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lunedì 9 dicembre 2013

Ladri di cadeveri, Burke & Hare - John Landis (2010)

(Burke & Hare)

Visto in Dvx.


Una coppia di sbandati dell'Edimburgo dell’ottocento scopre che alla facoltà di anatomia pagano per avere cadaveri freschi. Inizieranno a cercarne tra gli anziani, poi nei cimiteri, infine inizieranno ad uccidere.

Landis ci prova, si impegna in un film difficile e, a mio avviso, riesce solo a metà. Riesce nella parte più difficile del compito; mischiare lo splatter, il dramma ed il nero alla commedia più riuscita. Unisce le due componenti perfettamente tanto da rendere simpatici due personaggi che uccidono per denaro in maniera estremamente fredda (anche se buffa). Il mix riesce e perde qualcosa solo per le batutte non riuscite; ce la fa anche ad inserire una storia d’amore come volano della vicenda e ad ammantare tutto di un (falso) romanticismo.

Però il film mi risulta riuscito a metà… a metà perché il film è di un distacco spaventoso; si ride dei personaggi, ma non si empatizza praticamente mai; il film si perde a mostrare mille dettagli (tra cui alcune patetiche idee come mostrare la nascita della fotografia) e non riesce ad andare oltre all'intrattenimento che si dimentica velocemente.

Splendido un Serkis incredibilmente in live action; si mangia tutti gli altri in maniera imbarazzante.

lunedì 21 gennaio 2013

Lo hobbit: Un viaggio inaspettato - Peter Jackson (2012)

(The hobbit: an unexpected journey)

Visto al cinema.

Il giovane Bilbo viene precettato per aiutare un gruppo di 14 nani per liberare la loro antica capitale del regno, ora tenuta in scacco da un drago. La vicenda (divisa in tre capitoli) mostra la nascita dei rapporti di Bilbo con Gandalf, il ritrovamento dell’anello e il classico romanzo di formazione per lo hobbit.
I difetti che erano ovvi anche prima di vedere il film sono tutti racchiusi nel libro originale, Lo Hobbit è un libro per bambini, quindi decisamente più ingenuo de Il signore degli anelli, ed è un libro di circa 300 pagine; folle quindi tirarci fuori un film di 3 ora, figuriamoci una trilogia di 9!

Eppure a vedere il primo capitolo ogni dubbio viene immediatamente tolto. La storia è permeata da una ironia più ingenua, specie nella parte iniziale, ma ben presto il clima ed il tono passano ad assomigliare a quelli del Signore degli anelli (solo qualche concessione è data ogni tanto all'infantilismo, come nella figura del Bruno). Per quanto riguarda lo svolgimento della trama, bisogna riconoscere una certa rilassatezza (ed un uso eccessivo delle canzoni), ma come la compagnia si mette in marcia cominciano tre ore di azione continua in un tuor de force difficile da credere, ma assolutamente avvincente, anzi n alcuni momenti il repentino succedere di eventi è pure eccessivo. Per quanto possa essere esile la trama iniziale, il film si dilata adeguatamente e dopo tre ore ci si ritrova a chiederne ancora come un tossicodipendente.

Inoltre la trama è ben scritta, nel senso che è un film che viene dopo una trilogia enorme, lo sa e allora strizza un occhio al pubblico ogni volta che può, racconta eventi, dice cose, lascia presagire fatti, che tutti già sanno.
Non l’ho, volutamente visto in 3D e non l’ho, purtroppo, visto in 48 fps. Recupererò con i prossimi due.

PS: cast spesso noto, che è un piacere rivedere riunito, unico difetto il povero Christopher Lee che appare veramente vecchio e ormai poco capace di tenere una parte.

venerdì 7 settembre 2012

Le avventure di Tintin: Il segreto dell'Unicorno - Steven Spielberg (2011)

(The adventures of Tintin)

Visto in DVD.


La storia di Tintin non è brutta, ma sostanzialmente inutile. Ho sempre disprezzato il supponente ragazzetto belga e Spielberg mi ascolta portandolo all’altezza di un comprimario.
Come dicevo la storia è inutile (un lungo inseguimento di un tesoro in giro per il mondo) perché quello che conta sono le immagini.

In primo luogo è il film di motion capture migliore che abbia mai visto; lo stile è cartoonistico, ma i movimenti sono fluidi da far spavento e, avvalendosi di qualche mostro sacro di questa tecnica (Peter Jackson e Andy Serkis nei panni del capitano Haddok) quel che ne viene fuori è lo stato dell’arte in questo momento.
In secondo luogo, e questo è quello che più conta, Spielberg utilizza la motion capture per un motivo (cosa che distingue la moda dall’arte) realizzando lunghi, lunghissimi piani sequenza di pura azione come mai se ne sono visti nella storia del cinema. Questo è un film che va visto per l’enorme capacità di creare storia e azione in contemporanea e per la qualità dell’action stessa.

Su tutti due momenti da ricordare per sempre. La sequenza in cui Haddok racconta la storia del suo antenato in cui il piano sequenza non si realizza solo nello spazio, ma addirittura nel tempo. La seconda, la scena dell’inseguimento delle mappe in Marocco; ad oggi la scena d’azione più complessa e articolata che abbia mai visto, qualcosa di così tracotante ed eccessivo che fa letteralmente mancare il fiato. Da vedere assolutamente e chissenefrega se a qualcuno non piacciono i cartoni animati, questo è uno dei film da vedere.

PS: fantastico il cast, assolutamente distinguibile dietro all'animazione per una gestuilità restituita pari a com'è stata fatta.