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lunedì 8 aprile 2019

Quell'oscuro oggetto del desiderio - Luis Buñuel (1977)

(Cet obscur objet du désir)

Visto in Dvx.

Un borghese parigino si innamora della cameriera, che a parole sembra amarlo di rimando, ma nei fatti continua a frustrare le sue intenzioni sentimentali, ma soprattutto sessuali. Nel mentre una stagione stragista sembra investire la Francia.

Ultimo film di Buñuel che torna, come sempre, ad attaccare la borghesia. Con una regia più misurata del solito e una trama decisamente più coesa, che si slancia qui e la in singoli episodi surreali o in ammicchi al suo pubblico; questo sembra più un divertito film alla Buñuel che non un'opera onestamente indipendente.
Un certo piacere nel mostrare sé stesso unito a una decisa ripetitività della vicenda rendono questo gradevole film non molto appassionante. Vedere Buñuel che continua giocare a fare sé stesso in tono allegro sarebbe piacevole se almeno non si rischiasse la noia.

Magnifica l'idea di far interpretare lo stesso personaggio a due attrici diverse, spiazzante, soprattutto per le fisicità totalmente distanti.
Un encomio anche al solito Rey, anche lui più divertito del solito e leggiadro mattatore della vicenda.

lunedì 15 aprile 2013

Wasabi - Luc Besson (2001)

(Id.)

Visto in DVD.

Luc Besson alla regia, Jean Reno nella parte di un uomo solitario che si muove in un mondo criminale con modi spicci, ma efficaci ed una morale sua; a questo Jean Renogli capita fra capo e collo un regazzina che dovrà difendere (perché alla fine è buono) da dei tizi cattivi… ora basta parlare di “Leon” e descriviamo invece questo Wasabi… ecco prendete la stessa trama di cui sopra e ambientatemela in Giappone, metteteci un poco di ironia ed il film è fatto.
Il film ha l’indubbio pregio di essere successivo a Leon e quindi più pulito e scegli la via dell’ironia per cercare di differenziarsi da quello… però Leon gli rimane sopra diversi metri. Anche perché questo film (che avrebbe potuto essere una buona commedia) decide di voler essere un film d’azione, un po’ buddy movie, un poco (molto poco) thriller.

Quello che ne viene fuori è la prova definitiva dell’incapacità di Besson di fare film action. Tutte le scene adrenaliniche sono un florilegio di inquadrature autoriali, ma senza il minimo senso della tensione, senza chiarezza di ciò che avviene e senza un minimo di pacche laddove dovrebbero esserci o di pallottole laddove si spara, si prenda l’arrivo di Jean Reno durante la rapina dei travestiti (come anche la pessima sparatoria finale), una delle scene “action” più piatte ed insipide di sempre.