(Don't look now)
Visto in Dvx.
Una coppia inglese perde la figlia in uno sfortunato incidente per dimenticare mollano l'altro figlio in un collegio e se ne vanno a Venezia dove lui lavorerà alla ristrutturazione di una chiesa. Durante la permanenza incontrano una coppia di vecchiette abbastanza creepy che li avvertono (avendo loro poteri parapsicologici) che se rimarranno in laguna rischieranno la loro vita.
Roeg torna alla regia dopo il precedente "Walkabout", se il film precedente era un intenso lavoro di regia che però esprimeva il meglio di sé nell'accumulo di immagini; qui il film da il meglio di sé nel montaggio. Certo ci sono delle belle scene (purtroppo la fotografia è ancora quella esteticamente brutta tipica degli anni '70), ma il lavoro di montaggio è impressionante, ci sono molti montaggi paralleli che danno significato alle scene affiancate (quello iniziale tra indoor e outdoor durante l'incidente della bambina; o quello del rapporto sessuale tra i coniugi affiancato ai due che si vestono per uscire); nelle scene di maggior tensione invece il montaggio si fa rapido e/o sovrappone immagini inutili che però rendono il mood della scena (si pensi alle prime scene in cui compare il vescovo in cui il suo vestito nero la fa da padrone o in cui la croce appesa al collo viene nascosta dal soprabito).
ottimi gli attori che rendono bene i sentimenti in gioco e magnifica la location veneziana sfruttata più per le sue nebbie, la sua umidità, le sue ombre e la sua marcescenza; nel finale poi viene sfrutta bene il dedalo delle calli, la nebbia e i suoni (gli echi e il rimbombare dei passi).
Se però ci si aspetta un thriller mozzafiato o un horror gotico si ha sbagliato tutto. Pur avendo caratteristiche di entrambi, questo è e rimane un dramma famigliare, con una spruzzata di soprannaturale e dei personaggi che starebbero bene anche in un film di possessione diabolica. Di fatto però le parti meno riuscite (secondo me) sono quelle più schiettamente di genere, mentre invece quando il film rimane sul dramma della coppia riesce a rendere un senso di morte aleggiante e di perturbante che è la vera bellezza del film.
PS: titolo originale bello, ma non ben calzato; titolo italiano cazzaro.
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venerdì 10 aprile 2015
sabato 10 novembre 2012
Così parlò Bellavista - Luciano De Crescenzo (1984)
(Id.)
Visto in tv...
Visto in tv...
La vita di un condominio a Napoli
trascorre tranquilla fino all’arrivo di un nuovo inquilino milanese; le cose
verranno fortemente scosse, soprattutto per il Sig. Bellavista, il personaggio
impersonato da De Crescenzo stesso.
Che dire, niente più che un
filmetto divertente che mostra una Napoli costellata da tutta la luogo
comunista napolanità, che però risulta buffa, tenera ed arrogante nello stesso
tempo. Dato che dietro al film c’è De Crescenzo il quadro non può che essere
sostanzialmente positivo anche se non nasconde qualche critica.
Il film si lascia vedere senza
pretese e con alcuni momenti riusciti, portandosi avanti da un colloquio
all’altro con leggerezza; si perde in parte quando vuol fare la morale alla
camorra e si perde del tutto quando si arriva all’inevitabile finale dove
avviene la conoscenza, l’apprezzamento ed il sincretismo fra nord e sud.
Di fatto è un buon film senza
pretese fintanto che rimane tale, nel momento in cui vuole osare crolla
rovinosamente.
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Renato Scarpa
sabato 21 maggio 2011
Habemus papam - Nanni Moretti (2011)
(Id.)
Visto al cinema.
Il neo-papa (Piccoli), eletto due minuti prima al conclave, durante la proclamazione da di matto; non riesce a reggere il peso dell'incarico affidatogli. Viene chiamato un medico che afferma la salute fisica del pontefice, quindi si chiama uno psicologo (Moretti) che però incontra una serie di problemi tecnici. Mentre tutti i prelati (più Moretti) devono obbligatoriamente rimanere dentro al Vaticano fino alla proclamazione, il Papa fugge, si mischia con una compagnia teatrale e ritrova la vita che ha appena perduto.
Il film non parla di fede neanche di striscio e non sbeffeggia il Papa neanche per sbaglio. Anzi, la figura del neo eletto pontefice è archetipica, mostra un uomo soverchiato dalla responsabilità, obbligato ad una serie di scelte non volute ed estremamente compromettenti, mostra desideri disillusi (la passione del teatro, tarpata per la sua incapacità come attore) e il tentativo di rifarsi una vita con la fuga. Dall'altra parte c'è Moretti con i prelati vaticani, la loro presenza in scena è ininfluente ai fini della trama, ma fa da splendido contraltare comico al dramma personalissimo di Piccoli e in più crea una galleria di personaggi, quantomai umani ed infantili.
Il film riesce a fondere il tragico con la commedia in maniera invidiabile; esteticamente curato e ben recitato (anche Moretti non è malvagio, solo un po sopra le righe un paio di volte). La trama non fa sconti a giornalisti (stupendo quello di rai2) e psicoanalisti, prima ancora che alla chiesa.
PS: chi critica questo film perchè dileggia la chiesa è evidente che non l'ha visto.
Visto al cinema.
Il neo-papa (Piccoli), eletto due minuti prima al conclave, durante la proclamazione da di matto; non riesce a reggere il peso dell'incarico affidatogli. Viene chiamato un medico che afferma la salute fisica del pontefice, quindi si chiama uno psicologo (Moretti) che però incontra una serie di problemi tecnici. Mentre tutti i prelati (più Moretti) devono obbligatoriamente rimanere dentro al Vaticano fino alla proclamazione, il Papa fugge, si mischia con una compagnia teatrale e ritrova la vita che ha appena perduto.Il film non parla di fede neanche di striscio e non sbeffeggia il Papa neanche per sbaglio. Anzi, la figura del neo eletto pontefice è archetipica, mostra un uomo soverchiato dalla responsabilità, obbligato ad una serie di scelte non volute ed estremamente compromettenti, mostra desideri disillusi (la passione del teatro, tarpata per la sua incapacità come attore) e il tentativo di rifarsi una vita con la fuga. Dall'altra parte c'è Moretti con i prelati vaticani, la loro presenza in scena è ininfluente ai fini della trama, ma fa da splendido contraltare comico al dramma personalissimo di Piccoli e in più crea una galleria di personaggi, quantomai umani ed infantili.
Il film riesce a fondere il tragico con la commedia in maniera invidiabile; esteticamente curato e ben recitato (anche Moretti non è malvagio, solo un po sopra le righe un paio di volte). La trama non fa sconti a giornalisti (stupendo quello di rai2) e psicoanalisti, prima ancora che alla chiesa.
PS: chi critica questo film perchè dileggia la chiesa è evidente che non l'ha visto.
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