Visto in Dvx.
Una vampira trasforma i suoi amanti in esseri simili a lei, ma purtroppo, in maniera sistematica, questi presto o tardi non trovano sangue per mantenersi, quindi invecchiano precocemente e si disfano.
Direi che la trama è un pochino tutta qui, anche se si aggiunge che alla vampira si interessa una dottoressa che permette di virare il film nel sottogenere lesbo-vampiro.
Diciamolo subito; questo non è un horror, ma un raffinatissimo drammucolo in salsa vampiresca come sarà più tardi anche "Intervista col vampiro".
Questo è il classico film fatto tutto di forma e dal contenuto nullo. Non dice nulla, non aggiunge nulla, a mala pena racimola una trama; vive solo di un manierismo ossessivo che all'inizio impressiona, ma alla lunga stanca e annoia a morte.
La regia ha uno stile ripreso sicuramente dai videoclip dell'epoca, ma abbastanza contenuto, si fa sfacciato solo nei montaggi paralleli (talvolta alternati) in cui le due scene affiancate rappresentano l'una il completamento dell'altra o la rappresentazione simbolica.
A livello estetico, come si diceva, siamo davanti al meglio possibile. Interni art deco, costumi impeccabili, luci spesso virate, ma mai fastidiose, una fotografia anni '80, ma senza eccessive kitcherie, effetti speciali magnifici (che però non salvano il ridicolo finale).
Ecco di questo film piuttosto dimenticabile, quello che va applaudito senza se e senza ma, non è lo sforzo estetico, ma il casting perfetto nel trovare attori che si adattassero all'ambiente e al mood.


