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venerdì 4 novembre 2011

Gli uccelli - Alfred Hitchcock (1963)

(The birds)

Visto in tv. L’uomo e la natura secondo Hitchcock si risolve in una apocalisse imprvvisa, ben organizzata ed immotivata ai danni della California… e come dargli torto.

La storia è nota. Senza motivo, in una piccola comunità in riva all’oceano, gli uccelli cominciano ad attacare gli esseri umani, dapprima in episodi singoli e senza particolari conseguenze, fino ad un escalation che porterà ad un assalto organizzato alla scuola cittadina e alla casa dei protagonisti.
Diciamo subito i difetti. Tippi Hedren. Non ci posso far molto, mi viene da disprezzarla a priori, anche se stavolta è decisamente più in parte che non in Marnie… comuqnue sia Tippi Hedren mi rimane come difetto principale. Il secondo, il film è piuttosto verboso, più del solito per un film di Hitchcock (come succederà con il già citato Marnie… che sia sempre colpa di Tippi Hedren?!).

In ogni caso è un gran film. Intanto per l’idea originale assolutamente inattesa per uno come Hitchcock (trivia alla imdb; la sceneggiatura originale sarebbe stata scritta da Matheson, ma pare che Hitchcock non l’abbia approvata perché lo scrittore aveva previsto di realizzare “Gli uccelli” senza dover mai inquadrare un uccello). Poi ovviamente Hitchcock creerebbe tensione con l’elenco del telefono, figuriamoci con dei corvi impazziti. Il film si pregia del miglior climax ascendente fino ai tempi di Spielberg. Si inizia con attacchi singoli assolutamente non inquietanti, informazioni di comportamenti non abituali tra i volatili domestici, esiti di attacchi da parte di sconosciuti; poi si passa all’apocalisse vera e propria. Fantastico.

Inoltre Hitchcock ha un’enorme capacità di creare immagini ed in questo film realizza momenti cult, dai corvi sui giochi dei bambini nel cortile della scuola, alla pompa di benzina in fiamme e le scene nella cabina telefonica… poi c’è il finale, surreale e senza spiegazioni. Di nuovo, fantastico.

giovedì 6 ottobre 2011

Marnie - Alfred Hitchcock (1964)

(Id.)

Visto in DVD.
La precisione di Wikipedia ammazza la mia buona volontà nel descrivere la trama... Detto ciò:

Film di Hitchcock che torna a ravanare nella psicanalisi ottocentesca e si permette il lusso di giocare con la grande ossessione del regista per il sesso in maniera diretta (la protagonista è frigida).

Di per se il film funziona, come sempre le opere di Hitchcock e presenta momenti fantastici; dalla scena della festa in cui la macchina da presa parte dal totale dell’ingresso fino al primo piano del sig. Strutt come già in Notorious (ma qui credo che la difficoltà tecnica fosse maggiore); o la silhouette della madre sulla porta della camera da letto di Tippi Hedren, ecc…
Poi c’è un Sean Connery che ci sta proprio nella parte del ricco e romantico tombeur, mentre la Hedren personalmente non la posso sopportare e mi rende irritantissimo il suo personaggio.

Il colpo di scena finale credo sia ben gestito (dico credo perché di questo film, prima di rivederlo, ricordavo solo il finale e non la trama) e credo possa colpire… però; però il film ci mette troppo ad ingranare, per quasi metà del tempo presenta il complesso personaggio della protagonista in una serie di momenti che spesso sfociano nel noioso; il rapporto di coppia fatto si sopraffazione e obblighi che si instaura dopo rende godibilissima la seconda parte ed il mistero attorno al passato della protagonista fa il resto, ma prima di arrivare a quel momento ci si impiega troppo.