenze meglio gestite in termini di regia, più originali e dalla macchina da presa acrobatica, ma sempre utilitaristica.

Come dicevo però, gran parte del merito è anche del cast completamente in parte e assolutamente in forma. Innegabile che quasi tutto sia sulle spalle di un Powell splendido (la parte del signorile paraculo sembra essere stata inventata per lui e nessun altro); in un personaggio macchiettistico è infilata una magnifica Rainer (premio oscar per questo film) che non riesce a non esagerare nelle scene più importanti (la telefonata delle congratulazioni per il matrimonio), ma in tutte le altre sequenze rende perfettamente il suo buffo personaggio.

Godibile e realizzato da dio è, anche questo, una chiara rappresentazione di cosa fu capace la Hollywood classica.

mercoledì 9 novembre 2016

La divorziata - Robert Z. Leonard (1930)

(The divorcee)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

La felicità di una coppia viene infranta dal tradimento di lui. I due si parlano, sembrano chiarirsi, lui insiste sul fatto che in fin dei conti quel tradimento non abbia valore. Lei sconfortata, cede e lo tradisce a sua volta... stavolta però il marito non sembra più di così larghe vedute e chiede il divorzio. La donna si trascina cercando conforto in un vecchio amore, ma si farà da parte per non essere lei la causa della fine del matrimonio dell'amico. Happy end finale.

Una commedia romantica; addirittura stucchevole nella parte iniziale che si trasforma poi in un dramma (che in un altro decennio avremmo definito borghese) con spunti di melò piuttosto riusciti. Il finale positivo è, come spesso succede, fuori posto, ma dopotutto, in questo caso, sopportabile.
Quello che risulta più indigesto è piuttosto l'inizio, eccessivamente enfatico verso il lato rosa della vicenda, ma indubbiamente è necessario per creare un contrasto maggiore con l'agnizione della separazione.

Dietro la macchina da presa c'è Leonard, regista che conosco pochissimo, ma di cui penso molto male per quanto concerne il ritmo, ma penso molto bene circa la costruzione di immagini. Se il ritmo qui è adeguato, ma senza sprazzi, e la regia in generale sembra sottostare a questo profilo basso; qualche tocco molto positivo lo si può notare, su tutto la serie di amanti e di avvicinamenti mostrati solo attraverso le mani dei protagonisti.

Buono il cast con una Shearer sempre credibili e che rimane il vero motivo per cui guardare questo film (oltre al gusto di vedere un film sentimentale ancora libero dal codice Hays).

Purtroppo il limite di questo film è proprio la sua intenzione, Vuole essere un dramma intimo su un divorzio e tale rimane, solo la storia di un divorzio; poca empatia, poco allontanamento dal piccolo per poter diventare universale; godibile, ma rimane chiuso in sé stesso.

PS: innegabile non fare il paio fra questo film e il successivo "Donne"... il film di Cukor non è impeccabile, ma innegabilmente riesce molto di più a farsi empatico.

mercoledì 19 ottobre 2016

Corruzione - Robert Z. Leonard (1949)

(The bribe)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Un aqgente federale viene inviato su un'isola del Sud America per indagare sui furti di motori d'aereo. Sull'isola incontra una coppia, si innamora della donna, viene avvicinato da un losco individuo che gli offre soldi per andarsene, infine si scontrerà con l'uomo che è andato ad arrestare. Nel mentre fingerà di andare a pesca di marlin.

Visto grazie al "Il mistero del cadavere scomparso" questo è un film dalla grande potenzialità, ma dallo svolgimento debole.
L'idea di base (l'eroe bloccato su un'isola in Sud America in cui tutti, o quasi, lavorano per il villain di turno) è buona e ha le pontezialità massime per un noir inquietante e nichilista; ma senza voler arrivare agli estremismi è comunque una base di partenza per un noir d'effetto. Il villain stesso poteva essere titanico (quella è l'impressione che se ne può evincere fin dall'inizio), ma appena appare in scena si riduce rapidamente al rango di un malfattore qualunque che vive fianco a fianco con l'eroe.

La regia con il pilota automatico non aiuta; anzi, il ritmo carente di quasi tutta la vicenda può allontanare anche i più motivati. Tuttavia azzecca un paio di momenti in maniera incredibile; la sparatoria nel buio con gli occhi che risaltano dalla tenebre è perfetta e l'inseguimento finale tra i fuochi d'artificio è dignitosissimo ed encomiabile per l'idea (di fatto poteva essere realizzato meglio, ma la morte del villain è comunque ben riuscita).

L'altro motivo di interesse per un film potenzialmente buono, ma in realtà mediocre è il cast (ed è anche il motivo per cui l'ho guardato); la Gardner è bravissima (e bellissima), Laughton è impeccabile (e magnificamente viscido) e Price è totalmente in parte.