(Id.)
Visto su Mubi, in lingua originale sottotitolato.
Una ragazza arriva a Las Vegas, ha in mente solo di mantenersi e, possibilmente di ballare (la sua passione). Come arriverà nella città nel deserto, sarà derubata e vessata costantemente, sostenuta solo da una ragazza incontrata per caso di cui diverrà amica (e convivente). ovviamente per potersi mantenere (e sfruttare la sua passione) troverà lavoro in un Nightclub.
Con tenacia e doppi giochi verrà assunta nel copro di ballo di un importante teatro dove cercherà di scalare la vetta.
Che belli gli anni '90, si potevano mostrare tette come se non ci fosse un domani in film per tutti, figuriamoci in un film su delle spogliarelliste.
Al di là di ciò, il film offre pochissimo.
Verhoeven ha fondato una carriera sulla carne e sulla violenza e questo film non fa eccezione. Il corpo è esposto e utilizzato in maniera parossistica, la carne è merce, condanna e mezzo per ottenere benefici; la prevaricazione inizia con il furot iniziale e non finirà mai; la protagonista subirà violenze psicologiche da tutti, finché non deciderà di utilizzare lo stesso metodo per ottenere il successo e lo farà con stile finché non si ritorcerà contro (la sua amica).
Verhoeven è quindi dalle sue solite parti, ma stavolta lo fa con una sceneggiatura ridicola e con un cast imbarazzante (non tutti siamo onesti, ma la protagonista è ballisisma, ma non brava, e alcune spalle come il buttafuori totalmetne non in grado di recitare).
L'intera trama, pur essendo lineare, risulta farraginosa, il finale dove c'è vendetta e perdono (entrambi troppo facili, entrambi improvvisi e non troppo motivati) ridicolo nel suo semplicismo sbrigativo.
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giovedì 30 aprile 2020
mercoledì 8 maggio 2013
Killer Joe - William Friedkin (2011)
(Id.)
Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
Poi all'improvviso dall'America ti
arriva un film di un noir torbido e acre come pochi, così folle e senza
speranza da fare impressione, con squarci di perversione da poter competere con
Miike.
Ti arriva questo film, un film dove un
ragazzo con problemi di soldi da restituire (gli è sparita una partita di droga
che doveva vendere) va dal padre decerebrato e gli chiede se è d’accordo di
uccidere la sua ex moglie (del padre, che poi è la madre del ragazzo) perché
pare che abbia un’assicurazione sulla vita la cui beneficiaria sia la sorella
del giovane (la bella e matta sorella del giovane). Ovviamente il padre, che è
molto un decerebrato, accetta. Si rivolgono ad un poliziotto Joe Cooper, che
nel tempo libero uccide a pagamento e si accorda per dargli parte
dell’assicurazione, intanto a mo’ di cauzione, si fa dare la sorella… e questo
è solo l’inizio; quando si pensa di essersi ficcati nell'occhio del ciclone
noir ci si accorge di essere arrivai solo alla periferia.
Una regia che è un utilizzo degli
attori come poche altre; i personaggi sono folli e poco credibili, ma ben
delineati, agli attori il compito di metterli in vita. Ma in questo compito
sono affiancati da un uso dei loro corpi (nelle espressione che fanno, nell'uso
dei corpi nello spazio, nel voyerismo nel mostrare nudità, ecc…) da una regia
che si prende il lusso di infilare alcune brevi sequenze indipendenti dalle
scene principali solo per delinearne il mood (si pensi ai fulmini nella sequenza
in auto), e taglia tutto con una fotografia tetra e squallida al punto giusto.
In un ambiente del genere il perfetto lavoro di casting permette, come ultimo
tocco il miracolo.
Poi all'improvviso dall'America ti
arriva un film noir anni ’50 classico, reso solo senza speranza come un dramma
indipendente anni ’80-’90 e con inserti di post-modernismo e di follia
invidiabili. Poi guardi a chi è il regista e ti accorgi che nonostante
l’anagrafe lo condanni ad essere quasi un ottuagenario Friedkin si dimostra
il più giovane fra i registi made in USA.
PS: si lo so c’è un Matthew "ctrlC" McConaughey impressionante, ma d’altra parte non mi soprende troppo. Lui era nato come il
successore di Paul Newman, bello, giovane e bravo. Poi ha fatto la scelta che tutti noi avremmo fatto, girare un
film all'anno a torso nudo su una spiaggia caraibica affiancato da una modella
dopo l’altra, è chiaro che se ti viene data questa possibilità te ne freghi
dell’Academy. Poi, adesso che inizia a vedere il 50 anni che si avvicinano, ha
deciso di prepararsi la pensione, tira fuori quello che sa fare e si dilunga
nella scena con l’uso più perverso di una coscia di pollo. E tutti noi ci
alziamo in una standing ovation; ma in fondo l’abbiamo sempre saputo.
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