martedì 7 giugno 2011
La moglie di Frankenstein- James Whale (1935)
Visto in VHS.
…stavo provando a ricordare la trama, ma mi sfugge il motivo per cui succedano i fatti finali. Si c’è la moglie della creatura di Frankestein (che poi moglie non è tecnicamente), ma dura due minut netti di film. Il motivo per cui viene fatta non mi è chiarissimo però. Ricordo che il dottor Frankestein viene convinto a continuare gli esperimenti da un suo vecchio insegnante, mentre la creatura sopravvissuta all’incendio avvenuto alla fine del film originale (si perché questo film comincia alla fine precisa dell’altro) fugge in giro braccata dai paesani con fiaccole e forconi imparando a parlare…
Deve proprio avermi colpito sto film se già me lo ricordo così poco.
Ovviamente la storia fa acqua da tutte le parti, annoia abbastanza (divertente che venga iniziata mostrando la Shelley che racconta il seguito a suo marito e a Byron) e si dimostra senza guizzi. La regia di Whale dimostra la sua esistenza solo qui e la, come nella sequenza in cui viene creata la “moglie”, per il resto del tempo tira a campare. Unica nota positiva i fondali e le location sono effettivamente ben costruite al pari del precedente.
PS: l'aspetto della moglie di Frankenstein fu il fattore trainane di tutto il film e del marketing prima dell'uscita, con trailer realizzati apposta e locandine come questa:
Se bisogna effettivamente decidere il fattore aggiunto da questo film alla storia del cinema direi che sono i capelli della moglie di Frankestein, adornati da due ciocche bianche. E basta.
PS: inoltre il film che ho visto deve essere stato vittima di diversi tagli perché molte scene sembrano decisamente non congrue con quelle appena precedenti.
lunedì 27 dicembre 2010
Amore folle - Karl Freund (1935)
Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
Ed ecco il primo seguito di "Orlacs hände”. La storia è sempre la stessa del precedente, ma il film è completamente diverso; qui l’attenzione non è più per l’operato, ma per il medico. Se l’altro era un dramma con venature metafisiche, qui è un horror in piena regola, con un chirurgo pazzo (ma pazzo davvero), che spinge tanto sull’effetto scenico (si inizia, letteralmente, con un horror show) e poco sul dramma personale.
L’idea in se non è malvagia, riutilizza un film vecchio di soli 10 anni, ma lo adatta alle mode del momento, tirando fuori un horror; poi ci mette Lorre nella parte del matto, questo a scapito della recitazione, ma certamente un physique du rôle più adatto non c’era all’epoca.
Quella che è una buona idea dona alcuni grandi momenti (il paragone con Galatea e Pigmalione fino alla statua che prende vita), però purtroppo causa anche molte cadute di stile. Il dramma del pianista è rapido e molto poco mostrato, il fattore soprannaturale è mantenuto vivo (e non spiegato) fino alla fine (a scapito della credibilità), il mostro nel finale spiega tutto il suo piano giusto per non lasciare dei dubbi e poi c’è un happy ending attaccato col bostik che proprio non si può sopportare.
Peccato, perché l’intento era ottimo, ma la realizzazione sfigura al confronto con il predecessore.
martedì 30 marzo 2010
Frankenstein - James Whale (1931)
Visto in VHS registrato dalla tv.
A vederlo oggi è la quintessenza della banalità... solo che è stato questo film a creare tutti gli stilemi del genere frankesteiniano, con i cervelli in mostra, castelli medievali, macchine che fanno gli archi elettrici nei laboratori, e i mulini in fiamme...


